Comunicati del (nuovo)PCI del 2026

Comunicato CC 07/2026 - 27 marzo 2026

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“NO Kings” né di destra né di centro-sinistra!

Usare anche la manifestazione del 28 marzo

- per coalizzare l’ostilità contro il governo Meloni intorno all’obiettivo di cacciarlo e sostituirlo con un governo di emergenza popolare che attua la Costituzione del 1948,

- per rafforzare la volontà di vincere e la fiducia che è possibile vincere rendendo ingovernabile il paese con una campagna di mobilitazioni, proteste, disobbedienza e insubordinazione finalizzata a questo obiettivo!

È in questo modo che impediamo a Meloni & C. di riorganizzarsi e allo stesso tempo mandiamo all’aria ogni piano di sostituirli con un altro governo sempre delle Larghe Intese ma a guida PD!


Con il voto del 22 e 23 marzo, le masse popolari non hanno detto NO solo alla riforma della magistratura. Hanno detto NO al governo Meloni e al programma comune della borghesia imperialista - l’agenda Draghi - che nel 2022 i vertici della Repubblica Pontificia gli avevano dato il mandato di continuare ad attuare. Quindi hanno detto NO anche a una versione edulcorata di tale programma: uguale nella sostanza di lacrime e sangue per le masse popolari, ma senza l’olezzo padronale, nostalgico del fascismo del secolo scorso, questurino, razzista e mafioso che emana dagli attuali partiti di governo.

Il polo PD delle Larghe Intese tenta e tenterà di usare l’esito del referendum per accreditarsi tra le masse popolari organizzate come alternativa al polo Meloni-Tajani-Salvini in vista delle prossime elezioni politiche.

Nel campo delle forze anti Larghe Intese va combattuta l’idea, dichiarata apertamente o meno, che di questi tempi il meglio a cui è possibile aspirare sarebbe una vittoria alle elezioni del 2027 del polo PD, condizionato da sinistra… come Bertinotti ha “condizionato” da sinistra il governo Prodi!

Per i lavoratori e il resto delle masse popolari un governo del polo PD vorrebbe dire “passare dalla brace alla padella”: sempre lacrime e sangue, solo condite da meno protervia, più parole di comprensione e promesse di tempi migliori.

Lo abbiamo già visti all’opera, con i governi Amato, D’Alema, Prodi, Renzi, Letta, Gentiloni. Dagli anni ‘90 del secolo scorso non c’è porcata che il polo PD non ha avallato, alternandosi o governando insieme al centro-destra: la privatizzazione dei servizi pubblici, delle industrie e banche pubbliche; la precarietà dei lavoratori; la “macelleria” messicana (a Napoli e a Genova nel 2001); la persecuzione degli immigrati, l’eliminazione della scala mobile, la riduzione delle pensioni, la riduzione del diritto di sciopero, di manifestazione e di organizzazione, la limitazione della libertà di stampa; le grandi opere pubbliche (TAV, Ponte sullo Stretto, ecc.); le esternalizzazioni, le delocalizzazioni, le ristrutturazioni delle aziende ai danni dei lavoratori; la degradazione e la distruzione dell’istruzione e della sanità pubbliche a vantaggio delle istituzioni clericali; la devastazione del territorio e dell’ambiente; la servitù agli imperialisti USA e la mano libera ai sionisti.

Ognuna delle mobilitazioni delle prossime settimane e mesi farà i conti con le manovre del polo PD e associati di sfruttare il risultato del referendum per raggranellare tra gli elementi avanzati delle masse popolari il seguito e il consenso sufficienti a ottenerne i voti nelle elezioni politiche del 2027.

Usare a nostro favore le manovre del polo PD di accreditarsi presso le masse popolari attraverso manifestazioni di piazza e altre iniziative di mobilitazione e di protesta!

Un’occasione è la manifestazione nazionale “NO Kings!” di sabato 28 marzo, promossa da una rete nazionale di organismi in vari modi collegati al polo PD delle Larghe Intese. Il loro appello alla mobilitazione fa leva sulla preoccupazione crescente tra le masse popolari per il corso disastroso delle cose imposto dalla borghesia imperialista nel nostro paese e nel mondo, ma nasconde le precise responsabilità di classe di tale corso. Dietro l’evocazione dei “re” del nostro tempo come nemici della libertà delle masse popolari, una parte dei promotori della manifestazione “NO Kings!” suddivide “equamente” la responsabilità politica per il corso disastroso delle cose tra i suoi effettivi promotori, la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti e UE, e le autorità di quei paesi che, capeggiati dalla Repubblica Popolare Cinese e dalla Federazione Russa, resistono alla Comunità Internazionale e contrattaccano. Nasconde che in ogni paese imperialista i fautori di questo corso disastroso delle cose afferiscono sia alla destra reazionaria sia a quella moderata. Trump negli USA prosegue e allarga quanto seminato dai suoi predecessori “democratici”: dall’estensione della Terza guerra mondiale all’inasprimento della guerra interna contro le masse popolari. Trump ha solamente ampliato i poteri delle squadracce dell’ICE, fondate decenni prima dal democratico Clinton ed entrate a pieno regime durante la presidenza del democratico Obama. Alimenta l’illusione che la salvezza possa venire da un Sánchez italiano, eretto dalla sinistra borghese nostrana a nuovo idolo così come aveva fatto con Zapatero, Obama e Tsipras.

La resistenza spontanea al programma comune della borghesia imperialista è la fonte della mobilitazione popolare che nell’autunno scorso ha “bloccato tutto” contro il genocidio sionista a Gaza e il 22 e 23 marzo ha bastonato il governo Meloni. Il 28 marzo a Roma convergeranno centinaia di migliaia di elementi avanzati delle masse popolari mossi da due urgenze che vengono prima di ogni arzigogolo da piattaforma elettorale.

Cacciare il governo Meloni! Che il 28 marzo sia un giorno di riscossa della fitta rete di organismi che con le mobilitazioni a sostegno della Resistenza palestinese dell’autunno scorso ha dato il primo avviso di sfratto a Meloni & C., che ha continuato a mobilitarsi dopo l’autunno sfidando vecchie e nuove leggi repressive e che al referendum del 22 e 23 marzo ha ribadito il suo NO al governo Meloni.

Porre fine al coinvolgimento del nostro paese nella Terza guerra mondiale! Che il 28 marzo sia un giorno di lotta contro la subordinazione del nostro paese agli imperialisti USA-NATO, la complicità con i sionisti di Israele e la gabbia dell’Unione Europea. L’aggressione alla Repubblica Islamica dell’Iran, che si avvale anche delle infrastrutture USA-NATO presenti in Italia, rende il nostro paese un bersaglio del legittimo contrattacco della Repubblica Islamica dell’Iran contro gli imperialisti USA e sionisti. Le conseguenze della speculazione finanziaria cui l’aggressione contro l’Iran ha dato adito aggravano le condizioni di vita delle masse popolari già provate dal pilota automatico dell’economia di guerra in vigore nel nostro paese dall’inizio della guerra per procura in Ucraina contro la Federazione Russa.


Il movimento comunista cosciente e organizzato e la parte più determinata a vincere dell’opposizione politica, sindacale e sociale al governo Meloni e al sistema delle Larghe Intese hanno il compito di far emergere in ognuna delle mobilitazioni del prossimo periodo la parte decisa a farla veramente finita con i governi della guerra e dell’economia di guerra, a “dismettere un sistema politico”, a “costruire e mettere in pratica nuove forme di democrazia e giustizia sociale anziché predicare il ritorno del tempo che fu, come se la destra avesse rotto un equilibrio da restaurare”.

Fa un cattivo servizio alla lotta di classe chi, in nome dell’autonomia dal polo PD e del rifiuto di prestare il fianco alle sue manovre, disdegna di partecipare a manifestazioni come quella del 28 marzo e lascia così cadere la richiesta di orientamento e direzione che viene da chi scende in piazza.

Serve all’opposto rafforzare l’ostilità contro il governo Meloni per creare un’ampia convergenza attorno all’obiettivo di mandarlo a casa rendendo ingovernabile il paese: in questo modo anche le elezioni diventano uno strumento di una lotta più generale, di una lotta in corso, di una lotta con alla testa dirigenti determinati a tutto per vincere. Vuol dire rifare quello che il movimento popolare ha dimostrato di saper fare molto bene nell’autunno 2025 “bloccando tutto” a sostegno della Global Sumud Flotilla e che i metalmeccanici emiliani aveva mostrato in anteprima al paese intero già a giugno 2025, ma questa volta con un obiettivo politico chiaro, d’attacco, che ne sintetizza le aspirazioni. Vuol dire promuovere il protagonismo operaio e popolare in ogni iniziativa di opposizione, espandere il numero delle organizzazioni operaie e popolari e allargare il raggio d’azione delle proprie iniziative, fare di ogni lotta rivendicativa un problema d’ordine pubblico e politico, di ogni denuncia del corso disastroso delle cose un appello alla mobilitazione generale. Partendo dal 28 marzo, passando dalle mobilitazioni a sostegno della nuova Flotilla in partenza per Gaza fino alle celebrazioni dei prossimi 25 Aprile e 1° Maggio. Serve valorizzare la volontà di porre fine al coinvolgimento del nostro paese nella Terza guerra mondiale per procedere più rapidamente nella creazione delle condizioni per la costituzione di un governo di emergenza popolare. Serve formare un Comitato di Liberazione Nazionale che raccolga esponenti e organismi decisi a sottrarre il paese alla morsa degli imperialisti USA, sionisti e UE. Questa è la responsabilità delle organizzazioni politiche, sindacali e sociali che capeggiano la lotta contro il governo Meloni e anche di coloro che oggi fanno la fronda di sinistra del polo PD (dai promotori della manifestazione NO Kings ai parlamentari M5S combattivi come Stefania Ascari) ma non vogliono essere complici di un governo del polo PD che prosegue la linea del governo Meloni: senza scimmiottatura dei fascisti del secolo scorso, ma comunque eversore della Costituzione del 1948, servo del Vaticano, dei padroni e dei mafiosi, zerbino degli imperialisti USA-NATO e sionisti, compare degli imperialisti UE.


La Terza guerra mondiale in cui la borghesia imperialista ha fatto piombare il mondo costituisce, insieme al disastro ecologico, il frutto avvelenato della sopravvivenza del sistema imperialista. L’alternativa di civiltà e benessere alla Terza guerra mondiale e alla devastazione dell’ambiente è la rivoluzione socialista, l’instaurazione del socialismo e la transizione verso il comunismo che sarà unione internazionale e fraterna di tutti i popoli e le nazioni sulla base della gestione collettiva e pianificata dell’attività economica. Il socialismo è la fase in cui l’umanità forgerà su scala grande e crescente questo nuovo ordine mondiale di progresso, pace e civiltà. Compito specifico di noi comunisti è trasformare il malcontento, l’indignazione e la ribellione delle masse popolari in una guerra diretta a porre fine al dominio della borghesia imperialista, al suo modo di produzione e agli ordinamenti che su di esso si basano e a instaurare un regime socialista. Nella nostra azione politica (cioè per prendere il potere) partiamo dalla resistenza che le masse popolari oppongono - anche senza il nostro intervento: per questo la chiamiamo resistenza spontanea - alla Terza guerra mondiale, alla devastazione ambientale e agli altri effetti della seconda crisi generale del capitalismo, ma per rafforzare questa resistenza, elevarla e trasformarla in forza organizzata, per farla confluire nel fiume della rivoluzione socialista, della guerra popolare rivoluzionaria contro la borghesia imperialista che noi comunisti promuoviamo, che mobilitiamo le masse popolari a condurre e che dirigiamo. La lotta per costituire un governo di emergenza delle masse popolari organizzate, quello che chiamiamo Governo di Blocco Popolare, è un aspetto di questa nuova guerra di liberazione, è una parte della rivoluzione socialista in corso. La rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato e il rafforzamento del (nuovo)PCI sono il fattore decisivo di un suo sviluppo più rapido. La clandestinità del Partito è la condizione per condurre ogni nostra operazione liberi dal controllo poliziesco e con autonomia ideologica dal nemico nonché per reimpiegare le nostre forze anche nel caso in cui cambino le condizioni della lotta che conduciamo. Con la certezza granitica che il comunismo è il futuro dell’umanità, che la fiducia della classe operaia e delle masse popolari nelle proprie forze può cambiare il mondo ma tale fiducia non sorge spontaneamente, sta a noi comunisti farla sorgere.


Arruolarsi nel (nuovo)PCI!

Costituire clandestinamente in ogni azienda capitalista, in ogni azienda pubblica, in ogni istituzione e in ogni centro abitato un Comitato di Partito che elevi di livello la lotta per il Governo di Blocco Popolare e il socialismo!






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