(nuovo)PCI

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Avviso ai naviganti 169

17 aprile 2026

Sulla tecnica del lavoro clandestino e la sicurezza informatica

Questo Avviso ai Naviganti contiene una raccolta di articoli inerenti la tecnica del lavoro clandestino (principi, criteri, metodi, procedure e strumenti per il lavoro interno, la propaganda e l’organizzazione) che sviluppa e integra quella pubblicata su La Voce 60 (che non riportiamo qui per intero ma consigliamo di leggere) del novembre 2018.

I principali destinatari di questa raccolta aggiornata sono i nuovi candidati del Partito e quei simpatizzanti che nei mesi scorsi ci hanno scritto di essere trattenuti dal candidarsi perché sono inesperti di lavoro clandestino e temono di sbagliare. Ogni membro delle masse popolari dotato di buona volontà e di normali capacità intellettive può imparare a operare clandestinamente. L’inesperienza e la paura di sbagliare si possono curare con lo studio e l’esperienza pratica: sbagliare non è grave, è grave non imparare dall’esperienza e perseverare nell’errore o peggio farsi frenare dall’idea che non è possibile organizzarsi al di fuori del controllo della classe dominante. La classe dominante coltiva questa idea attraverso la propria propaganda, la filmografia, la dietrologia e le teorie del controllo che sparge tra le masse per alimentare confusione e diversione dalla realtà, per alimentare sentimenti di impotenza e rassegnazione che fanno breccia anche nel cuore e nella mente dei più coraggiosi e generosi compagni.


Abbiamo deciso di diffondere la raccolta aggiornata pubblicamente e non solo tramite i canali di comunicazione interni al Partito nella convinzione che essa è utile anche a quei compagni che aspirano a ricostruire un partito comunista all’altezza del suo compito storico di mobilitare la classe operaia e il resto delle masse popolari a conquistare il potere e instaurare il socialismo nel nostro paese.

Quanti di loro si dedicheranno con serietà (alla luce del bilancio dell’esperienza del movimento comunista italiano e degli altri paesi imperialisti nel secolo scorso) e fino in fondo a ricostruire un tale partito, non potranno infatti che approdare alla conclusione che la rivoluzione socialista è una guerra popolare e rivoluzionaria - e non una rivolta popolare che scoppia né un colpo di mano di una minoranza illuminata - e che per promuoverla e dirigerla il partito comunista non può dipendere da persone che la borghesia conosce, controlla e può quindi infiltrare, corrompere, minacciare, ricattare, arrestare, uccidere; da canali di finanziamento che la borghesia conosce, controlla e quindi può interrompere; da sedi pubbliche che la borghesia può occupare, perquisire, saccheggiare, devastare, chiudere. In sintesi, non può essere un “partito rivoluzionario nei limiti della legge”, ma deve essere clandestino: deve essere costituito in modo da esistere e operare con continuità in vista della conquista del potere e capace di svolgere la sua attività di reclutamento, elaborazione, formazione, orientamento, aggregazione, propaganda, mobilitazione e direzione nonostante tutti gli sforzi che la borghesia compie per ostacolarlo, isolarlo dalle masse, distruggerlo.

A questi compagni suggeriamo caldamente lo studio anche dell’articolo Sempre sulla settima discriminante (in La Voce 9 - novembre 2001), che risponde in modo articolato a domande/obiezioni ancora oggi correnti a proposito del partito comunista clandestino (1. perché il nuovo partito comunista deve essere un partito clandestino, 2. può esistere un partito comunista clandestino nei paesi imperialisti, 3. come è possibile che un partito clandestino sia legato alle masse e orienti tutta la loro lotta politica, economica e culturale, 4. perché il nuovo partito comunista, che non è un gruppo combattente, deve tuttavia essere clandestino, 5. perché avete deciso di costruire il partito comunista a partire dalla clandestinità, prima che la borghesia imperialista vi mettesse fuorilegge) e ripercorre le tesi di Lenin nel periodo 1907-1914. In questo periodo in Russia, a seguito della rivoluzione del 1905, le masse popolari svilupparono una certa attività politica pubblica e in particolare il partito ebbe un proprio gruppo parlamentare, propri giornali legali anche quotidiani, propri delegati nelle casse mutue e in altre organizzazioni economiche e sindacali pubbliche e legali degli operai e nel Partito bolscevico si sviluppò la lotta tra chi, come Lenin, sosteneva che il partito doveva essere clandestino e avere come centro di gravità il lavoro clandestino e chi sosteneva invece che il partito doveva operare “alla luce del sole” e avere come centro di gravità il lavoro legale.


La raccolta aggiornata sulla tecnica del lavoro clandestino, infine, è utile anche ai lavoratori e agli organismi operai e popolari che si organizzano segretamente, adottano forme di lotta clandestine, svolgono azioni militanti per far fronte alla repressione a cui il governo Meloni e i suoi padrini fanno ricorso su scala crescente: dalle intimidazioni e cariche di polizia contro cortei e presidi al divieto di organizzazione e di manifestazione sindacale, dalle infiltrazioni e campagne mediatiche contro organismi politici, sindacali e popolari ai fogli di via e fermi preventivi, dagli arresti e perquisizioni contro i sostenitori della Resistenza palestinese alle denunce e multe per i blocchi dell’autunno scorso contro il genocidio a Gaza (sono già più di 400 gli attivisti denunciati e/o multati ai sensi del Decreto Sicurezza approvato l’11 aprile 2025), dalla militarizzazione dei territori al maggiore attivismo di Forze Armate e Forze dell’Ordine persino nell’infiltrazione degli organismi di massa, come dimostra il caso delle infiltrazioni poliziesche in Potere al Popolo.

Il (nuovo)PCI sostiene e promuove ogni forma di organizzazione e di lotta degli operai e dei lavoratori anche solo per difendere e migliorare le proprie condizioni di vita e di lavoro. Tra queste rientrano l’organizzazione segreta degli operai e dei lavoratori in tutti i contesti dove è forte la repressione padronale contro chi agisce pubblicamente e non ci sono rapporti di forza (cioè organizzazioni operaie legate alle masse popolari che il padrone non è in grado di attaccare) per agire pubblicamente, le attività “non alla luce del sole” che essi conducono per organizzare i loro compagni di lavoro contro i padroni e i loro agenti (in divisa poliziesca e sindacale), le operazioni militanti.

Quanto più abbiamo chiara la distinzione tra la clandestinità professionale del Partito e delle sue organizzazioni da una parte e la segretezza sporadica e a buon senso di singoli o di organismi operai e popolari dall’altra (vedasi su questo l’articolo Clandestinità del partito e operazioni clandestine di organismi e singoli esponenti delle masse popolari - A proposito di alcuni errori che serpeggiano nelle nostre file in La Voce 64 - marzo 2020), tanto più siamo in grado di estendere queste ultime, di usarle per educare alla lotta contro il legalitarismo e di farne il terreno per reclutare i più avanzati e decisi.


Insieme alla raccolta aggiornata, diffondiamo (in allegato, scaricabile ai seguenti link in formato Open Office o Word) alcune indicazioni e suggerimenti per rafforzare la sicurezza informatica.


Avanti nel rafforzamento del Partito, avanti nella guerra popolare rivoluzionaria che sfocerà nell’instaurazione del socialismo nel nostro paese!

Avanti nella lotta per cacciare il governo Meloni, che può perdere il pelo e ma non il vizio della sottomissione agli imperialisti USA e della complicità con i sionisti, e sostituirlo con un governo di emergenza popolare!


Appendice

1. Tecnica del lavoro clandestino per il lavoro interno

- VO 61 - marzo 2019:

Sulla Riforma Intellettuale e Morale dei membri e candidati del (nuovo)PCI

- VO 62 - luglio 2019:

Migliorare il nostro studio per diventare comunisti di tipo nuovo

Consigli per rendere lo studio proficuo

Combattere lo scetticismo nelle nostre file! Per dirigere un compagno bisogna imparare a conoscerlo

Domande al (n)PCI sulla clandestinità

- VO 64 - marzo 2020:

Sui metodi di lavoro

- VO 66 - novembre 2020:

I comunisti e la gestione delle relazioni personali: alcuni approfondimenti

Gli insegnamenti di un Comitato di Partito

- VO 67 - marzo 2021:

Creare una rete di sostegno attorno ai nostri CdP clandestini è possibile

- VO 68 - luglio 2021:

Rete di sostegno ai Comitati di Partito

- VO 70 - marzo 2022:

Correggere gli errori e promuovere la riforma intellettuale e morale

- VO 71 - luglio 2022:

Migliorare il metodo di lavoro dei CdP e costruirne di nuovi

Imparare a vedere i risultati della nostra azione

- VO 72 - novembre 2022:

Come comportarsi di fronte a situazioni nuove?

- VO 77 - luglio 2024:

Alcune questioni di orientamento e metodo della nostra azione


2. Tecnica del lavoro clandestino per l’attività di propaganda e alcune attività del lavoro esterno

- VO 65 - luglio 2020:

Elevare il livello della nostra propaganda murale per avanzare nel consolidamento e rafforzamento del Partito

- VO 68 - luglio 2021:

Forme dell’attività di propaganda dei CdP

- VO 70 - marzo 2022:

Combattere la mentalità infantile, trasformarci e trasformare i nostri Comitati di Partito

- VO 75 - novembre 2023:

Progettazione, realizzazione e rilancio

- VO 78 - novembre 2024:

Essere all’offensiva anche nella fase della difensiva strategica

- VO 79 - marzo 2025:

Linee guida per l’analisi del contesto in cui operano i Comitati di Partito

- VO 80 - luglio 2025:

Vademecum per operazioni militanti

- VO 81 - novembre 2025:

Alcune precisazioni sulle operazioni tattiche offensive nella fase di difensiva strategica


3. Tecnica del lavoro clandestino per il lavoro organizzativo

- VO 61 - marzo 2019:

Alla ricerca di embrioni di organizzazioni operaie e popolari!

Un’esperienza di reclutamento al Partito

Il lavoro del Comitato di Partito in una fabbrica

- VO 62 - luglio 2019:

Tre questioni sui Comitati di Partito

Criteri e principi per l’intervento dei CdP nelle aziende

- VO 64 - marzo 2020:

Clandestinità del Partito e operazioni clandestine

- VO 67 - marzo 2021:

Far fronte alla repressione del padrone e dei suoi agenti statali e sindacali

- VO 76 - marzo 2024:

Un metodo nuovo e semplice per mettersi in contatto e collaborare con il (n)PCI