Comunicati CdP del (nuovo)PCI del 2025

Saluto del Comitato Aurora del (n)PCI all’iniziativa “L’ora della Riscossa Popolare è ora” della Sezione di Firenze Rifredi del P.CARC - 29 e 30 novembre 2025

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Cari compagni,

a nome del Comitato Aurora del (n)PCI ringraziamo il compagno Riccardo Doccioli che ci ha invitato a prendere la parola all’iniziativa “L’ora della Riscossa Popolare è ora” del P.CARC, nostro partito fratello.

Vogliamo richiamare la vostra attenzione su un punto: la solidarietà con il popolo palestinese è strettamente connessa alla lotta per gli interessi delle masse popolari nel nostro paese, per la liberazione del nostro paese dai sionisti e dal resto della Comunità internazionale dei gruppi imperialisti.

I prossimi mesi saranno importanti ai fini della trasformazione dei rapporti di forza e delle relazioni di potere tra le classi nel nostro paese. Le grandi mobilitazioni di settembre e ottobre contro il genocidio a Gaza, contro la complicità del governo Meloni con i sionisti di Israele, contro la Terza guerra mondiale, il riarmo e l’economia di guerra hanno fatto valere nel movimento comunista e tra le masse popolari del nostro paese la parola d’ordine “bloccare tutto” nel senso di ampliare la mobilitazione delle masse per impedire che i gruppi imperialisti italiani e stranieri operanti in Italia e il loro apparato continuino nelle iniziative antipopolari: dall’eliminazione delle conquiste strappate quando il movimento comunista era forte fino al riarmo e all’estensione della Terza guerra mondiale.

Chi partecipa a questa iniziativa sa bene che la lotta contro i sionisti d’Israele e i loro agenti che operano in Toscana si concretizza anzitutto nella battaglia “per la cacciata di Marco Carrai”, innanzitutto dalla presidenza della Fondazione Meyer, l’ospedale fiorentino per l’infanzia!

Il nostro impegno in questa battaglia è cominciato nel novembre 2022, con un comunicato del Comitato Nuovo 25 Aprile del (n)PCI che indicava proprio in Carrai il capofila dei sionisti in Toscana. All’epoca il console era impegnato in una campagna denigratoria nei confronti della Rete per la Palestina e del gruppo Sinistra Progetto Comune di Firenze che avevano denunciato il regime di apartheid israeliano con affissioni di manifesti di cui Carrai pretendeva la rimozione da parte del Comune. Schierata a suo fianco c’era anche l’attuale sindaca di Firenze, Sara Funaro, ai tempi assessora al welfare del Comune e da poco convertita all’ebraismo. In quel periodo Carrai non era ancora presidente della Fondazione Meyer, ma era noto da sempre per i suoi rapporti con Matteo Renzi, era attivo come imprenditore nel settore della cybersecurity ed era membro del consiglio di amministrazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, assorbita poi da Intesa San Paolo ma da sempre cassaforte dell’aristocrazia fiorentina e sponsor di Matteo Renzi e Dario Nardella. Indicativa anche la sua biografia: nipote di uno dei membri della banda Carità, nota per le stragi e torture di partigiani durante la Resistenza, e cugino dei promotori in Toscana di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle Opere, associazione imprenditoriale di ispirazione cattolica che, con l’installazione del governo Renzi, iniziò a vincere numerosi appalti in Toscana togliendo terreno alla Lega Coop. Sono note brevi (basti pensare che oggi Carrai è presidente di Toscana Aeroporti, delle acciaierie JSW Steel di Piombino...) che però fanno comprendere che si tratta di un personaggio chiave del sistema delle Larghe Intese. In Toscana questo sistema è incarnato dal PD, figlio della degenerazione del vecchio PCI sotto la direzione dei revisionisti moderni, che è garante degli interessi della borghesia imperialista in regione.

Che questa iniziativa serva quindi a sviluppare più a fondo una battaglia comune con una parola d’ordine comune: “cacciare Carrai da Firenze!”. Questa battaglia e questa parola d’ordine devono concretizzarsi in un piano d’azione, in iniziative il più possibile coordinate e convergenti nelle strade, nei quartieri, nelle fabbriche, nelle scuole, negli ospedali. La mobilitazione che ognuno di voi ha messo in campo negli ultimi mesi ha fatto diventare la “questione Carrai” un problema per il campo nemico, su scala locale ma anche a livello nazionale. Perfino nel consiglio regionale del 10 giugno scorso è stata approvata una mozione che impegna la giunta toscana ad attivarsi per interrompere ogni forma di relazione istituzionale con i rappresentanti del governo israeliano. Durante l’ultima campagna per le elezioni regionali in Toscana facevano ribrezzo a qualsiasi persona di buon senso “i selfie” di Eugenio Giani nelle manifestazioni in solidarietà al popolo palestinese… Sappiamo che dare seguito a queste mozioni e alle promesse elettorali significa necessariamente la destituzione di Marco Carrai dalla Fondazione Meyer, la cui nomina dipende proprio dal governatore della Regione Toscana. Sappiamo bene che il sistema PD non darà seguito alle sue promesse, ma sappiamo anche che il sistema PD è frammentato al suo interno e si è indebolito… per questo diciamo che il coordinamento delle organizzazioni operaie e popolari può imporre la cacciata di Marco Carrai anzitutto dalla presidenza della Fondazione Meyer! E la vittoria di questa battaglia ci rafforzerà, ci darà fiducia per vincerne altre!

Compagni, nel mondo intero le condizioni si fanno sempre più favorevoli per la seconda ondata della rivoluzione proletaria che instaurerà il socialismo anche in paesi imperialisti come l’Italia. La linea sintetizzata nella parola d’ordine “bloccare tutto” va bene per estendere la mobilitazione delle masse popolari e per rendere più difficili le attività antipopolari quando non apertamente criminali dei gruppi imperialisti. È un’ottima espressione della linea di resistenza e di difesa. Una parte del movimento comunista al “bloccare tutto” aggiunge già oggi anche la parola d’ordine “per cambiare tutto”. Vuol dire non limitarsi solo a difendersi, ma coordinarsi per attaccare, combinare la difesa con l’attacco, la lotta contro la borghesia con l’avanzamento della rivoluzione socialista: concretamente, in questa fase, con l’instaurazione di un governo che dia il via a un nuovo corso delle cose. Nel nostro paese far fare un salto avanti alla rivoluzione socialista oggi significa costituire un governo deciso e capace di attuare tutte quelle misure che nessun governo delle Larghe Intese attuerà mai: dalla messa in sicurezza del territorio attraverso le tante opere necessarie a impedire le stragi dovute agli eventi climatici estremi alla riorganizzazione delle attività economiche in modo da assegnare a ogni azienda compiti produttivi utili riconvertendo quelle che fanno produzioni inutili o dannose, a ogni individuo un lavoro socialmente utile, a ogni famiglia quanto necessario per vivere, secondo piani e criteri chiari, noti e democraticamente decisi; dall’interruzione di tutti gli accordi pubblici e segreti di cooperazione militare, industriale, scientifica e accademica che i governi delle Larghe Intese hanno stipulato nel corso degli anni con aziende e agenzie dello Stato sionista d’Israele e USA all’interdizione delle basi militari presenti su suolo italiano all’addestramento degli eserciti NATO e dei loro alleati.

Per avanzare fino a vincere, noi comunisti dobbiamo imparare a fare cose mai fatte e che non sappiamo ancora fare e a vedere quello che ancora non vediamo e che vede solo chi guarda la realtà con la concezione comunista del mondo.

Quindi avanti, compagni! Auguriamo che la vostra iniziativa abbia successo e a quelli più audaci di voi rivolgiamo l’appello a dedicarsi con più generosità alla costruzione della rivoluzione socialista e ad arruolarsi nel (n)PCI.



Comitato Aurora del (nuovo)Partito comunista italiano


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