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(n)PCI (nuovo)Partito comunista italiano

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Avviso ai naviganti n. 6
Il nostro paese va verso una rovina peggiore dell’attuale!

Avviso ai naviganti 5
31.01.2012 

Messaggio audio del compagno Ulisse,
segretario generale del (n)PCI
all’assemblea che si è tenuta a Quarto (NA) domenica 29 gennaio.

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Avviso ai naviganti 7

16.03.2012

 

Siamo lieti di inviare ai nostri lettori l’eccellente opuscolo Governo di Blocco Popolare elaborato dal Settore Agitazione e Propaganda del P. CARC. Supponiamo che i compagni del SAP non abbiano obiezioni e ci scusiamo con loro per non aver preventivamente chiesto licenza.

 

Nell’opuscolo Governo di Blocco Popolare i nostri lettori troveranno, in positivo, i motivi per cui ogni Organizzazione Operaia e ogni Organizzazione Popolare deve far proprio l’obiettivo di costituire il GBP e cosa deve fare per contribuire a raggiungerlo; in negativo, i motivi per cui i risultati delle lotte delle masse popolari contro il governo della Repubblica Pontificia per far fronte alla crisi del capitalismo non sono ancora all’altezza dello slancio e degli sforzi che milioni di uomini e donne, giovani e adulti, autoctoni e immigrati profondono in esse.

 

Di fronte alla crisi del capitalismo vi sono due vie opposte:

la borghesia imperialista, il clero e i loro seguaci e agenti ricorrono a manovre d’ogni genere per fornire più soldi e potere alle banche, alle istituzioni finanziarie e ai grandi capitalisti;

le OO e OP devono costituire un loro governo d’emergenza che operi secondo il programma delle Sei Misure Generali.

 

Se noi teniamo l’iniziativa in mano, sono le istituzioni della borghesia imperialista che devono rincorrere le iniziative delle masse popolari, sono sulla difensiva.

Se noi lasciamo l’iniziativa alle istituzioni della borghesia imperialista, sono le masse popolari che devono rincorrere le manovre della borghesia imperialista, sono loro sulla difensiva.

Questo vale in ogni campo della vita sociale.

 

Buona lettura dell’opuscolo!


 

 

GOVERNO DI BLOCCO POPOLARE

Tutti i principali concetti necessari per condurre con iniziativa e flessibilità, orientandosi autonomamente, la lotta per la costituzione del GBP.

 

Le innumerevoli lotte condotte attualmente, nonostante siano condotte senza legami organizzativi tra loro, avrebbero un’efficacia enormemente maggiore se in ognuna di esse, oltre a porsi il proprio particolare e specifico obiettivo, i protagonisti si ponessero anche l’obiettivo comune di costituire un governo che voglia attuare l’obiettivo che essi perseguono con la loro lotta.

 

Indice

1.  Il nostro compito attuale

2. Cos’è il GBP, in che cosa consiste

3. GBP e socialismo

novembre 2011

 

 


 

1.  Il nostro compito attuale

Il nostro compito attuale non è costruire un GBP, il nostro compito attuale è creare le tre +1 condizioni per la costituzione di un governo d’emergenza, perché le organizzazioni operaie e popolari, cioè perché i loro capi (Rinadini, Di Pietro, Beppe Grillo, Bernocchi, Cremaschi, ecc.) costituiscano un GBP, lancino un movimento per la costituzione di un governo d’emergenza per far fronte alla crisi, anziché chiacchierare e menare il can per l’aia. E chiedano ai lavoratori dell’ALCOA, di Termini Imerese, della FINCANTIERI, a tutti i delegati, ecc. di mobilitarsi e scendere in piazza per un governo di emergenza che faccia fronte alla crisi. Noi non siamo in grado di costituire alcun GBP e nemmeno di lanciare un movimento per costituire un GBP. Noi per ora non abbiamo né seguito né ascolto per lanciare un simile movimento. Quei personaggi e altri li hanno per questo dobbiamo “usarli” (sistema delle leve). Dire che noi vogliamo, dobbiamo costruire un GBP, toglie serietà e credibilità alla nostra azione. Dire che tutti i personaggi che si agitano con qualche seguito (e farne anche i nomi per rendere la cosa più concreta e provocare) devono mettersi alla testa di un movimento per formare un governo d’emergenza che faccia fronte alla crisi, vuol dire mettere le loro chiacchiere con i piedi per terra, metterli con le spalle al muro presso il loro pubblico (dare l’unico sbocco realistico alle loro promesse).

 

Quali sono le 3+1 condizioni per la costruzione del GBP?

1. Propagandare l’obiettivo del Governo di Blocco Popolare e spiegare in cosa consiste, fino a che la sua costituzione diventi la sintesi consapevole delle aspirazioni delle organizzazioni operaie e delle organizzazioni popolari e lo strumento per realizzarle. Ognuna di esse può realizzare (o almeno avanzare con ragionevoli prospettive di successo verso la realizzazione del suo obiettivo particolare solo se nel paese si costituisce il GBP.

2. Moltiplicare e rafforzare (politicamente e organizzativamente) a ogni livello le organizzazioni operaie e popolari.

3. Promuovere in ogni modo e ad ogni livello il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari (reti territoriali e reti tematiche a livello di zona, provincia, regione o dell’intero paese): per questa via esse costituiranno il nuovo governo, che sembrerà ad esse, alle masse popolari e perfino a una parte della borghesia l’unica via percorribile, l’unica via di salvezza.

 

Come si instaura il GBP? Rendendo il paese ingovernabile da ogni governo emanazione del Vaticano, dei padroni, dei ricchi, delle organizzazioni criminali, degli imperialisti USA e succube del sistema imperialista mondiale

Per costruire un governo di emergenza popolare la cosa fondamentale non sono le elezioni: non ci arriveremo seguendo regole e prassi che il Centro-destra calpesta apertamente dopo che per anni il Centro-sinistra le ha aggirate sottobanco.  GBP ed elezioni. Come si forma un governo di emergenza popolare senza vincere le elezioni? E’ una delle domande più frequenti, che ci fanno anche operai e lavoratori avanzati; sulla stessa lunghezza d’onda, Giorgio Cremaschi e altri dirigenti della FIOM concludono che per dare “soluzione politica” della crisi occorre candidarsi in qualcuno dei partiti esistenti; altri, come Paolo Flores d’Arcais, che occorre fare una “lista civica”.

A chi avanza questa obiezione per ragioni di moralità, di legittimità a governare come se le elezioni condotte nelle condizioni attuali esprimessero la volontà politica della popolazione, occorre far presente un dato di fatto. La maggioranza Berlusconi-Bossi-Fini su cui si è creato il governo Berlusconi, alle elezioni del 2008 ha avuto 17 milioni di voti (19 milioni se si aggiungono anche i voti di Casini), su 47 milioni di elettori. È chiaro che 17 o 19 milioni di voti non sono la maggioranza dei 47 milioni di elettori, anche se non si contano i giovani tra i 14 e i 18 anni che portano gli elettori a 50 milioni e gli immigrati a cui è negato il diritto di voto. La maggioranza parlamentare del blocco Berlusconi-Bossi-Fini non è venuta dalla volontà degli elettori, ma 1. dalla legge elettorale truffa, la porcata di Calderoli che trasforma una minoranza di voti validi (il 46%) in straripante maggioranza di parlamentari (e che parlamentari: scelti da Berlusconi per i servizi che gli rendono!) e 2. dall’allontanamento delle masse popolari dalla lotta politica borghese (e quindi anche dalle elezioni) che ha portato gli astenuti e i voti nulli a 10.5 milioni, dopo che la sinistra borghese si è ridotta a scimmiottare in tutto e per tutto la destra quanto a violazione dei diritti e degli interessi delle masse popolari. Il culmine dello scimmiottamento è stato il governo Prodi-D’Alema-Bertinotti con il corollario di Epifani, d’infausta memoria. La costituzione del Governo di Blocco Popolare rompe con lo scimmiottamento che dura da quasi vent’anni. Ma a parte la legittimità elettorale, è forse vero che i governi nella Repubblica Pontificia si fanno con la maggioranza degli elettori? Basta considerare l’ultimo governo del CAF per dire che non è vero. Il CAF nel 1992 vinse le elezioni politiche con 21 milioni di voti, il 53% dei 39.6 milioni di voti validi (nel 2008 il blocco Berlusconi-Bossi-Fini ebbe solo 17 dei 36.5 milioni di voti validi, il 46%). Eppure fu costretto a dimettersi dopo solo dieci mesi: nominato nel giugno ’92, venne sostituito con Ciampi nell’aprile ’93, senza elezioni. Fu abbattuto dalle dimostrazioni di piazza contro Tangentopoli e dallo sfascio dei vertici della Repubblica Pontificia divisi tra loro a causa delle dimostrazioni di piazza e del connesso crollo della DC e del PSI. Anche Ciampi (1993-1994) e Dini (1995-1996) sono diventati capi di governo senza alcun passaggio elettorale, senza essere eletti da nessuno e in nessun partito.

Neanche Monti e la sua squadra di fantocci della BCE e del FMI sono andati al governo passando attraverso le elezioni. Come non sono servite le elezioni per nominare Monti a capo del governo, così non servono e non serviranno per formare un nuovo governo, però composto da persone che godono della fiducia delle organizzazioni operaie e popolari.

Di fronte al precipitare di una crisi politica, se messi di fronte al fatto che nessun governo loro emanazione riesce a governare il paese, le classi dominanti accettano qualsiasi governo che per il momento li tiri d’impiccio, secondo la filosofia “cambiare qualcosa per non cambiare nulla”. Cioè alla sola condizione che non sia costituito da un partito comunista coeso e coerente, indipendente ideologicamente e organizzativamente dalla borghesia e fortemente legato alle masse operaie. Accettano qualsiasi governo con cui contano di poter trescare o di riuscire a boicottare e sabotare: per la sua composizione, per i limiti che esso stesso si pone nella mobilitazione delle masse popolari e nelle soluzioni che è disposto ad applicare. A questa condizione i parlamenti votano qualunque governo che le classi dominanti approvano, è già avvenuto più volte.  La questione è far precipitare la crisi politica, rendere il paese ingovernabile dalle classi dominanti e dalle loro autorità.

Oggi nei vertici della Repubblica Pontificia sono grandi e acuti i contrasti di interessi e la confusione sulla via da seguire per salvaguardare i loro interessi e i loro privilegi. Per questo non sono ancora in grado di scatenare una guerra civile ed è ancora del tutto possibile per le OO e le OP costituire un loro governo d’emergenza che attui le sei misure generali e farlo ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia come rimedio provvisorio e male minore. Oggi la borghesia e il clero non sono ancora in condizioni da approfittare delle forze armate di cui ancora dispongono e scatenare subito una guerra civile. Questa è una questione che le masse popolari, e noi comunisti con loro, dovremo regolare in un secondo tempo in condizioni per noi migliori di quelle di oggi. Dopodomani lo saranno, perché la crisi si aggrava e se il potere resta a governi emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia succubi del sistema imperialista mondiale, certamente gli elementi più criminali della borghesia e del clero, fautori della mobilitazione reazionaria, della guerra civile e del fascismo, acquisteranno maggiore forza. La linea Marchionne (e su un altro terreno la linea Berlusconi-Bossi, o più esattamente la linea degli esponenti più criminali e fascisti della borghesia e del clero) sono l’estrema linea di resistenza e di sopravvivenza della borghesia e del clero. Inizio modulo

Ingovernabilità dall’alto e ingovernabilità dal basso. I vertici della Repubblica Pontificia già oggi hanno difficoltà crescenti a governare il paese. Sono divisi da gravi contrasti d’interesse e di orientamento politico. L’ingovernabilità del paese che nasce da questi contrasti non aprirà la strada alla mobilitazione reazionaria e alla direzione dei gruppi più criminali e fascisti che la promuovono, anzi faciliterà la costituzione del GBP a condizione che l’ingovernabilità del paese cresca anche dal basso, per opera delle OO e delle OP che vogliono costituire un loro governo d’emergenza.

Nel nostro paese avanza l’ingovernabilità dall’alto e anche quella dal basso: la grande manifestazione del 15 ottobre 2011 le ha fatto fare un passo avanti, contribuisce all’opera la determinata resistenza della Val di Susa alla speculazione TAV.

L’ingovernabilità dal basso e l’ingovernabilità dall’alto confluiranno a portare i vertici della Repubblica Pontificia a ingoiare la costituzione del governo popolare d’emergenza (il GBP), convinti di poter approfittare delle debolezze proprie per sua natura del GBP per riprendere in mano la situazione da una posizione di forza. Ma questo sarà un altro capitolo della storia.

Ingovernabilità dal basso. Ingovernabilità vuol dire sia ribellione e disobbedienza alle misure, alle decisioni, alle leggi e alle regole delle autorità borghesi (pars destruens) sia mobilitazione e organizzazione delle masse popolari a gestire parti crescenti della loro vita associata (attività e relazioni, soluzioni ai problemi, ecc.) da parte di centro autorevole diverso e contrapposto alle attuali autorità centrali e locali della borghesia (pars construens).

Cosa fare per alimentare l’ingovernabilità dal basso? Si tratta anzitutto di capire per quali vie si sviluppa. Le otto vie principali sono:

1. la diffusione della disobbedienza e dell’insubordinazione alle autorità;

2. lo sviluppo diffuso di attività del “terzo settore” (il quarto fronte del nostro PGL): le attività di produzione e distribuzione di beni e servizi organizzate su base solidaristica locale;

3. l’appropriazione organizzata di beni e servizi (espropri, “io non pago”, occupazioni, espropriazioni dei ricchi, spese proletarie nei supermercati, uso gratuito dei servizi, ecc.) che assicura a tutta la popolazione i beni e servizi a cui la crisi blocca l’accesso;

4. gli scioperi e gli scioperi alla rovescia, principalmente nelle fabbriche e nelle scuole;

5. le occupazioni di fabbriche, di scuole, di stabili, di uffici pubblici, di banche, di piazze, ecc.;

6. le manifestazioni di protesta e il boicottaggio dell’attività delle pubbliche autorità;

7. il rifiuto organizzato di pagare imposte, ticket e mutui, bollette, imposte, multe, pedaggi, tickets, affitti della case delle immobiliari, della Chiesa e di capitalisti;

8. lo sviluppo (sul terreno economico, finanziario, dell’ordine pubblico, ecc.) di azioni autonome dal governo centrale da parte delle Amministrazioni Locali d’Emergenza sottoposte alla pressione e sostenute dalla mobilitazione delle masse. Ogni ALE è un centro di riferimento e di mobilitazione delle masse, dispone di impiegati e di esperienza, di locali, di soldi e di strumenti: tutte armi importanti per mobilitare le masse in uno sforzo unitario per far fronte agli effetti della crisi, in primo luogo per attuare la parola d’ordine “un lavoro utile e dignitoso per tutti”.

Bisogna imparare dall’esperienza a praticare e combinare a un livello superiore le otto vie.

La morale oggi necessaria. Ovunque la classe dominante opprime, è possibile trasformare l’oppressione in rivolta: ma è possibile anche che con l’oppressione la classe dominante produca una maggiore sottomissione, inculchi timore, produca un maggiore abbrutimento degli oppressi. In ogni episodio e caso di oppressione, noi comunisti dobbiamo sistematicamente, con una crescente abilità che si acquisisce con la pratica, portare gli oppressi a ribellarsi.

In ogni campo, in ogni scontro noi comunisti non dobbiamo attutire i contrasti, sminuire il contrasto, assopire, disperdere, isolare gli elementi più combattivi. Non dobbiamo dare fiato e forza ai conciliatori, ai fautori di un accordo e della conclusione dello scontro. Solo con scontri di livello superiore, più organizzati e con obiettivi più elevati, le masse popolari avanzano verso la vittoria. Non dobbiamo assopire i contrasti, ma al contrario approfondire i contrasti, far risaltare più nettamente lo scontro sociale. Dobbiamo organizzare la parte più attiva (questa è la sinistra) e trasformarla in una forza politica, sulla base di essa costruire una nuova superiore fase dello scontro (concatenazione).

Per questo ad esempio dobbiamo sempre sistematicamente esaltare e additare come esempio ogni comportamento di insubordinazione e di ribellione alla borghesia, al clero e alle autorità da essi costituite. Dobbiamo incoraggiare e promuovere l’insubordinazione, la rivolta, l’appropriazione collettive, ma non condannare quella individuale: fare il massimo di cui siamo capaci per trasformarla in collettiva. Dobbiamo incoraggiare e promuovere l’insubordinazione, la rivolta, l’appropriazione organizzate, ma non condannare quella spontanea: fare il massimo di cui siamo capaci per trasformarla in organizzata. Dobbiamo condurre ogni gruppo sociale, ad ogni livello, dai piccoli ai grandi, attraverso un processo che porti dalla sottomissione alla rivolta, dall’istintivo al progettato e consapevole, dallo spontaneo all’organizzato. Più la rivolta collettiva e organizzata si dispiegherà su larga scala, più assorbirà in sé, valorizzerà e rieducherà i comportamenti e le tendenze alla rivolta individuale ed estemporanea.

 

1. In questa fase della nostra storia, il più antisociale, cioè il più contrario, il più nocivo alla salute e al progresso della società, tra i comportamenti individuali è la rassegnazione e la sottomissione ai padroni, al clero e alle autorità da questi costituite. Dobbiamo additare come esempio chi non si sottomette, non ingigantire i suoi limiti, che invece dobbiamo lavorare con forza perché siano superati. La ribellione individuale e spontanea è, possiamo e dobbiamo fare in modo che sia, dobbiamo imparare a fare sempre meglio e su scala sempre più vasta in modo che sia il punto di partenza per sviluppare la ribellione collettiva e organizzata. Ma deve essere a noi comunisti chiaro che dove vi è un ordinamento sociale ingiusto, il disordine è il primo passo per stabilire un ordinamento sociale giusto, superiore. Ricordiamo come Lenin derideva la mentalità e il comportamento dei socialdemocratici tedeschi di destra: “La loro mentalità è tale che se devono occupare una stazione ferroviaria, pagano disciplinatamente il biglietto di ingresso, esigono che chi va ad occuparla paghi il biglietto d’ingresso!”. Nell’atteggiamo individuale di rivolta e insubordinazione la componente principale oggi, in questo contesto sociale, è positiva, da valorizzare.

2. In ordine di gravità e di nocività, tra i comportamenti individuali asociali, dopo quello indicato viene il trattamento antagonista delle contraddizioni in seno alle masse popolari. Noi comunisti dobbiamo dispiegare il massimo sforzo perché la violenza, il furto, le vie di fatto, ecc. non solo siano esercitate in modo collettivo e non individuale, organizzato e non istintivo, pianificato e non estemporaneo, ma anche perché siano esercitate con criteri di classe: non nei rapporti in seno alle masse popolari, ma contro i nemici di classe, contro i membri e le istituzioni della borghesia imperialista e del clero, contro quelli tra la borghesia e il clero che si oppongono alla rivoluzione e alla soddisfazione dei bisogni delle masse popolari; siano esercitate contro le autorità costituite dalla borghesia e dal clero, non contro le autorità che le masse popolari si danno e costituiscono per condurre la rivoluzione e regolare le contraddizioni in seno al popolo.

3. In ordine di gravità e di nocività, tra i comportamenti individuali asociali, dopo i due indicati viene il disinteressarsi delle sorti del proprio paese e dell’umanità. Riservare il proprio interesse e la mobilitazione delle proprie energie alla conservazione e riproduzione di se stesso, ai propri consanguinei e ai propri vicini, grosso modo come facevano gli uomini primitivi e come continuano a fare gli animali delle specie superiori. È l’ambito in cui la borghesia imperialista e il clero hanno cercato con un certo successo di circoscrivere l’interesse dei membri delle masse popolari quando, nel periodo del capitalismo dal volto umano, sono stati costretti dal movimento comunista a concedere sostanziali miglioramenti alle masse popolari dei paesi imperialisti in termini di quantità di beni e di servizi disponibili come condizioni della propria vita e perciò entrati a far parte delle condizioni socialmente necessarie della propri esistenza.

Questi tre “comandamenti” costituiscono oggi il “decalogo” che dobbiamo diffondere tra le masse popolari, la morale oggi necessaria, che dobbiamo promuovere ad ogni livello. In questo consiste rendere il paese ingovernabile da ogni governo emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia e dei suoi padrini.

 

Dialettica prima e seconda gamba nella creazione delle condizioni per la costruzione del GBP. Per quanto riguarda il campo delle masse popolari, il passaggio necessario perché il movimento di resistenza e di risposta agli attacchi della borghesia, del clero e delle autorità della comunità internazionale degli speculatori (BCE, FMI, ecc.) si trasformi in movimento per il rinnovamento del nostro paese è che la FIOM, insieme al resto della sinistra CGIL, i sindacati di base con alla testa l’USB, da centro di aggregazione del movimento di tutte le categorie e le classi delle masse popolari per far fronte alla crisi  (cioè del movimento che di fatto va verso la costituzione del Governo di Blocco Popolare perché solo tramite la costituzione del GBP può raggiungere il suo obiettivo) diventi centro promotore e dirigente della costituzione del GBP. Questo è il salto che il nostro Partito deve promuovere. Anche l’arroganza dei Marchionne e compagnia “lavorano” nella stessa direzione: spingono parti crescenti delle masse popolari a mobilitarsi, mettono i dirigenti sindacali apertamente di fronte all’alternativa di andare avanti o essere spazzati via (vedi La Voce, n. 32, Spostamenti nel mondo sindacale), impediscono anche ai titubanti di arrestarsi, spingono una parte crescente dei dirigenti sindacali e degli esponenti della società civile ad assumersi le responsabilità che loro spettano per la costituzione del GBP.

Per far sì il centro di aggregazione del movimento per far fronte alla crisi diventi centro di promozione del GBP, dobbiamo combinare dialetticamente intervento sulla prima e sulla seconda gamba e promuovere la dinamica per cui prima e seconda gamba concorrono ad alimentare il movimento per la costruzione del GBP:  se le OO e OP (prima gamba) acquistano fiducia di poter raggiungere un risultato, lo faranno, hanno la capacità e la forza di farlo, hanno interesse a farlo. L’adesione di autorevoli e influenti personaggi (seconda gamba) all’idea di un governo d’emergenza popolare farà intravedere a OO e OP (prima gamba) la possibilità di successo e moltiplicherà la loro agitazione e il loro slancio, la loro determinazione. L’agitazione e lo slancio di OO e OP (prima gamba) moltiplicheranno le adesioni di autorevoli e influenti personaggi (seconda gamba). Le due cose indurranno una parte della classe dominante (borghesia, CEI, ecc.) a optare per il GBP anziché per quello della destra. E’ la dinamica che si è prodotta da Pomigliano in poi.

 

Seconda gamba. La seconda gamba è composta da 1. i vertici della sinistra sindacale, 2. gli esponenti della sinistra borghese non accecati dall’anticomunismo (cioè quelli in cui l’anticomunismo non prevale sulla volontà e l’impegno per dare soluzione almeno d’emergenza agli effetti più gravi della crisi), 3. i sinceri democratici della società civile (cioè quelli che non sono legalitari al punto da sacrificare alle leggi della Repubblica Pontificia gli interessi delle masse e della collettività).  Oltre alla creazione delle tre condizioni e all’obiettivo di “rendere il paese ingovernabile a ogni governo emanazione dei vertici della Repubblica Pontifica”, dobbiamo curare la raccolta e mobilitazione della seconda indispensabile gamba del movimento per la costituzione del GBP: le persone autorevoli provenienti dai tre ambienti sopra indicati e che godono della fiducia delle OO e OP.

 

Gli esponenti della seconda gamba e in particolare i vertici delle organizzazioni sindacali hanno un duplice ruolo:

1. sono il serbatoio di componenti del  futuro GBP

2. sono ausiliari (involontari) della creazione delle 3+1 condizioni del GBP.

Per il primo ruolo non possiamo prescindere da loro, per il secondo possiamo fare a meno di loro perché interveniamo direttamente sulla prima gamba che poi spinge anche la seconda, la costringe a fare.

 

Il limite generale è che essi sono ancora intellettualmente concentrati sulla rivendicazione dei diritti dei lavoratori e sulla rappresentanza dei lavoratori nelle istituzioni della Repubblica Pontificia.  È  per questo che la sorte del GBP e della sua opera (una volta che il GBP sarà costituito) non è legata tanto ai componenti del GBP, quanto piuttosto alle OO e alle OP che gli indicheranno i provvedimenti da prendere, lo sorreggeranno, lo orienteranno, lo correggeranno e ne sostituiranno i componenti.

Landini (Cremaschi, Rinaldini, Casarini, ecc.) se la prendono con Camusso, Bonanni & C perché abbandonano in parte o totalmente, gradualmente o di colpo le rivendicazioni dei lavoratori e cedono a Marchionne che indica la via della competizione con “i cinesi” sulla base dei bassi salari e della negazione dei diritti dei lavoratori mentre, essi dicono, bisogna competere con i tedeschi sulla base della innovazione di processo e di prodotto.

Paolo Ferrero, ecc. se la prendono con Prodi, Bertinotti, D’Alema, Bersani & C perché hanno liquidato la rappresentanza dei lavoratori nelle istituzioni della Repubblica Pontificia che invece per decenni i revisionisti del PCI hanno sostenuto e cedono a Berlusconi e alla Corte Pontificia, mentre invece bisogna sostenere i diritti dei lavoratori nelle istituzioni della Repubblica Pontificia.

Landini, Cremaschi, Rinaldini, Casarini, ecc. come Paolo Ferrero, ecc. sono degli illusi, perché di Germania ce n’è una sola (e non ce ne possono essere cinque e comunque la competizione in un periodo di crisi sfocia prima o poi nella guerra). Essi non vogliono uscire dallo status quo, dall’attuale sistema di rapporti sociali e dal connesso sistema di relazioni internazionali: vogliono diritti dei lavoratori e delle masse popolari nell’ambito di quei sistemi, nell’ambito del capitalismo, vogliono conservare o ricreare il “capitalismo dal volto umano” senza movimento comunista avanzante e nonostante la crisi generale del capitalismo.  Ma se le organizzazioni operaie e popolari hanno fiducia in loro, noi dobbiamo spingerli in avanti. Quando dovranno tenere aperte le aziende che non fanno profitti, non licenziare i lavoratori delle aziende che non trovano da vendere i loro prodotti sul mercato, allora dovranno rompere con il mercato finanziario, con il mercato tout court, con il sistema monetario, con la produzione capitalista e con la produzione mercantile. E noi comunisti accompagneremo la scissione dell’uno in due: la divisione tra quelli che seguiranno la trasformazione necessaria (cioè l’instaurazione del socialismo) e quelli che recederanno verso le soluzioni Marchionne e simili.

Spingerli avanti non significa chiedere a Landini & C di liberarsi dall’economicismo e dal riformismo: vorrebbe dire chiedere loro di diventare comunisti. È chiedere troppo. Non stiamo parlando delle loro scelte personali, stiamo parlando del ruolo che devono svolgere nella società italiana in questa fase. Diventare comunisti non è quello che abbiamo bisogno di indurli a fare. Noi vogliamo e dobbiamo indurli (con la propaganda, con la linea di massa, con il metodo delle leve) a farsi promotori della costituzione del GBP, a mettersi alla testa del movimento delle OO - OP per la costituzione del GBP. Questo significa che gli chiediamo di riconoscere che oggi, nella situazione attuale, particolare e concreta del nostro paese, un sindacato riesce a fare il sindacato tanto meglio e con risultati tanto migliori, quanto più pone in primo piano l’attività politica, si assume anche un compito politico, lancia una iniziativa politica, rompe nella pratica con la prassi e la concezione che “il sindacato deve fare il sindacato” e al più avere una “sponda politica”: un partito che lo appoggia, un governo amico, ecc. Non più solo sindacato, ma sindacato con iniziativa politica. Chi si ostina a fare solo il sindacato, nella situazione attuale non ottiene neanche risultati sindacali (salari, condizioni di lavoro, ecc.), perderà forza e prima o poi verrà spazzato via dalla mobilitazione reazionaria. La FIOM ha preso sempre più quota da quando si è assunta quel ruolo politico che fa impazzire di rabbia Camusso, Bonanni, Marchionne, ecc. Landini, Cremaschi, Rinaldini, i loro prossimi seguaci e i loro convinti sostenitori nella FIOM stessa vogliono essere un sindacato buono e forte (fedele a Giuseppe Di Vittorio) e noi dobbiamo  mostrargli che per essere quello che vogliono essere, devono anche fare politica, devono principalmente fare politica. Se non fanno anche politica, principalmente politica, non riescono a essere quello che vogliono essere. Facendo leva su questo che loro e i loro seguaci vogliono essere, abbiamo molteplici strumenti (propaganda, linea di massa, metodo delle leve: quindi non solo propaganda) per indurli a fare quello che devono fare, che vogliamo che facciano e in cui noi non possiamo sostituirli: il GBP.

 

Oggi la sinistra borghese e la sinistra sindacale, quelle loro parti che già non si accontentano più di “lotta, lotta, lotta e rivendicazioni” (che è una linea per cui le masse popolari restano subordinate alla borghesia le cui formazioni politiche alcune tirano i risultati e i frutti politici delle lotte delle masse, altre su questo fanno addirittura demagogia, populismo e mobilitazione reazionaria) e vogliono una “alternativa all’altezza della crisi” (che è ancora cosa vaga) o “un’alternativa per uscire dalla crisi” (che è già un passo avanti), oscillano tra 1. accodarsi al PD sperando in dio (la pubblicazione della lettera della BCE ci aiuta perché illustra ancora più chiaramente che la via del PD è la soggezione al capitale finanziario), 2. il movimento dei movimenti (il “terzo settore” come alternativa al capitalismo e alla sua crisi: il mondo fatto solo o principalmente di nicchie, il gruviera fatto solo o principalmente di buchi).

Noi dobbiamo (in modo opportuno in ogni circostanza, cioè operando concretamente) portare e illustrare l’alternativa fatta di GBP e instaurazione del socialismo (economia pianificata, ecc.) per la quale occorre la rinascita del movimento comunista, cioè di una rete (diffusa e aggregata attorno al partito comunista) di organismi di azienda e territoriali animati dalla convinzione di instaurare un loro potere tramite una gerarchia di consigli di delegati che pianifichi l’attività economica e riorganizzi l’insieme dei rapporti sociali (Un futuro possibile).

Mentre alcuni (tipo Giorgio Cremaschi) affetti da cretinismo parlamentare insistono ancora nel progetto di creare un “nuovo soggetto politico” che si presenti alle elezioni della Repubblica Pontificia e si affermi nel suo teatrino politico, Giulietto Chiesa il 1° Ottobre a Roma (al convegno “Dobbiamo fermarli”) ha proposto di costituire un Comitato Provvisorio d’Emergenza composto da persone note e stimate (nell’ambiente OO e OP e nei 3 ambienti di cui sopra), decise ad assumere le responsabilità che noi indichiamo come proprie del GBP, che incominci a funzionare, a mobilitare e riunire OO e OP, a promuovere conferenze, assemblee e convegni di OO e OP che elaborano provvedimenti, a riunire comitati tecnici che pubblicamente formulano proposte, che organizza manifestazioni di protesta: insomma un governo in germe. Una proposta ottima. È secondario che dopo il 15 ottobre G. Chiesa si è schierato tra quelli che “condannano la violenza”. La proposta va nella direzione giusta, è quanto di più concreto sia uscito dai tre ambienti  da cui provengono (possono provenire) i componenti della seconda gamba.

 

La prima e principale gamba della costruzione del GBP sono le OO e OP (RSU ed RSA, coordinamenti operai, sindacati e ogni altro genere di organizzazione - associazioni popolari, comitati di resistenza, ecc.- che in qualche misura aggrega e mobilita le masse e gode in qualche misura della loro fiducia, ogni organizzazione di massa e ogni gruppo che protesta contro lo stato attuale delle cose). Il rafforzamento della “prima gamba” è il nostro compito principale, è per questa via che rafforziamo anche  la “seconda gamba”. Il rafforzamento della “prima gamba” consiste nella moltiplicazione del numero delle OO e OP e nel loro coordinamento (la costituzione di reti territoriali e di settore), ma principalmente nel rafforzamento in esse della coscienza che per realizzare i loro obiettivi devono costituire un proprio governo d’emergenza. Nessun governo rivoluzionario sarebbe in grado di fare alcunché senza una rete diffusa di OO e OP che indichino caso per caso al GBP i provvedimenti da prendere nel caso concreto per attuare il Programma delle Sei Misure Generali e che facciano attuare o attuino nel caso concreto i provvedimenti adottati dal GBP. Senza questa diffusa rete di OO e OP che esercita il ruolo indicato, ogni governo resterebbe asservito al capitale finanziario e quindi combinerebbe grossomodo quello che combinano i governi che abbiamo: dovrebbe soddisfare alle richieste di onorare i suoi impegni come debitore (Debito Pubblico) e di spendere in base al denaro di cui riesce a disporre (imposte, crediti, creazione di nuova moneta in base ai criteri propri del mercato monetario e finanziario che non deve essere sconvolto dall’arrivo della nuova moneta).

E’ facendo leva e imparando a fare leva su quanti in modo più o meno chiaro si sentono e vogliono essere e fare i comunisti e aspirano al comunismo, è rafforzando i “germi di comunismo” esistenti nella prima gamba che daremo forza alla loro azione in modo che 1. nell’immediato spinga gli esponenti della prima gamba ad avanzare e ad assumersi il ruolo che loro compete nella costruzione del GBP e 2. in prospettiva mettiamo le basi perché dal GBP si avanzi verso il socialismo. E questi “germi di comunismo” nelle principali OO e OP sono tanti, in particolare nelle OO e OP che costituiscono l’attuale centro di aggregazione del movimento per far fronte alla crisi. In loro e nelle migliaia di lavoratori come loro dobbiamo alimentare la convinzione che il comunismo è il nostro futuro, è il mondo nuovo che non solo è necessario, ma anche possibile anzi preme per venire alla luce perché è lo sbocco inevitabile del capitalismo, nel senso che “nasce dai presupposti creati dal capitalismo stesso, risolve le sue contraddizioni, permette lo sviluppo delle attività produttive togliendo loro il carattere distruttivo che nel capitalismo in declino è diventato dominante, preserva gli avanzamenti che il capitalismo ha portato alla civiltà umana e li sviluppa” (dal Manifesto-Programma del (n)PCI)

Da qualunque parte la si prenda, è incompatibile con lo sviluppo (e con la stessa sopravvivenza) della società, per il livello che attraverso il capitalismo ha raggiunto, che la produzione, la distribuzione di beni e servizi dipendano dal guadagno di un individuo (o da un gruppo ristretto di individui) e siano gestite come un suo affare privato : è un sistema socile non più compatibile con lo sviluppo (e nemmeno con la sopravvivenza) della società. Sono tutte questioni di interesse sociale, di interesse pubblico e come tali devono essere trattate, con criteri pubblicamente condivisi e sostenuti! Ecco perché è inevitabile che gli uomini e le donne instaurino una società che produce e distribuisce i suoi prodotti secondo un piano elaborato e attuato con la massima collaborazione e integrazione possibile con analoghi piani di altri paesi, che ha come obiettivo il massimo benessere materiale e spirituale della popolazione, la riduzione della fatica e la tutela dell’ambiente, che si attua con la partecipazione attiva di tutti i lavoratori al massimo livello di cui ognuno è capace: il comunismo, appunto, di cui il socialismo è la prima tappa.

Prima di essere un ideale, un’aspirazione e un progetto, il comunismo, è “il movimento di superamento dello stato di cose presenti”, come avevano indicato Marx ed Engels già nel 1848. La marcia degli uomini e delle donne verso il comunismo è inevitabile!

I presupporti del socialismo che già esistono per diventare fattori di costruzione della nuova società hanno bisogno che la direzione della società sia tolta ai padroni, ai ricchi, al clero e alle loro autorità e sia assunta dalla classe operaia tramite la sua avanguardia organizzata in partito comunista: hanno bisogno cioè della rivoluzione socialista.

 

2. Cos’è il GBP, in che cosa consiste

Il governo di Blocco Popolare è il primo tratto della strada che il nostro paese deve percorrere per uscire dalla crisi generale del capitalismo, dal marasma economico, politico, culturale, sociale, intellettuale, morale e ambientale in cui la borghesia imperialista ha cacciato tutta l’umanità e ogni giorno più la affonda. Il tratto successivo e conclusivo di quella strada sarà l’instaurazione del socialismo, la cui espressione politica sarà la dittatura del proletariato. Il periodo del governo di Blocco Popolare sarà ancora principalmente un periodo di sconvolgimenti, di distruzione del vecchio ordinamento sociale che soffoca le masse popolari, di disordine più che di costruzione del nuovo ordinamento sociale. In questo periodo però le lotte e l’attività delle masse popolari saranno già principalmente orientate da un obiettivo costruttivo: un sistema di relazioni sociali non più guidato dalla produzione di profitti, ma dal benessere della popolazione. Esso si concluderà con l’instaurazione del socialismo e della sua espressione politica, la dittatura del proletariato, con l’attuazione delle 36 misure indicate nel Programma per la fase socialista (vedasi Manifesto-Programma del (n)PCI, pag. 225). Il nostro paese percorrerà questa strada nell’ambito e come una componente della seconda ondata della rivoluzione proletaria che investirà tutto il mondo; nel corso di essa susciterà, vincerà e stroncherà l’opposizione che la borghesia imperialista e i suoi alleati opporranno su ogni terreno, un’opposizione che diventerà tanto più forsennata quanto più il percorso si avvicinerà alla sua conclusione.

La crisi generale della borghesia è entrata nella sua fase acuta e conclusiva prima che il consolidamento e rafforzamento del Partito comunista e la rinascita del movimento comunista creassero nel nostro paese le condizioni necessarie per instaurare la dittatura del proletariato. Ancora oggi non abbiamo creato nel nostro paese - e in nessun paese imperialista i comunisti hanno creato - le condizioni soggettive necessarie (la rinascita del movimento comunista, la costruzione del nuovo potere) per instaurare la dittatura del proletariato e dare inizio alla fase socialista della sua storia: non esiste una vasta rete di organizzazioni di massa anticapitaliste raccolte attorno al partito comunista, la parte avanzata e attiva degli operai non è ancora organizzata nel partito comunista che, per questa via, dirige l’azione e orienta la coscienza del grosso delle masse popolari. Le rivendicazioni degli organismi che compongono il movimento di resistenza alla crisi non si sintetizzano ancora nel socialismo. La crisi generale che si trascina da circa 30 anni è precipitata e continua ad aggravarsi. L’umanità deve quindi trovare e troverà vie per far fronte alla situazione e sarà solo percorrendo queste vie che marcerà verso l’instaurazione del socialismo. Anche nel nostro paese troveremo vie di uscita. Lo scontro tra le classi fondamentali della nostra società, la classe operaia e la borghesia imperialista, si misurerà su questo terreno: quale via di uscita dalla crisi generale? Sulla soluzione per cui si batterà (da una parte governo di Blocco Popolare, dall’altra mobilitazione reazionaria delle masse popolari e guerra), ognuna di queste due classi raggrupperà attorno a sé le altre classi, ne farà i suoi alleati per realizzare le soluzioni che essa cercherà di imporre; i suoi esponenti, portavoce e uomini politici si faranno propagandisti e organizzatori della sua soluzione. Il governo di Blocco Popolare è la soluzione politica (il mezzo) per far fronte al precipitare della crisi generale nonostante l’arretratezza della rinascita del movimento comunista e la debolezza del Partito comunista e aprirà la strada all’instaurazione del socialismo e, sul piano politico, alla dittatura del proletariato. Non sarà governo di partiti del sistema politico borghese. Sarà il governo costituito principalmente dalle organizzazioni operaie e dalle organizzazioni popolari.

 

Il programma del GBP. Il GBP avrà come suo programma le misure d’emergenza per far fronte alla crisi:

1. assegnare a ogni azienda compiti produttivi secondo un piano nazionale: nessuna azienda deve essere chiusa!

2. eliminare tutti quelle attività e produzioni inutili e dannosi per l’uomo e per l’ambiente, assegnando alle aziende altri compiti: basta con gli avvelenatori, gli speculatori e gli squali!

3. assegnare a ogni individuo un lavoro socialmente utile e garantirgli in cambio le condizioni necessarie per una vita dignitosa e per la partecipazione alla gestione della società: nessun lavoratore deve essere licenziato o emarginato!

4. distribuire i prodotti alle aziende, alle famiglie, agli individui e ad usi collettivi secondo piani e criteri chiari, conosciuti e democraticamente decisi: a ogni adulto un lavoro utile, a ogni individuo una vita dignitosa, a ogni azienda quanto serve per funzionare!

5. stabilire relazioni di collaborazione o di scambio con gli altri paesi disposti a stabilirle con noi,

6. iniziare a riorganizzare le altre relazioni e attività sociali in conformità alla nuova base produttiva.

Sono misure contrarie alla logica dei capitalisti e del mercato? E’ vero, ma in questo disastro ci hanno ficcato proprio i capitalisti e il mercato! Gli imprenditori che si sfregavano le mani contenti per il terremoto in Abruzzo sono solo gli esponenti più cinici e criminali di una classe di sciacalli che vive e fa affari sulle morti, i disastri e le distruzioni che il suo sistema genera, su quelli di oggi e su quelli ancora più immani che prepara. L’unica grande impresa collettiva che la borghesia e il clero possono far mettere in opera dal loro Stato (perché la può mettere in campo senza ledere il sistema di relazioni sociali capitaliste) è la guerra e la repressione. La destra reazionaria ha preso atto di questo e sta preparando le sue “soluzioni” politiche con le “prove di fascismo” all’interno e con i preparativi di guerra sul piano internazionale.

Per non pagare la crisi dei padroni, per tirarci fuori dal disastro della crisi dobbiamo instaurare un sistema che prescinde dal mercato: non c’è un’altra strada positiva e realistica. E’ possibile? Sì e lo abbiamo anche visto e toccato con mano! Per anni persino nei paesi capitalisti hanno funzionato aziende e servizi pubblici, cioè non in mano ai singoli capitalisti ma statali e gestiti non secondo criteri di mercato ma in funzione delle esigenze collettive. Nei primi paesi socialisti, finché sono stati diretti dai comunisti, fabbriche, strade, ferrovie, reti elettriche, scuole, ospedali hanno funzionato per soddisfare le esigenze dei lavoratori e delle masse popolari anziché per il profitto di padroni, speculatori e parassiti.

Socialismo vuol dire che ogni azienda diventa un’istituzione della società e il collettivo di lavoratori cui è affidata la usa su mandato e per conto dell’intera società. Il suo compito e dovere verso la società è di farne l’uso migliore che la società conosce e concepisce. Produrre cose migliori, nella misura richiesta, più confacenti e meglio adatte all’uso, con risparmio di tempo, fatica, materie prime, risorse, con maggiore rispetto della integrità e dignità dei lavoratori, con rispetto e tutela dell’ambiente diventano gli obiettivi che ogni collettivo aziendale persegue, su mandato e con il supporto dell’intera società.

 

Abolizione del debito pubblico. Le masse popolari greche sono prostrate dalla decisione della classe dominante greca di pagare interessi, rate in scadenza e commissioni del Debito Pubblico dello Stato greco. Per pagare, il governo si è impegnato a spremere le masse popolari (ridurre la spesa pubblica e aumentare le imposte e i tickets) e a svendere (mettere all’asta) beni pubblici (imprese e beni demaniali). Lo stesso stanno già facendo il governo portoghese e irlandese e in larga misura anche quello spagnolo. Il governo della Repubblica Pontificia sta portandoci verso la stessa sorte. Ha un debito di circa 1.800 miliardi di euro (120% del PIL), paga circa 100 miliardi/anno di interessi, di conseguenza ha un deficit (uscite - entrate) di circa 60 miliardi/anno che fa aumentare ogni anno il Debito Pubblico. Con il Patto di Stabilità che ha firmato in giugno 2011 in sede UE si è impegnato ad azzerare il deficit entro il 2014 (poi anticipato al 2013) e a ridurre il debito al 60% del PIL. Come può tener fede a simili impegni? Spremendo le masse popolari e svendendo ai ricchi beni pubblici (imprese e beni demaniali). Sono i risultati dell’asservimento dei governi agli organismi finanziari del sistema imperialista mondiale. La stessa sorte attende le masse popolari di altri paesi imperialisti. Per lo stesso motivo la fame cresce in molti dei paesi oppressi. In questo contesto ogni politica, come le invocano Camusso, Ferrero e altri, di rilancio dell’economia tramite l’aumento della spesa pubblica e l’iniziativa dello Stato in campo economico, anche se non vi fossero altri ostacoli, è impossibile: comporterebbe di aumentare il Debito Pubblico.

Il Governo di Blocco Popolare sfuggirà a questa trappola abolendo il Debito Pubblico: non pagherà più né gli interessi né le rate in scadenza, salvo tutelare quella piccola parte delle masse popolari che ha i suoi risparmi in Buoni e Certificati di Credito del Tesoro (BOT e CCT). Bisogna però esser pronti a far fronte alla reazione rabbiosa degli istituti finanziari, delle banche, dei governi delle potenze imperialiste che si gioveranno dell’appoggio delle banche, delle società finanziarie e dei ricchi italiani: insomma della borghesia imperialista e del Vaticano. È possibile far fronte alla loro reazione rabbiosa? Certamente, basta essere decisi. Anzi, quanto più saremo decisi, tanto minori saranno le loro pretese: i capitalisti sono uomini d’affari e mirano al sodo. Il GBP deve bloccare i conti correnti dei ricchi e mettere sotto controllo o direzione pubblica le banche e le istituzioni finanziarie operanti sul suolo italiano. Con questo bloccherà la collaborazione della quinta colonna del sistema imperialista mondiale. Se non bastasse a impedire speculazioni e losche manovre, il GBP potrà intervenire più a fondo ordinando alle catene di distribuzione e ai supermercati di vendere i prodotti in cambio di buoni spesa che lo stesso GBP emetterà e istituendo i controlli necessari a far osservare le sue disposizioni. Certamente le istituzioni finanziarie e le autorità estere bloccheranno i conti privati e pubblici italiani nelle banche estere, prenderanno possesso dei beni italiani all’estero e rifiuteranno di versare i pagamenti fatti dai clienti esteri che comprassero merci italiane: insomma istituiranno un blocco commerciale e finanziario come quello con cui cercano di soffocare Cuba e gli altri “Stati canaglia”: gli Stati che rifiutano obbedienza alla Comunità Internazionale, il consesso di potenze imperialiste presieduto dal governo di Washington e benedetto dal Papa di Roma. Questo porterebbe al blocco degli scambi commerciali. Per farvi fronte, il GBP applicherà la sesta delle Sei Misure Generali: “stabilire relazioni di solidarietà, collaborazione e  scambio con gli altri paesi governati da autorità che vogliono anch’esse sfuggire alla morsa del sistema imperialista mondiale” e servirsi del mercato nero internazionale. I paesi che hanno bisogno di sfuggire alla morsa del sistema imperialista mondiale sono molti e il loro numero aumenterà con l’aggravarsi della crisi del capitalismo e delle pretese imperialiste. Il mercato nero è fiorente: bisognerà solo proteggersi perché ovviamente i suoi attori sono avventurieri e pirati alla pari della autorità imperialiste.

 

Per far fronte alle imposizioni della UE e delle altre istituzioni del sistema imperialista mondiale bisogna abolire il Debito Pubblico, tutelando solo i risparmi delle masse popolari da convertire in titoli speciali e nuovi.

Ma solo con la costituzione del GBP l’abolizione del Debito Pubblico è un provvedimento realistico, perché è per sua natura una misura tale da sconvolgere le relazioni dell’Italia con il mercato finanziario e con il resto del sistema imperialista mondiale. Quindi è un provvedimento che può essere adottato con beneficio solo da un governo deciso e capace di far fronte all’intero processo che ne deriva sul commercio internazionale e sull’intera vita economica del paese.

La lotta contro le misure di impoverimento chieste dalla UE e dalle altre istituzioni del sistema imperialista mondiale, la lotte contro la vendita e svendita dei beni pubblici e le lotte contro la dittatura BM-FMI-BCE ed Unione Europea sui rispettivi paesi, può essere efficace e vittoriosa, ma deve essere inquadrata in una lotta unica e generale per costituire un governo popolare d’emergenza, indicando le relative misure programmatiche e tessendo le relative alleanze internazionali con i governi e le organizzazioni che lottano per sottrarsi o non essere fagocitate dal sistema imperialista mondiale.

Le sei misure generali che abbiamo indicato come programma del GBP, gli obiettivi, i principi e i criteri a cui devono corrispondere i provvedimenti particolari che il GBP prenderà, su indicazione delle OO e OP e che applicherà con l’aiuto e l’intervento delle OO e OP, creano il contesto necessario per abolire il Debito Pubblico.

L’abolizione del Debito Pubblico è uno dei provvedimenti di ordine generale che il GBP dovrà necessariamente prendere. Voler soddisfare alle richieste ed esigenze del mercato finanziario, rispettando gli impegni previsti dalle regole e procedure relative al Debito Pubblico, impedirebbe ogni libertà di manovra e di azione al GBP.

Ma sarebbe sbagliato isolare la campagna per l’abolizione del Debito Pubblico dalle presmesse, dalle misure collaterali e dalle misure conseguenti, senza delle quali la campagna si riduce a nulla, come senza la costituzione del GBP a nulla si riducono le piattaforme rivendicative sindacali e affini (le politiche economiche auspicate da Landini, dalla Camusso e da altri: ognuno ci mette la sua).

Bisogna inquadrare la campagna per l’abolizione del Debito Pubblico come misura particolare del movimento perché le OO e OP costituiscano il GBP, quindi come esempio di traduzione del generale nel particolare. Il debito pubblico si può realmente abolire (e non solo usare la rivendicazione per attirare voti e deviare l’attenzione) solo con un governo d’emergenza che sappia, voglia e abbia un adeguato sostegno popolare in Italia e il sostegno a livello internazionale dei governi progressisti per gestire gli effetti dell’abolizione del Debito Pubblico e prendere le misure collaterali che l’abolizione del Debito Pubblico richiede per dare nel complesso un risultato positivo per le masse popolari.

 

Con provvedimenti semplici e di rapida attuazione il GBP può e deve mettere subito fine agli effetti più gravi e distruttivi della crisi economica e ambientale del capitalismo; può e deve impedire che essi si riproducano anche se la crisi continuerà a imperversare nel mondo finché in un sufficiente numero di altri paesi le masse popolari avranno preso misure simili a quelle che prendiamo noi in Italia; può e deve mettere tutto il paese su una strada di rinascita e di progresso, a un livello superiore a quello cui eravamo arrivati quando il movimento comunista era ancora forte nel mondo. Tutte cose che non può fare nessun governo emanazione dei vertici della Repubblica Pontificia, quindi succube del “mercato” finanziario, complice del sistema bancario e vincolato al sistema monetario.

Il GBP invece si insedierà e prenderà i provvedimenti particolari e concreti, cioè darà forma e forza di atti governativi nazionali alle misure che caso per caso e di momento in momento le OO e le OP indicheranno. Saranno provvedimenti semplici e del tutto alla nostra portata. Vediamone alcuni come esempio.

Nelle aziende che i padroni vogliono chiudere per mancanza di sbocchi commerciali, il GBP darà commesse di lavori pubblici o ritirerà la produzione che destinerà ad aziende che la usano come materia prima o alle aziende della distribuzione per il consumo.

Nelle aziende che i padroni abbandonano e dove i lavoratori sono pronti a costituirsi in cooperative e riprendere la produzione, il GBP favorirà la loro iniziativa: fornirà  tecnici, consulenti, commesse, materie prime, energia.

Nelle altre aziende che i padroni abbandonano, il GBP nominerà nuovi dirigenti e organizzatori della produzione.

Il GBP promuoverà la creazione di nuove aziende (cooperative, pubbliche, private) dedite alle attività già oggi assolutamente necessarie che assorbono tutti i disoccupati autoctoni e immigrati nel riassesto del territorio, nel miglioramento idrogeologico, nella produzione e utilizzazione di energie rinnovabili, nel miglioramento dei servizi pubblici, nel miglioramento della sicurezza generale, nell’educazione dei bambini, nella manutenzione e gestione del patrimonio edilizio e artistico, nel risanamento urbano, nei servizi alle persone disabili, anziane e non autosufficienti, nel riassetto forestale e agricolo, in attività sportive, nel turismo, nella prevenzione e repressione di azioni di sabotaggio e di aggressione, nel controllo sugli elementi ostili, ecc.

Il GBP potenzierà e creerà istituti che sviluppano in ogni campo la ricerca e l’applicazione dei risultati a fini socialmente utili, favorirà in ogni modo la scolarizzazione e le attività culturali valorizzando tutti i lavoratori della cultura e della conoscenza disponibili nel paese.

Il GBP stabilizzerà il lavoro dei precari, autoctoni e immigrati, a partire da quelli impiegati nella pubblica amministrazione.

Il GBP stabilirà rapporti di solidarietà e di collaborazione (tipo quelli già in vigore tra Venezuela, Cuba e altri paesi) sulla base di quanto ogni paese può produrre e dare; stabilirà rapporti di scambio commerciale (trattati, accordi) con i paesi che vogliono anche loro sottrarsi alle costrizioni del sistema imperialista mondiale, del suo sistema finanziario, bancario e commerciale.

Il GBP sospenderà il pagamento dei mutui bancari, degli affitti alle immobiliari e a tutti i grandi proprietari di immobili, renderà gratuiti i servizi: trasporti, assistenza sanitaria, telefoni, energie, attrezzature ricreative, di riposo, turistiche e sportive, ecc.

Il GBP sottoporrà tutte le agenzie bancarie a controllo pubblico e farà dare dalle banche a ogni lavoratore e famiglia carte di credito con cui ognuno può acquistare nella rete delle aziende di distribuzione beni di consumo personale e familiare fino ad un certo ammontare mensile.

Il GBP favorirà le masse che si vogliono organizzare, sosterrà ogni loro iniziativa mettendo a disposizione locali, trasporti, permessi, materiale d’uso, istruttori e consulenti, ecc. Darà in ogni campo libero sviluppo alla creatività delle masse e all’iniziativa locale degli individui, dei gruppi e delle comunità.

Il GBP promuoverà l’iniziativa di individui e di gruppi, svilupperà la produttività del lavoro e la produzione dei beni e servizi necessari, fornendo strumenti produttivi avanzati e puntando sulle tecniche migliori e sullo slancio che i lavoratori avanzati metteranno nell’attività e nella lotta al parassitismo, quando non lavoreremo più per arricchire i ricchi e per soddisfare i loro capricci e i loro vizi, ma lavoreremo tutti ma solo quanto necessario per produrre i beni e i servizi con cui soddisfiamo i bisogni della nostra vita individuale o collettiva, per creare condizioni migliori per la nostra vita e per incrementare la partecipazione di massa alle attività propriamente umane: la gestione e progettazione delle relazioni sociali, la conoscenza, la cultura, la ricerca, l’esplorazione del mondo, la creazione di cose e di relazioni, ecc.

Questi e altri simili sono i provvedimenti di cui abbiamo bisogno per rimettere il paese su una nuova strada di rinascita, di civiltà e di benessere, per la ripresa intellettuale e morale dell’intera popolazione.

Come si vede, si tratta di provvedimenti semplici e del tutto fattibili per un governo non subordinato agli interessi costituiti dei ricchi, ai profitti dei capitalisti, né ai pregiudizi medioevali del clero.

 

In definitiva basta fare a livello dell’intera società quello che già si fa all’interno di ogni grande e media azienda industriale. Già oggi ogni reparto di un’azienda produce secondo gli incarichi che riceve e il suo prodotto va a un altro reparto che lo usa e a sua volta usa quello che altri reparti gli passano. Nell’intera società tutte le aziende sono di fatto già connesse l’una all’altra e alla rete di distribuzione e utilizzo, come oggi i reparti di un’azienda sono tra loro connessi già anche di diritto. Ogni azienda produce quello che un’altra usa. Il Governo di Blocco Popolare, creato dalle Organizzazioni Operaie e dalle Organizzazioni Popolari, anzitutto deve tenere in moto o rimettere in moto a pieno regime e su larga scala questo meccanismo sociale di produzione e di distribuzione che la crisi generale del capitalismo ha già in parte sconvolto e ogni giorno sconvolge un po’ di più. Ogni azienda deve produrre secondo le commesse che il GBP le dà, consegnare i suoi prodotti alle aziende e alle catene di distribuzione indicate dal GBP e ricevere dal GBP quanto le serve per lavorare. A questo serve il GBP. Ogni lavoratore deve ricevere una carta di credito per acquistare nei negozi quanto gli occorre fino all’ammontare indicato dalla carta di credito. Con queste semplici misure ci libereremo dagli effetti della crisi del sistema bancario e monetario italiano e internazionale, una crisi che comunque si produrrà. Quanto al debito pubblico, su questa base potremo semplicemente abolirlo senza alcun danno.

 

Il governo di BP non è un governo costituito da noi comunisti, non è un governo che creiamo noi, ispirato da noi, guidato da noi, generato da noi. Noi sosteniamo che le organizzazioni operaie e popolari oggi esistenti e che chiedono una risposta efficace alla crisi (quindi organismi oggi capeggiati da gente come Landini, Rinaldini, Cremaschi, Bernocchi, Leonardi, Grillo, Gino Strada, perfino Di Pietro, Vendola, ecc.) devono formare un governo di emergenza, devono esigere di formare loro il governo, un governo d’emergenza che chiamiamo per dargli un nome governo di Blocco Popolare. Organizzazioni operaie e popolari (che hanno un seguito di operai e di membri delle masse popolari che vogliono misure efficaci contro la crisi) nel nostro paese ce ne sono: noi diciamo che bisogna moltiplicare il loro numero e ci diamo da fare per moltiplicare il loro numero, per far sì che il loro numero si moltiplichi. Oggi le organizzazioni operaie e popolari protestano contro le misure del governo Berlusconi (e quando e chiedono questo e quello al governo Monti. Noi diciamo (dobbiamo dire, dobbiamo trovare un modo più efficace per dire su scala più larga di quella su cui svolgiamo oggi la nostra propaganda) alle organizzazioni operaie e popolari che protestare e chiedere è necessario e giusto, ma non basta: devono coordinarsi tra loro e mobilitarsi e mobilitare le masse fino a costituire loro stesse un nuovo governo, un governo che prenda il posto del governo che a quel momento la Corte Pontificia, le Organizzazioni Criminali, la Confindustria e le altre grandi organizzazioni della borghesia imperialista, i maggiori gruppi della borghesia imperialista italiana, i gruppi imperialisti USA ed UE, i gruppi sionisti avranno costituito in Italia. Perché un loro governo d’emergenza è il solo governo nazionale in grado di far fronte con misure d’emergenza ai più disastrosi effetti della crisi generale del capitalismo.

 

Il governo di Blocco Popolare non è un governo per modo di dire, ma un governo vero: che dispone delle forze armate e della forze della repressione della Repubblica, della Banca d’Italia e delle relazioni internazionali della Repubblica; che comanda prefetti e li nomina, ecc. Ma come è possibile? Il riconoscimento crescente nella stessa borghesia dell’impotenza a far fronte al precipitare della crisi e gli effetti devastanti della crisi, insieme alla nostra iniziativa per la costruzione del governo di Blocco Popolare, acuiranno la divisione nella borghesia e porteranno a una crescente divisione anche nelle forze della repressione: già adesso anche tra le forze dell’ordine c’è chi non accetta o è insofferente di fronte  ai lavori sporchi e ai compiti infami che la borghesia assegna loro o lo fanno a fatica. Già adesso vi sono esponenti dei partiti borghesi e anche del clero che si schierano contro le politiche razziste del governo Berlusconi e persino a favore delle rivendicazioni e delle mobilitazioni delle masse popolari (in Val di Susa contro la TAV, a Novara contro gli F35, ecc.). Su questi contrasti e su queste divisioni il governo delle organizzazioni popolari potrà far leva.

 

Perché il GBP è necessario. Perché il precipitare della crisi generale del capitalismo nella sua fase acuta e terminale crea una situazione straordinaria che rende necessarie delle misure d’emergenza per farvi fronte: è una necessità oggettiva, tanto è vero che non lo diciamo solo noi che servono misure d’emergenza, straordinarie, lo dicono anche politicanti borghesi di vario genere e tipo, capitalisti, economisti, opinionisti, ecc. Un inciso: quelle che i capitalisti prendono e propongono come misure per fare fronte alla crisi in realtà non risolvono la crisi, ma la alimentano, tornano utili ai capitalisti e danneggiano lavoratori e ambiente; quelle avanzate da varie organizzazioni operaie e popolari sono sintetizzate nelle sei misure d’emergenza,.

Ebbene solo un governo così, cioè 1. formato e sostenuto dalle organizzazioni operaie e popolari e 2. costituito al di fuori e contro le procedure costituzionali previste per la creazione del governo del paese, può avere la determinazione, la volontà, la spregiudicatezza, l’autorità e la forza per attuare le misure d’emergenza necessarie per far fronte da subito alla crisi, per evitare alle masse popolari le conseguenze più disastrose della crisi dei padroni e del loro sistema.

 

Perché il GBP è possibile. La lotta per la costituzione di un Governo di Blocco Popolare è la sintesi di tutte le lotte (politiche, rivendicative e culturali) che la crisi generale dell’ordinamento sociale borghese suscita in questo periodo contro la borghesia imperialista, contro le sue istituzioni, contro i suoi padrini, alleati, esponenti, portavoce e uomini politici (il Vaticano, gli imperialisti USA, i gruppi sionisti, le Organizzazioni Criminali, l’Unione Europea).

Un governo composto da persone che già godono della fiducia delle OO e delle OP e decise ad attuare questo programma senza riserve, cioè senza esitare ad andare caso per caso contro gli interessi e a ledere i privilegi della borghesia, del clero e dei ricchi, a contrariare le loro istituzioni e ad andare contro le loro abitudini, contro le loro aspirazioni e contro la loro mentalità, avrà una forza e una capacità di intervento enormi in ogni angolo del paese. Perché esso sarà sostenuto da migliaia di OO e di OP presenti capillarmente in ogni angolo del paese che interverranno ovunque e ad ogni livello a

1. indicare caso per caso al GBP i provvedimenti particolari e concreti che deve adottare per realizzare nel caso concreto le sei misure generali,

2. far attuare i provvedimenti che il GBP adotta e attuarli direttamente quando i funzionari pubblici recalcitrano ad attuarli,

3. stroncare le manovre a cui certamente i gruppi più reazionari e criminali della borghesia, del clero e dei loro accoliti, complici e alleati ricorreranno per boicottare e sabotare l’azione del GBP.

In questo modo le masse popolari organizzate impareranno a governare.

 

Non è questione di fidarsi più o meno dei singoli dirigenti della FIOM o degli altri sindacati o dei singoli personaggi che oggi godono della fiducia delle OO e delle OP. Noi non possiamo escludere che alcuni di loro si riveleranno non all’altezza delle loro impegni e dei loro propositi e della fiducia che OO e OP ripongono in loro; che cederanno ai ricatti, alle pressioni e alla corruzione della borghesia, delle Organizzazioni Criminali, della Corte Pontificia e del clero, degli imperialisti USA e di altri paesi, dei gruppi sionisti, del sistema imperialista mondiale e delle sue agenzie; che si spaventeranno delle pressioni e dei ricatti del sistema imperialista mondiale e del suo “mercato”. Non si tratta di costituire un “buon governo” a cui affidare il paese. Si tratta di costituire un governo che sia al servizio delle OO e delle OP, dia forza e forma di leggi governative ai provvedimenti particolari e concreti che caso per caso e di momento in momento le OO e le OP coinvolte nel caso proporranno e grazie ad esse li faccia attuare. Quindi la sua attività non dipenderà tanto dall’orientamento dei suoi singoli componenti, quanto piuttosto dall’orientamento delle OO e delle OP, cioè degli operai organizzati e delle masse popolari organizzate. E questo orientamento è un aspetto della rinascita del movimento comunista. Per di più in questo modo le masse popolari organizzate impareranno a governare.

La garanzia del successo del GBP non sta principalmente nelle buone intenzioni e nella rettitudine individuale dei personaggi che lo comporranno: sta principalmente nel legame dialettico tra il GBP e le OO e le OP. Il GBP deve essere composto da persone che godono della fiducia delle OO e OP e sono decise a dare forma e forza di leggi ai provvedimenti che le OO e le OP indicano caso per caso per attuare nel caso concreto quelle sei misure generali, anche se sono provvedimenti che ledono gli interessi e i privilegi della borghesia, del clero, dei ricchi e del sistema imperialista mondiale e vanno contro le loro abitudini, le loro istituzioni, le loro aspirazioni e la loro mentalità.

 

 

3. GBP e socialismo

Che relazione c’è tra la parola d’ordine “fare dell’Italia un nuovo paese socialista” (o “instaurare il socialismo”) e la parola d’ordine “costituire un governo di Blocco popolare”?

Solo l’instaurazione del socialismo ci farà uscire dal marasma della crisi in cui la borghesia ci ha infognato. L’unica via d’uscita reale, realistica, praticabile è l’instaurazione del socialismo. Altre vie sono illusioni. Alimentare la fiducia in altre vie significa disperdere energie, creare illusioni e confusione e scoraggiare i più decisi (e perdere il loro concorso).

Se così è, perché allora noi diciamo che le organizzazioni operaie e le organizzazioni popolari devono formare un governo d’emergenza (che chiamiamo governo di Blocco Popolare)?

Per sfidarle sul loro terreno, per sferzarle, per rafforzare in loro la sinistra. Se vogliono quelle cose, ma non vogliono il socialismo, che provino a prendersele senza il socialismo!

Rispetto a quanto necessario per instaurare il socialismo, la rinascita del movimento comunista è ancora molto indietro organizzativamente, ideologicamente e politicamente. Le rivendicazioni che le esistenti organizzazioni operaie e popolari avanzano, sono ancora lontano dal socialismo. Le organizzazioni operaie e popolari esistenti non vogliono instaurare il socialismo. Ma dicono di volere questo e quello. Allora noi alle esistenti organizzazioni operaie e popolari che rivendicano questo o quello, che vogliono questo e quello, che sostengono che questo o quello è indispensabile diciamo: nessun governo formato o patrocinato dal Vaticano, dalla Confindustria e dalle altre organizzazioni padronali (Confcommercio, ABI, ecc.), dalle Organizzazioni Criminali, dagli imperialisti USA, dai gruppi sionisti, ecc. darà mai quello che voi chiedete, farà mai quello che voi volete che il governo faccia, quello che vedete bene un governo deve fare per evitare alle masse popolari le conseguenze più disastrose della crisi (e gli spieghiamo perché, glielo dimostriamo: e la nostra dimostrazione è inconfutabile). Se volete veramente queste cose, ma non volete il socialismo, dovete formare voi stesse il governo, dovete porre alla testa di tutte le vostre rivendicazioni e di tutte le vostre lotte un governo rappresentativo delle organizzazioni operaie e popolari, un governo costituito da voi stesse, da vostri esponenti, che abbia come programma le misure indispensabili per uscire dalla crisi che voi stesse reclamate (nel formularle, le 6 misure, noi non facciamo che mettere in italiano e ordinare quello che voi dite). Perché non dovreste formare simile governo? Chi di voi è convinto che un governo formato o patrocinato dal Vaticano, dalla Confindustria e dalle altre organizzazioni padronali, dalle Organizzazioni Criminali, dagli imperialisti USA, dai gruppi sionisti, ecc. farà mai quello che voi stessi vedete essere indispensabile?

Se non volete formare simile governo, allora vi agitate a vuoto, non volete senza se e senza ma, non volete realmente quello che dite, quello che dite che è necessario. Se invece voi formate un simile governo, noi comunisti vi appoggeremo, diventeremo ferventi sostenitori dell’azione del vostro governo, sosterremo le sue misure. Noi sosteniamo che la logica delle cose porterà da simile governo al socialismo, che un simile governo si troverà coinvolto in contraddizioni e problemi tali che in definitiva dovrà passare al socialismo. Voi non ci credete, siete convinti del contrario. L’esperienza dirà chi ha ragione.

 

La linea del governo di Blocco Popolare permette di “dare una prospettiva” alla lotta che i comitati popolari e la base rossa già conducono: “dare una prospettiva” significa insegnare alle organizzazioni operaie e popolari (e ai loro seguaci, al loro pubblico, ai loro sostenitori) che perché le loro rivendicazioni e aspirazioni diventino realtà, bisogna che si decidano a costituire un governo che non sarà benedetto dal Vaticano, scelto dalla Confindustria e dalle altre organizzazioni padronali, che non starà in piedi perché sostenuto dalla forza degli imperialisti USA ed UE e dei gruppi sionisti, ma che sarà nominato e sostenuto dalle stesse organizzazioni operaie e popolari. Senza simile governo, le loro rivendicazioni restano campate in aria, pie aspirazioni, slegate l’una dall’altra. Anzi possono e sono usate dalla destra per mettere una parte delle masse contro altre parti delle masse. Infatti ogni rivendicazione di una parte (non costruire la nuova base militare) contiene aspetti negativi per un’altra parte (i dipendenti delle imprese di costruzione del loro indotto) e solo se presa nell’ambito dell’azione di un governo come quello che noi indichiamo (nessun lavoratore deve essere licenziato, nessuna impresa deve essere chiusa) tali aspetti negativi possono essere neutralizzati. 

 

La costituzione di un GBP non porterà le masse popolari italiane fuori dal marasma attuale. Ma sarà una scuola di comunismo. Le educherà praticamente, sulla base della loro esperienza pratica alla instaurazione del socialismo. Questa sarà diretta dai comunisti.

Il governo di Blocco Popolare prenderà misure pratiche, governative e sostenute dalle organizzazioni operaie e popolari, coerenti con le sei misure che abbiamo indicato sopra. Sarà però un insieme di misure contraddittorie, con risultati parziali 1. perché al governo di Blocco Popolare parteciperà anche una parte delle classi dominanti, 2. perché la Pubblica Amministrazione sarà ancora grosso modo quella di oggi, 3. perché le Forze Armate e di polizia saranno ancora grosso modo quelle di oggi, con poche epurazioni, 4. perché non esproprierà in massa i capitalisti, ma li sottoporrà temporaneamente a una legislazione d’emergenza, 5. perché anche al suo interno si scontrerà chi è per andare avanti e chi invece chi è per ristabilire le condizioni di un “sano capitalismo”, di un “normale” corso delle cose, 6. perché resteranno da regolare del tutto i conti con il Vaticano, con gli imperialisti USA, con i gruppi sionisti, con l’Unione Europea. Ma proprio questa esperienza insegnerà alle masse popolari che sono capaci di fare e possono fare meglio, che per consolidare le misure prese ed estenderle, per difenderle con successo dall’opposizione rabbiosa dei padroni, del Vaticano e dei loro alleati bisogna andare fino in fondo, bisogna abolire completamente la proprietà privata delle grandi aziende e togliere ai borghesi ogni libertà, bisogna instaurare la dittatura del proletariato e un’economia pianificata, bisogna costruire una nuova società completamente diretta e gestita dai lavoratori, una società socialista.

 

Lanciamo la parola d’ordine della costituzione di un GBP e lavoriamo a creare le tre +1 condizioni necessarie affinché le organizzazioni operaie e popolari lo costituiscano perché tutte le classi della società italiana hanno bisogno di soluzioni straordinarie alla situazione straordinaria che stanno vivendo, una situazione che si presenta per la prima volta da settant’anni a questa parte.

Se noi diciamo “instaurare il socialismo” pochi capiscono che cosa diciamo, addirittura, anche alcuni di noi non sanno spiegare chiaramente cosa vuol dire, tanto siamo lontani dall’instaurare il socialismo, tanto arretrata è ancora la rinascita del movimento comunista. Dobbiamo dire “instaurare il socialismo”, perché altrimenti il nostro lavoro per creare le tre condizioni sarebbe debole, non efficace. Se non alimentiamo la fiducia e la convinzione che le masse popolari possono creare un mondo senza padroni, senza clero e senza le altre classi dominanti, se non alimentiamo la fiducia e la convinzione che è possibile un tale mondo e via via curiamo nelle menti e nelle coscienze la precisazione dei suoi contorni e uniamo i suoi fautori, se non facciamo questo, non saranno le organizzazioni operaie e popolari a costituire un governo d’emergenza. Lo costituiranno fascisti, preti, mafiosi e altri reazionari e sarà il governo della mobilitazione reazionaria, per la guerra. Il lavoro per creare le tre condizioni è anche lavoro che promuove la rinascita del movimento comunista, che fa crescere la rinascita del movimento comunista.

 

In sintesi: la creazione di un governo di Blocco Popolare non equivale all’instaurazione del socialismo né è un’alternativa o un altro nome dell’instaurazione del socialismo. E’ una forma, una misura di avvicinamento all’instaurazione del socialismo, una via per creare le condizioni necessarie all’instaurazione del socialismo.

Proprio l’esperienza e le lotte necessarie per realizzare le misure d’emergenza, grazie al Partito comunista saranno per la classe operaia e per le masse popolari una grande scuola di comunismo. Nell’ambito di questa scuola crescerà il numero dei comunisti, si alzerà il loro livello morale, intellettuale e organizzativo, si accelererà la rinascita del movimento comunista, si consoliderà e rafforzerà il Partito comunista: fino a creare le condizioni per l’instaurazione della dittatura del proletariato, necessaria per uscire definitivamente dalla crisi del capitalismo. L’esperienza insegnerà alle masse popolari che la dittatura del proletariato è indispensabile 1. per migliorare e consolidare le misure prese, 2. per trattare con scienza e lungimiranza le mille contraddizioni in seno al popolo ed eliminare gradualmente gli inevitabili inconvenienti di ogni genere che si presenteranno nell’ambito delle nuove relazioni sociali, 3. per difendere con successo il nuovo sistema di relazioni sociali dal sabotaggio, dal boicottaggio, dall’aggressione promosse dalla borghesia imperialista, dal Vaticano, dalle Organizzazioni Criminali e dai loro alleati, seguaci e padrini interni e internazionali, dalle manovre di ogni genere con cui essi cercheranno di rendere impossibile il miglioramento e il consolidamento delle nuove relazioni sociali e di ristabilire il loro ordinamento sociale.

L’instaurazione del governo di Blocco Popolare risponde alle esigenze immediate delle masse (rimette in moto o mantiene in moto le aziende, assegna compiti produttivi a ogni azienda, dà un lavoro a ogni individuo, “a queste condizioni” assicura a tutti una vita dignitosa e un ruolo sociale dignitoso) e contemporaneamente porta le masse a compiere l’esperienza politica di cui hanno bisogno per arrivare alla rivoluzione socialista.

 

Il governo di Blocco Popolare non è la via pacifica al socialismo e neanche una soluzione definitiva della crisi in corso. Sarà un periodo di scontri, contrasti e sconvolgimenti, a un certo punto le forze borghesi arriveranno allo scontro militare contro di esso, come è successo più volte nella storia. Ma per allora anche il movimento comunista sarà in una situazione più favorevole per guidare le masse popolari a farvi fronte con successo e portare a compimento l’opera per cui hanno combattuto i nostri partigiani. L’idea di uno scontro militare, di una guerra civile oggi spaventa molti, consideriamo però che una cosa sono le aspirazioni e i sogni e una cosa è la realtà. Già oggi milioni di persone muoiono di fame, di malattia, di lavoro, di inquinamento, di stenti: non è una guerra questa? O la subiamo o combattiamo per farla finita con i responsabili! In definitiva l’alternativa che ci troveremo sempre più davanti non sarà tra combattere o vivere tranquillamente, ma combattere per farla finita con i padroni e il loro sistema di miseria, sfruttamento e guerra o uccidere e farsi uccidere ai loro ordini e per i loro interessi contro altri popoli come è avvenuto durante le due guerre mondiali, come avviene anche adesso in Iraq, in Afghanistan e ovunque sono in corso “missioni di pace”, come avverrà su ampia scala se saranno le forze reazionarie a imporre la loro “via d’uscita dalla crisi”!