Il mondo della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati, dei padroni, dei pescecani della finanza, dei ricchi, degli alti prelati e dei loro professori e generali è sottosopra. Il loro sistema di relazioni internazionali sta saltando, persino i caporioni della borghesia imperialista e i loro rappresentanti politici riconoscono apertamente, per dirla con le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che “il vecchio ordine mondiale non esiste più” (... Leggi il testo completo del comunicato)
Il governo Meloni è il governo più autorevole che i vertici della Repubblica Pontificia sono riusciti a mettere insieme ed è anche il governo più reazionario (contro le masse popolari) e più autoritario di quelli che lo hanno preceduto. Dalla repressione delle manifestazioni di piazza al divieto di organizzazione e di manifestazione sindacale, dalle infiltrazioni e campagne mediatiche contro organismi politici, sindacali e popolari alle intimidazioni e cariche di polizia contro cortei e presidi, dai fogli di via e fermi preventivi agli arresti e perquisizioni contro i sostenitori della Resistenza palestinese, dalla militarizzazione dei territori al maggiore attivismo di Carabinieri, Guardia di Finanza e Forze Armate: il governo Meloni e i suoi padrini fanno ricorso su scala crescente alla repressione per mantenere il loro ordine pubblico, che per la classe dominante significa sostanzialmente tenere sottomesse le masse. Che il paese vada a pezzi tra frane e cicloni, che milioni di uomini e donne siano senza lavoro dignitoso e senza un ruolo nella società, che ogni giorno ci siano tre e più lavoratori uccisi sul posto di lavoro sono tutti effetti collaterali dell'ordine della borghesia imperialista! ...
... Nonostante l’opera di “prevenzione” del governo Meloni, le minacce e il terrorismo mediatico, il corteo nazionale contro lo sgombero di Askatasuna è stato un successo e la piazza di Torino è stata tutt’altro che docile e impaurita: non si è solo difesa dalla polizia e dalle provocazioni del governo che da mesi tenta di sedare la mobilitazione popolare, ma ha contrattaccato con l’obiettivo di riconquistare lo spazio sociale sgomberato e alzare il tono della mobilitazione popolare. In poche parole, di rispondere a tono alla guerra che i vertici della Repubblica Pontificia stanno conducendo contro le masse popolari del nostro paese. Una risposta legittima, anzi necessaria e che ha dimostrato che è possibile scendere in piazza e non solo difendersi, ma anche contrattaccare! (...)
Ai promotori e ai partecipanti del forum “Dalle piazze all’alternativa” (24 gennaio, h.10 Nuovo Cinema Aquila - Roma)
1) Le contraddizioni si acutizzano velocemente, come dimostrano i ripetuti colpi di mano dell’amministrazione USA e la precipitazione di tutti i teatri di crisi internazionali. Di fronte a questa velocizzazione la mobilitazione politica è oggi più forte di quella sociale?
2) Ma se nel paese cresce una domanda di politica e indipendenza politica adeguata alla turbolenta e violenta fase storica che stiamo attraversando, le forze che agiscono per una alternativa politica di sistema come possono e devono rispondere a tale esigenza? Come possono e devono individuare le forme della sedimentazione delle forze che si stanno esprimendo in questi mesi?
Sono i due temi/quesiti su cui Rete dei Comunisti chiama “le forze che agiscono per una alternativa politica di sistema” a confrontarsi e discutere nel convegno dal titolo “Dalle piazze all’alternativa”...