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4 aprile 2026
Il numero 82 di La Voce è disponibile sul sito del (n)PCI
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L’alternativa di civiltà e benessere alla Terza guerra mondiale e alla devastazione dell’ambiente è la rivoluzione socialista, l’instaurazione del socialismo e la transizione verso il comunismo che sarà unione internazionale e fraterna di tutti i popoli e le nazioni sulla base della gestione collettiva e pianificata dell’attività economica.
Il socialismo è la fase in cui l’umanità forgerà su scala grande e crescente questo nuovo ordine mondiale di progresso, pace e civiltà. L’Unione Sovietica di Lenin e Stalin ha aperto la strada!
Compito dei comunisti è trasformare il malcontento, l’indignazione e la ribellione delle masse popolari in una guerra diretta a porre fine al dominio della borghesia imperialista, al suo modo di produzione e agli ordinamenti che su di esso si basano e a instaurare un regime socialista.
Indice degli articoli di La Voce 82
● Il compito dei comunisti - Tre questioni importanti non eludibili - pagina 2
● Sconfitto il governo Meloni al referendum, portare fino in fondo la lotta per cacciarlo - pagina 3
● Estendere e rafforzare la mobilitazione contro guerra, corsa al riarmo ed economia di guerra - pagina 6
● Per “cambiare tutto”, bisogna combattere a modo nostro - pagina 11
● Lotta tra due linee nel movimento operaio e sindacale - pagina 17
● Lotta contro il governo Meloni e ricostruzione del partito comunista - Sull’intervento del Fronte Comunista al convegno “Dalle piazze all’alternativa” - pagina 27
Sulla seconda ondata della rivoluzione proletaria
● Gli sviluppi della rivoluzione socialista nella Repubblica bolivariana del Venezuela - pagina 33
● L'opera della Repubblica popolare Cinese e del Partito Comunista Cinese in America Latina - pagina 39
● L'attacco contro la Repubblica Islamica dell'Iran e la posizione dei comunisti - La rivoluzione democratica antimperialista dei paesi arabi e musulmani è parte della seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria - pagina 45
Consolidamento e rafforzamento del (nuovo)PCI
● La lotta contro lo spontaneismo nelle nostre file è anche lotta per applicare il metodo della linea di massa - pagina 50
● Coerenza tra teoria, condotta e pratica - pagina 57
● Note per l'avvio dell'analisi del contesto e di classe a Torino - Un contributo del Comitato di Partito Antonio Gramsci - pagina 69
Il n. 82 di La Voce tratta principalmente 1. della rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato nel nostro paese, 2. della lotta per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza delle masse popolari organizzate nel contesto creato dalla vittoria del NO al referendum del 22 e 23 marzo e 3. della seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria che si sviluppa nel mondo in lotta con l’allargamento della Terza guerra mondiale promossa dagli imperialisti USA e sionisti ma prodotta dallo sconvolgimento economico, culturale, politico, diplomatico e militare in corso nel mondo ancora dominato dalla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati.
La rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato è il fattore determinante per trasformare il malcontento, l’indignazione e la ribellione delle masse popolari in una guerra finalizzata a porre fine al dominio della borghesia imperialista, al suo modo di produzione e agli ordinamenti che su questo si basano e a instaurare un regime socialista. Nel nostro paese la rinascita del movimento comunista procede, ma è ancora in una fase elementare la ricostruzione di quella rete di organizzazioni operaie e popolari decise a instaurare il socialismo che è indispensabile per prendere il potere, eliminare il potere della borghesia imperialista e delle altre classi reazionarie e cambiare definitivamente il corso delle cose instaurando il socialismo. Bisogna quindi portare avanti la rinascita del movimento comunista nel corso stesso della lotta per porre rimedi anche solo provvisori e parziali almeno agli effetti più gravi della crisi del capitalismo che è già sfociata nella Terza guerra mondiale, in modo che ogni vittoria crei condizioni favorevoli per battaglie e vittorie di livello superiore. Bisogna prendere coraggiosamente in mano la situazione e creare i metodi e le relazioni necessarie per salvaguardare gli interessi delle masse popolari, porre fine alla partecipazione dell’Italia alla Terza guerra mondiale e rimettere il nostro paese sulla via del progresso. Questo significa la linea della “costituzione del Governo di Blocco Popolare!” perseguita dal (n)PCI. In questo modo porteremo a un livello superiore la rivoluzione socialista nel nostro paese e contribuiremo allo sviluppo della seconda ondata mondiale della rivoluzione proletaria. Condurre e vincere la lotta per cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo di emergenza popolare anziché lasciare l’iniziativa in mano ai vertici della Repubblica Pontificia dando per scontato che fino al 2027 ci sarà il governo Meloni, salvo che esso si dimetta, che il Presidente della Repubblica sciolga le Camere e indica nuove elezioni, a cui si presenteranno più o meno i partiti che sono in campo già oggi e che spetterà ad alcuni di essi formare il governo successivo: questo è nella situazione attuale il banco di prova che devono passare partiti, organismi ed esponenti del movimento comunista del nostro paese.
Le mobilitazioni dell’autunno 2025 a sostegno del popolo palestinese contro il genocidio perpetrato dai sionisti e poi l’esito del referendum indicano che tra le masse popolari si allarga e si rafforza l’orientamento contro il governo della guerra, dell’economia di guerra, della devastazione dell’ambiente e della repressione. La cacciata del governo Meloni deve perciò diventare l’obiettivo apertamente perseguito nelle mobilitazioni delle prossime settimane. Spetta ai comunisti e a tutte le forze del fronte politico, sindacale e sociale anti Larghe Intese dare al malcontento, all’indignazione e alla ribellione popolare un obiettivo politico chiaro e d’attacco: mandare a casa il governo Meloni, servo degli imperialisti USA, complice dei sionisti, compare di quelli UE e sostituirlo con un governo d’emergenza delle masse popolari organizzate deciso e in grado di attuare le parti progressiste della Costituzione del 1948 (lavoro, relazioni con altri popoli e Stati, diritti e libertà politiche e sindacali, equità sociale, funzione sociale delle aziende, salvaguardia dell’ambiente e del territorio) da sempre violate o eluse dai vertici della Repubblica Pontificia, e da lì avanzare. In questo modo i comunisti si metteranno alla testa del movimento di resistenza delle masse popolari.
Il movimento popolare contro la Terza guerra mondiale, la devastazione ambientale e agli altri effetti della seconda crisi generale del capitalismo è vario e articolato, vi partecipano con ruoli dirigenti anche organismi legati da mille fili al polo PD delle Larghe Intese e suoi annessi. Noi comunisti non rivendichiamo il diritto di dirigerlo, dobbiamo conquistarne sul campo la direzione: è la lezione dell’Ottobre in Russia e di tutte le altre rivoluzioni vittoriose, è la lezione della Resistenza contro il nazifascismo. In un movimento popolare di lotta, quando la lotta si fa seria, non dirige chi reclama il diritto di dirigere né chi dai rapporti ereditati dalla storia che abbiamo alle spalle sarebbe designato a dirigere. Dirige chi ha una visione più lungimirante e più profonda della lotta in corso, lancia le parole d’ordine che nella situazione concreta meglio corrispondono alla vere aspirazioni dei combattenti e si dà con determinazione i mezzi della sua politica.
A prima vista grandi sono le divergenze tra noi comunisti e la maggior parte dei promotori e dei protagonisti di ognuna delle lotte attualmente in corso. Ma noi comunisti, mentre proclamiamo i nostri obiettivi storici e sulla base di essi raggruppiamo le nostre forze, appoggiamo con forza ognuna delle lotte in corso, per quanto unilaterali siano gli obiettivi di ognuna di esse a fronte dei nostri obiettivi storici e per quanto legati all’uno o all’altro dei due poli delle Larghe Intese siano i loro attuali promotori. Perché le appoggiamo? Perché ognuna di esse per avere successo deve confluire nella costituzione di un governo d’emergenza popolare: la costituzione di questo e la difesa della sua opera accelereranno la rinascita del movimento comunista e sfoceranno nell’instaurazione del socialismo. Quello che più conta ai fini della trasformazione del nostro paese non sono infatti le intenzioni e le concezioni dei promotori delle singole lotte, ma l’effetto che ognuna delle singole lotte ha nel contesto in cui viene condotta e il ruolo che noi comunisti le facciamo assumere combinandola tramite la nostra iniziativa con le altre lotte in corso.
Noi comunisti appoggiamo ognuna delle lotte in corso proprio perché l’instaurazione del socialismo, che avvia la transizione dal capitalismo al comunismo: è il risultato verso cui dovranno convergere tutti quelli che combatteranno con determinazione e senza arrendersi per l’obiettivo particolare della loro lotta. La pratica della lotta contro il sistema imperialista mondiale e contro la sua espressione sul suolo italiano, la Repubblica Pontificia, sarà la scuola di comunismo di cui le masse popolari del nostro paese hanno bisogno per aderire al cammino che la concezione comunista del mondo indica e illustra. Quello che oggi è decisivo, in ognuna delle singole lotte in corso, non è la trasformazione delle intenzioni e della concezione del mondo dei suoi protagonisti e promotori: solo gli esponenti più avanzati e più generosi aderiscono già oggi ai nostri obiettivi storici e assimilano la concezione comunista del mondo. Quello che è decisivo, in ognuna delle singole lotte in corso, è che i suoi protagonisti si diano i mezzi per vincere di fronte alla borghesia imperialista, alle autorità della Repubblica Pontificia, alla Comunità Internazionale degli speculatori e dei guerrafondai che sono l’appoggio esterno della Repubblica Pontificia.
Per questo noi comunisti dobbiamo essere in ogni singola lotta i combattenti più decisi, quelli che la spingono sempre in avanti e trovano nel contesto i mezzi per rovesciare i rapporti di forza di regola inizialmente sfavorevoli alle masse popolari e per sviluppare la lotta fino alla vittoria.
Auguriamo fecondo studio e buon lavoro ai nostri lettori!
La redazione di La Voce