Presentazione di La Voce n. 59 e guida alla lettura (e qualche parola su Sergio Marchionne)
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(n)PCI (nuovo)Partito comunista italiano

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Avviso ai naviganti 81

Portare nelle file dei proletari fiducia in se stessi! Diffondere insicurezza e panico nelle file della borghesia imperialista!

28 giugno 2018

Avviso ai naviganti 80

Lenin sul comunismo
“di sinistra”

Appello agli operai membri e seguaci di AsLO-Operai Contro

18 febbraio 2018

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Avviso ai naviganti 82

26 luglio 2018

(Scaricate il testo in versione Open Office o Word )

 

Presentazione di La Voce n. 59 e guida alla lettura

 

Questo è l’argomento di questo Avviso ai naviganti, ma l’inattesa uscita di campo di uno dei più efferati dirigenti della classe dominante, Sergio Marchionne, imperversa talmente nel sistema di diversione dalla lotta per instaurare il socialismo e di intossicazione delle idee e dei sentimenti delle masse popolari da meritare qualche parola.

Quando sabato 21 luglio i Consigli di Amministrazione di FCA, Ferrari e Cnh riuniti d’urgenza annunciarono la sostituzione di Marchionne causa malattia, sul facebook di un portavoce del Partito <Abelardo Rossi - https://www.facebook.com/nuovo.pci.5> e sul facebook del Partito <(nuovo)PCI - https://www.facebook.com/nuovo.pci/> comparve il seguente breve commento:

22 luglio 2018

Ci piacerebbe di più, Marchionne a testa in giù

Ci dispiace che noi oggi non possiamo celebrare con tutti i proletari la fine di Marchionne come i nostri predecessori celebrarono la fine di Hitler e di Mussolini.

Noi onoriamo la memoria dell’operaia Maria Baratto e di tutte le altre vittime di Marchionne e giuriamo di combattere fino alla vittoria per porre fine al sistema criminale dei Marchionne e dei loro soci.

Il commento è molto sintetico, ma espressione esatta dei sentimenti di chi combatte contro il capitalismo.

Da allora e anche dopo che il 25 luglio gli stessi CdA hanno annunciato la morte di Marchionne, l’opera di diversione e intossicazione è continuata e proseguirà per giorni. In essa si sono distinti due ex dirigenti di spicco della CGIL: Sergio Cofferati e Giorgio Cremaschi. Su di essi vale la pena spendere due parole perchè, ancora influenti tra le masse popolari, si presentano come denunciatori dei crimini di Marchionne ma compiono un’opera di diversione e intossicazione non meno grave di quella dei lodatori del criminale. In breve:

Cofferati (il manifesto 26 luglio) condanna Marchionne perché ha angariato il proletariato italiano e perseguitato la FIOM mentre avrebbe dovuto, a detta di Cofferati, 1. rendere con “l’innovazione di prodotto” la FIAT più competitiva rispetto alle altre aziende automobilistiche in modo da fare le scarpe ad esse e riversare la disgrazia sul proletariato di altri paesi (in sintesi: “prima gli italiani!”) e 2. nel frattempo giovarsi della complicità dei sindacati di regime per ridurre i salari, ridurre i posti di lavoro e intensificare il lavoro degli operai residui;

Cremaschi<https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=1867746043535005&id=100008988816453> racconta la storia della FIAT dall’epoca di Vittorio Valletta (amministratore delegato della FIAT dal 1929 al 1966 e membro onorario della Pontificia Accademia delle scienze) all’epoca di Cesare Romiti (1976 - 1998) fino a Sergio Marchionne (2004 - 2018) senza neanche nominare il movimento comunista: come se il PCI e la Resistenza non fossero neanche esistiti. Eppure Cremaschi non si dichiara anticomunista, anzi!

Ciò che unisce i due ex dirigenti dei sindacati di regime è la negazione che il comunismo è il futuro di cui la società moderna è gravida e che l’attuale corso delle cose rende sempre più necessario ed evidente che gli operai devono sempre meno occuparsi direttamente della produzione (le macchine sono in larga misura capaci di fare il lavoro a cui essi erano e sono confinati dai capitalisti) e dedicare una parte crescente del loro tempo e delle loro energie alla gestione della vita sociale e alle altre attività specificamente umane: cioè fare la rivoluzione socialista e instaurare il socialismo, la fase iniziale del comunismo. Quello di cui tratta il numero di La Voce che presentiamo.

 

Detto questo, ritorniamo al nuovo numero di La Voce.

Molte sono le interpretazioni del mondo,

ma il nostro compito è trasformarlo!

 

Con il n. 59 di La Voce il nuovo Partito comunista italiano

1. inquadra (pagg. 4-16) la svolta politica in corso in Italia nella svolta in corso nel sistema politico di tutti i principali paesi imperialisti e nel sistema delle relazioni internazionali e indica come approfittarne per far avanzare la rivoluzione socialista nel nostro paese,

2. illustra (pagg. 17-63) i passi avanti fatti e da fare nel consolidamento e rafforzamento del Partito,

3. entra (pagg. 64-71) in merito alle misure che il Governo di Blocco Popolare, una volta costituito, dovrà mettere in opera a proposito della Pubblica Amministrazione (dell’apparato statale) che erediterà.

Sono le tre rubriche in cui si divide questo numero della rivista.

La svolta politica in corso in Italia si è concretizzata nell’esito delle elezioni del 4 marzo. Nonostante tutte le misure truffaldine che avevano messo in atto con accordi palesi e sottobanco, PD (Matteo Renzi) e Forza Italia (Silvio Berlusconi) hanno ricevuto una sonora batosta . Dopo le elezioni la composizione della Camera dei Deputati e del Senato era tale che i due gruppi non erano più in grado di far approvare dal Parlamento un loro governo, neanche associandosi apertamente. È stato un esito analogo a quelli che si sono verificati dal 2016 in qua in tutti i maggiori paesi della Comunità Internazionale (CI) dei gruppi imperialisti europei, USA e sionisti, con l’unica eccezione dello Stato sionista d’Israele: uno Stato con storia, natura e ruolo del tutto particolari rispetto a tutti gli altri Stati della CI.

La svolta politica in corso nel mondo è il risultato di tre fattori.

1. Dell’insofferenza delle masse popolari per il corso delle cose imposto nel mondo dalla borghesia imperialista dopo che (a seguito dell’esaurimento della prima ondata mondiale (1917-1976) della rivoluzione proletaria) ne ha ripreso in mano la direzione. È un’insofferenza crescente in ogni paese imperialista. È la resistenza delle masse popolari agli effetti del procedere della crisi del capitalismo, quella che alla fondazione dei CARC nel lontano 1992 (Convegno di Viareggio) ci proponemmo di trasformare con la ricostruzione del partito comunista in forza costruttrice del comunismo. È il fattore principale su cui costruiremo il futuro.

2. Delle contraddizioni crescenti anch’esse tra i gruppi imperialisti della CI, padrone del sistema monetario mondiale diventato dal 1971 completamente fiduciario: ognuno di essi deve moltiplicare la massa di denaro di cui dispone contrastando per quello che lo riguarda gli effetti della crisi generale del modo di produzione capitalista. È un fattore che corrode e sgretola il campo nemico delle masse popolari.

3. Delle difficoltà crescenti che la CI incontra a spremere il resto del mondo che essa domina con il sistema monetario internazionale, devasta, sconvolge, assedia e ricatta con la corsa al riarmo, con le guerre, le aggressioni e l’estensione della ragnatela delle basi e delle manovre NATO e delle sanzioni finanziarie e commerciali. È il fattore ausiliario.

In Italia la soluzione provvisoria è stata la costituzione il 1° giugno del governo Conte (Di Maio-Salvini), un governo provvisorio per sua natura instabile, frutto di un compromesso tra i vertici della Repubblica Pontificia, la CI e i dirigenti del M5S e della Lega. Esso ora è alle prese con il compito impossibile di soddisfare i gruppi imperialisti della CI da cui dipende e non inimicarsi le masse popolari alle quali M5S e Lega hanno fatto tante promesse.

Proprio per il contrasto con le masse popolari insito nella sua natura, l’opera del governo Di Maio-Salvini apre nuovi campi di iniziativa a noi comunisti per creare le condizioni necessarie alla costituzione del Governo di Blocco Popolare (GBP). Per noi comunisti non si pone la questione se è buono o cattivo, da appoggiare o da combattere: si tratta di giovarci, al massimo delle nostre capacità, delle occasioni, degli appigli e delle fessure che la sua opera crea, per far avanzare la guerra popolare rivoluzionaria che promuoviamo, la rivoluzione socialista in corso. Stante la persistente debolezza del movimento comunista cosciente e organizzato, la costituzione del GBP resta in questa fase il nostro obiettivo politico nonostante l’indebolimento della sinistra borghese. Noi siamo ancora lontani dall’avere conquistato la direzione delle masse popolari organizzate. Siamo ancora nel secondo dei tre stadi (Manifesto Programma del (n)Pci, pag. 184) della costruzione del Partito. Proprio perché il nostro obiettivo è l’instaurazione del socialismo, il nostro compito politico principale in questa fase resta portare le masse popolari (operai, altri proletari, altre classi delle masse popolari) a organizzarsi fino a costituire e far ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate che attui il programma riassunto nelle Sei Misure Generali alle quali ora dobbiamo aggiungere la settima di cui trattiamo nella terza rubrica di questo numero 59 di La Voce.

Per noi comunisti è acquisito, sulla base della filosofia della storia elaborata da Marx ed Engels e confermata dagli eventi intercorsi nei 170 anni successivi alla pubblicazione del Manifesto del partito comunista (1848), che l’umanità sta andando verso l’instaurazione del socialismo, fase inferiore del comunismo. Questo distingue noi dalla sinistra borghese e da tutti gli organismi e individui che, anche se si dicono comunisti, relegano l’instaurazione del socialismo in un lontano e indefinito futuro, convinti che “il movimento è tutto, il fine nulla”: i gruppi e gli individui alla Diliberto, Bertinotti, ecc.. Noi quindi analizziamo e interpretiamo il corso delle cose da questo punto di vista: dell’avanzamento, delle pause e delle accelerazioni in questa direzione e degli arretramenti e delle temporanee deviazioni e digressioni da essa. Le molte altre interpretazioni delle convulsioni e dei malori della società in cui viviamo, che riempiono riviste e discorsi su carta e online di tanti intellettuali e organismi, anche se ricche di spunti, analisi di aspetti del presente e denunce delle malefatte della borghesia imperialista e delle sue autorità, non analizzano il corso delle cose dal punto di vista dell’avanzamento dell’umanità nella direzione dell’instaurazione del socialismo e proprio per questo sono divagazioni, distolgono l’attenzione dalla questione principale della storia in corso, nascondono la logica degli avvenimenti di cui trattano.

Per noi membri del (n)PCI e per gli organismi della Carovana del (n)PCI è acquisito, sulla base del bilancio dell’esperienza della prima ondata mondiale della rivoluzione proletaria (1917-1976), che i comunisti devono agire come classe dirigente delle masse popolari (e in primo luogo della classe operaia) e promuovere la rivoluzione socialista che è costruzione, già in seno alla società borghese, del nuovo potere, del potere delle masse popolari organizzate: per questo la chiamiamo anche guerra popolare rivoluzionaria, intesa nel senso che è illustrato nel Manifesto Programma del Partito (cap. 3.3). Questo ci distingue da tutti quelli che pur si dichiarano comunisti e, ognuno a suo modo, fanno propaganda del comunismo: i comunisti identitari e i comunisti rimasti quanto a concezione del ruolo del partito comunista al livello dei partiti dei paesi imperialisti creati dalla prima Internazionale Comunista, organismi e persone che mobilitano le masse, promuovono lotte rivendicative e fanno a queste da sponda nelle istituzioni rappresentative della democrazia borghese, ma né si concepiscono né agiscono da promotori e dirigenti della guerra popolare rivoluzionaria che culminerà nell’instaurazione del socialismo, gruppi e organismi alla Marco Rizzo e simili che predicano il comunismo e sperano che prima o poi scoppi la rivoluzione socialista. In realtà, per dire le cose con una allegoria, l’umanità che si è formata con il modo di produzione capitalista è gravida di comunismo, deve partorire. Ma per sua natura il parto non avviene spontaneamente: il bambino (il socialismo fase infantile del comunismo) non nasce senza l’intervento dell’ostetrica. Noi comunisti siamo gli ostetrici: quindi dobbiamo imparare l’arte e applicarla. Per questo ci diamo i mezzi per diventare classe dirigente.

A questo è dedicata la seconda rubrica di questo numero della rivista, la rubrica Consolidamento e rafforzamento del (nuovo)Partito comunista italiano. In essa trattiamo differenti aspetti del nostro lavoro interno al Partito (funzionamento del Partito ed elevazione intellettuale e morale dei nostri membri e candidati) e del lavoro esterno del Partito, rivolto a conoscere e trasformare il mondo, a promuovere la costruzione del nuovo potere (promuovere l’organizzazione delle masse popolari, trovare in ogni azienda e territorio gli embrioni di organizzazioni operaie e popolari, aiutare ognuno di essi a crescere e rafforzarsi mostrandogli le condizioni, gli appigli e le fessure di cui può approfittare e che la nostra scienza permette a noi di vedere, orientare OO e OP a coalizzarsi, legarle al Partito e portarle a stabilire la loro direzione sul paese), a reclutare nuovi membri al Partito.

La rivista è rivolta prima di tutto ai membri e candidati del Partito, ai membri degli altri organismi della Carovana del (n)PCI, in primo luogo del Partito dei CARC, a quelli che già aspirano in qualche misura a unirsi a noi. Essa mira a dare a ognuno di essi nuovi strumenti di conoscenza, ad elevarli intellettualmente e moralmente, a dare a ognuno di essi strumenti per tradurre la linea generale del Partito nella linea adeguata al particolare ambiente, settore e contesto in cui operano e ad applicare questa linea particolare con iniziativa, creatività ed efficacia.

Proprio per questo esortiamo ogni lettore

- a chiedersi alla fine della lettura di ogni articolo e rubrica della rivista che cosa ha imparato di nuovo, cosa ora riesce a vedere nel mondo che lo circonda che prima non vedeva, cosa ora riesce a fare che prima gli sembrava un ostacolo insormontabile, se quello che ha letto corrisponde e in che misura alla sua esperienza. Una rivista e un articolo che non dice niente ai suoi lettori, è inutile;

- a scrivere alla redazione, a contribuire con la sua esperienza alla nostra opera, a fare apertamente le sue critiche e argomentarle: noi consideriamo ogni critica argomentata un atto di generosità verso di noi ed espressione della volontà di contribuire a far avanzare la rivoluzione socialista perché ce ne gioviamo per capire e fare meglio.

La svolta nella politica mondiale è un fatto: è finita l’epoca segnata dall’avvento al potere di Margaret Thatcher in Gran Bretagna (1979) e Ronald Reagan negli USA (1981). Sta a noi comunisti individuare le condizioni favorevoli per far avanzare la rivoluzione socialista che questa svolta presenta nel nostro paese e giovarcene. La rivoluzione socialista è una guerra popolare rivoluzionaria promossa e diretta dai comunisti. I comunisti devono darsi i mezzi per essere all’altezza del loro ruolo. Quelli che si riconoscono in queste tesi, troveranno nel n. 59 alimento per elevare la loro attività.

Rafforziamo il movimento comunista cosciente e organizzato!

Il futuro è nelle nostre mani!

 

Osare sognare, osare pensare, osare vedere oltre l’orizzonte della società borghese!

Osare vincere! Il nostro futuro lo costruiamo noi!

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Per mettersi in contatto con il Centro del (n)PCI senza essere individuati e messi sotto controllo dalle Forze dell’Ordine borghese, una via consiste nell’usare TOR [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html  ], aprire una casella email con TOR e inviare da essa a una delle caselle del Partito i messaggi criptati con PGP e con la chiave pubblica del Partito [vedere http://www.nuovopci.it/corrisp/risp03.html ].

 

Rubrica - Dibattito Franco e Aperto 

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