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Comitato Angelo Cassinera del (n)PCI

 

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Comunicato n.14 del 15.05.10

Costruiamo una lista “dal basso”, popolare, progressista per irrompere alle elezioni comunali che si terranno a Milano il prossimo anno e rafforzare la lotta contro la crisi dei padroni!

Usiamo anche le elezioni per avanzare nella costruzione di un governo d’emergenza popolare che sbarri la strada alle “prove di fascismo” che la destra reazionaria sta promuovendo e adotti le misure necessarie per far fronte agli effetti peggiori della crisi!

 

Facciamo saltare
le iniziative fasciste in programma a Milano per il 22 e il 28 maggio!

Nessuna agibilità politica per Forza Nuova,Hammerskin, Casa Pound e gli altri topi di fogna: stronchiamo sul nascere le prove di fascismo!

La mobilitazione antifascista contro la “settimana nera” indica la via da seguire: combiniamo l’azione di piazza (presidi, manifestazioni, volantinaggi, ecc.) con l’irruzione nel “teatrino della politica borghese” per far prendere posizione a quegli esponenti politici che hanno a cuore la difesa dei diritti e per mettere spalle al muro chi copre, sostiene, finanzia i gruppi fascisti!

Giochiamo d’attacco, non muoviamoci solo in risposta ai fascisti: costruiamo 10, 100, 1000 Ronde Popolari Antifasciste e Antirazziste per vigilare nei nostri quartieri tutto l’anno, per promuovere il protagonismo e l’attivismo delle masse popolari, per sviluppare l’unità italiani-immigrati contro la crisi dei padroni, per stare con il fiato sul collo ai politicanti e, anche, agli sbirri che scorrazzano nei nostri quartieri, per avanzare nella costruzione del governo d’emergenza popolare!

Facciamo saltare le leggi razziali emesse dalla giunta Moratti per via Padova e via Sarpi: diamo una lezione esemplare alla destra reazionaria e ai suoi esperimenti razzisti e xenofobi che vorrebbe poi estendere poi a livello nazionale!

La “passeggiata liberatoria” (1.500 persone) fatta il 27 aprile dalle associazioni progressiste di via Padova e dagli abitanti del quartiere indica la strada da seguire: rafforzare ed estendere l’autorganizzazione popolare, promuovere l’unità italiani-immigrati contro il nemico comune!

Sono queste le forze che devono governare la città e il paese!

 

Le elezioni regionali di quest’anno sono state ricche di colpi di mano: dagli scandali alle inchieste giudiziarie, dai tentativi di tagliar fuori il PdL in Lombardia e Lazio alla legge ad listam emessa dalla banda Berlusconi con la complicità di Napolitano. Questa “guerra tra bande” all’interno della borghesia si acuirà sempre di più nelle prossime settimane e mesi. L’indomani dalle elezioni Bossi si è autonominato candidato sindaco di Milano per il centro-destra, suscitando la reazione indignata del PdL. Ma non siamo che all’inizio. Prepariamoci ad affrontare una nuova campagna elettorale “straordinaria”, che per contrasti e colpi bassi sarà ancora più movimentata di quella che ci lasciamo alle spalle. Il caso Scajola, l’intervento della CEI contro il federalismo (a cui fa eco il cardinale Tettamanzi), gli scandali sui preti pedofili che stanno colpendo il Vaticano stanno lì a dimostrarlo. E non sono che la punta dell’iceberg. Se ci muoviamo con una giusta concezione e linea, questa situazione di guerra intestina può giocare a favore delle Organizzazioni Operaie e delle Organizzazioni Popolari: bisogna giocare d’attacco, avere in mano l’iniziativa, sfruttarla a nostro vantaggio!

 

Usiamo le prossime elezioni comunali per rafforzare la lotta contro la crisi dei padroni e avanzare nella costruzione di un governo d’emergenza popolare composto e sostenuto dalle Organizzazioni Operaie e dalle Organizzazioni Popolari e che adotti le misure necessarie per far fronte agli effetti peggiori della crisi:

1. assegnare ad ogni azienda compiti produttivi (di beni e di servizi) utili e adatti alla sua natura assieme alle risorse necessarie per assolverli, secondo un piano nazionale (nessuna azienda deve essere chiusa)

2. distribuire i prodotti alle famiglie e agli individui, alle aziende e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari,

universalmente noti e democraticamente decisi

3. assegnare ad ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli, in cambio delle sua scrupolosa esecuzione, le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per partecipare alla gestione della società (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessun individuo deve essere emarginato)

4. eliminare attività e produzioni inutili e dannose per l’uomo o per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti

5. avviare la riorganizzazione delle altre relazioni sociali in conformità alla nuova base produttiva

6. stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi

Solo un governo composto e sostenuto dalle Organizzazioni Operaie e Popolari può mettere in campo queste misure (le uniche in grado di far fronte agli effetti peggiori della crisi) e sbarrare la strada alle “prove di fascismo” promosse dalla destra reazionaria. Nessun governo espressione di padroni, banchieri, affaristi, speculatori, imperialisti USA, sionisti e Vaticano potrà mai fare una cosa del genere: è contro i loro interessi e la loro natura. Le Organizzazioni Operaie e Popolari devono prendere in mano le redini del paese: non esiste altra via realistica per far fronte a questa situazione!

In che modo possiamo usare le elezioni del prossimo anno per contribuire alla costruzione di un governo d’emergenza popolare?

Costruendo una lista “dal basso”, popolare, progressista avente come programma le 6 misure su indicate e composta dai comitati di quartiere, ambientalisti, antirazzisti, antifascisti, studenteschi, dai cattolici progressisti, dai sindacalisti onesti e combattivi, dagli operai e dagli immigrati in lotta, da esponenti del mondo arabo-mussulmano oggetto di mirate campagne di intossicazione mediatica e repressione (“guerra al terrorismo”), dai Centri Sociali, da intellettuali e artisti democratici, da quegli esponenti politici che hanno a cuore la difesa dei diritti e la conquista di nuovi.

Una lista di questo tipo contribuirà alla costruzione di un governo d’emergenza popolare perché:

  • alimenterà la spinta all’autorganizzazione popolare contro la crisi dei padroni

  • alimenterà lo sviluppo dell’unità tra i vari collettivi, reti, associazioni, tra i comitati italiani e immigrati

  • alimenterà lo slancio, la fiducia e la mobilitazione tra le masse popolari

  • si incuneerà nelle contraddizioni interne alla classe dominante, creando ulteriore scompiglio nelle sue fila

  • toglierà terreno alla destra reazionaria, contrastando i suoi tentativi di costruire un suo governo d’emergenza basato sulla “guerra tra poveri”, la repressione dispiegata e l’aggressione dei popoli e delle nazioni che non si lasciano saccheggiare

Non facciamoci fermare dalla paura di prendere pochi voti o di non riuscire a raccogliere le firme per presentare la lista: non sono i voti l’aspetto centrale, ma la mobilitazione che la lista promuove, lo slancio che infonde tra le masse popolari, l’aria nuova che fa respirare! Le elezioni sono un mezzo e non un fine, sono un momento di mobilitazione (se affrontate con questa concezione) per creare migliori condizioni per condurre la lotta! Le firme, dal loro canto, non saranno un ostacolo: più ampio sarà il fronte delle forze che aderiranno alla lista, più sarà facile raccoglierle. Inoltre, e questo è l’aspetto centrale, una lista di questo tipo accenderà gli animi e l’entusiasmo di tutti coloro che “vogliono darsi da fare per cambiare le cose” e avrà centinaia, migliaia di simpatizzanti, sostenitori e collaboratori. Non è vero infatti che le persone sono tutte e inesorabilmente di destra, razziste, arretrate: la questione è che per mobilitarle, spingerle in avanti, infiammare il loro cuore e la loro mente occorre indicare una strada concreta per uscire da questo marasma. La sinistra borghese fin qui non l’ha fatto: si è limitata a denunciare i mali del capitalismo. La Lega invece pone delle misure concrete per far fronte alla situazione, per quando aberranti e razziste: per questo raccoglie consenso. Se la lista proporrà un programma con le 6 misure su indicate e alzerà con forza la bandiera del governo d’emergenza popolare diventerà un importante centro di organizzazione, mobilitazione, orientamento per le masse popolari, dando filo da torcere ai partiti razzisti e reazionari!

Irrompiamo alle prossime elezioni comunali!

Le Organizzazioni Operaie e Popolari devono prendere in mano le redini del paese e costruire un governo

d’emergenza popolare!

Un governo di questo tipo permetterà di far avanzare la lotta per fare dell’Italia un paese libero da padroni e dal

capitalismo: un paese socialista!

Per questo lotta il (nuovo)Partito comunista italiano!

Arruolatevi nel (n)PCI!

Costruite clandestinamente in ogni azienda, quartiere, associazione un Comitato di Partito!

 

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