La Voce 81 - novembre 2025
Sulla Terza guerra mondiale
La guerra in corso
Siamo già nella Terza guerra mondiale o andiamo verso la Terza guerra mondiale?
Dare una risposta precisa e scientificamente fondata a questa domanda è necessario per dare un orientamento giusto alla nostra azione. Non solo sul terreno della strategia (la via che seguiamo per instaurare il socialismo), ma anche su quello della tattica: elaborare linee, iniziative e parole d’ordine di fase e particolari (per ogni settore, zona, territorio e gruppo sociale in cui operiamo), attuarle con creatività, agire con fermezza strategica e flessibilità tattica. Più nello specifico, è necessaria per dare alle grandi mobilitazioni dei mesi scorsi il seguito e l’alimento di cui hanno bisogno, per arrivare al risultato che ne realizza le aspirazioni e per il quale hanno creato condizioni superiori: cacciare il governo Meloni e sostituirlo con un governo che dia il via a un nuovo corso delle cose. È anche, per ogni comunista, la base per valutare la propria condotta, per adottare una condotta coerente e conseguente in ogni ambito della propria vita.
Intellettuali delle classi dominanti, numerosi esponenti della sinistra borghese e anche sinceri comunisti persistono nel ritenere che in questi anni stiamo solo andando verso la Terza guerra mondiale (3GM). Nel movimento comunista questa tesi fuorviante trova spazio perché le forme della 3GM sono differenti da quelle della Seconda guerra mondiale (2GM), come le forme di questa furono differenti da quelle della Prima guerra mondiale (1GM). In realtà, da quando tra la fine del secolo XIX e l’inizio del XX la società borghese è entrata nella sua fase imperialista, la guerra mondiale è diventata uno sbocco possibile del corso delle cose. In questo infatti si contendono tra loro la guerra promossa da gruppi e Stati imperialisti per far fronte alla crisi per sovrapproduzione assoluta di capitale che attanaglia il sistema capitalista e la rivoluzione proletaria (rivoluzione socialista o rivoluzione di nuova democrazia) promossa dai partiti comunisti e dagli Stati socialisti.
Nel loro intervento alla Conferenza internazionale “Fermare la Terza guerra mondiale degli imperialisti USA, sionisti ed europei” tenutasi a Roma il 27 settembre nell’ambito della Festa nazionale della Riscossa Popolare, i compagni del P.CARC, nostro partito fratello, hanno illustrato in modo chiaro la risposta alla domanda di cui sopra. Ne pubblichiamo quindi uno stralcio (con poche note della redazione tra parentesi quadre), a cui seguono una precisazione sulla seconda crisi generale del capitalismo e articoli di approfondimento.
Intervento del P.CARC alla Conferenza internazionale di Roma
1. La 3GM è già in corso o andiamo verso la 3GM?
Le oscillazioni su questo sono dovute al fatto che la 3GM si svolge in modo diverso sia dalla Prima sia dalla Seconda guerra mondiale, in forme che rispecchiano a) il carattere collettivo che l’attività economica ha oramai assunto, a diversi livelli, in tutti i paesi nell’epoca imperialista e in particolare con la globalizzazione, b) il ruolo che di conseguenza le masse popolari hanno assunto anche nell’attività politica, c) le eredità della prima ondata rivoluzionaria.
- La 3GM non è solo e ovunque scontro militare, consiste principalmente nel rendere impossibile il funzionamento del paese nemico o nel ridurre la classe dirigente del paese nemico a non accettare l’ulteriore distruzione che il proseguimento delle guerra comporterebbe. Ha la forma di “guerra ibrida”: far collassare i governi, sovversione, intossicazione dei cuori e delle menti per mezzo dei media di regime e di altri strumenti digitali, sconvolgimento del sistema economico, guerra dei dazi, corsa al riarmo ed economia di guerra all’interno dei singoli paesi, paralisi del sistema finanziario, decine di guerre locali in cui le potenze imperialiste hanno un peso importante (guerre per interposta persona).
- La 3GM non si svolge tra Stati imperialisti come la 1GM, che la borghesia chiuse repentinamente dopo la vittoria della Rivoluzione d’Ottobre di fronte al rischio del contagio del “sistema dei soviet” nel resto d’Europa. Già la 2GM non fu solo guerra tra Stati imperialisti: nacque come guerra dei gruppi e Stati imperialisti contro l’URSS, ma il movimento comunista, tramite l’azione diplomatica dell’URSS (il patto Molotov-Ribbentrop del 1939) e dell’Internazionale Comunista (promozione della mobilitazione antifascista, della lotta per l’instaurazione del socialismo delle masse popolari dei paesi imperialisti, della lotta anticoloniale dei popoli dei paesi oppressi), la fece diventare guerra del Reich & C. contro Francia e Inghilterra e poi di Inghilterra e USA alleati con l’URSS contro il Reich (nel 1945 il Reich provò a riportarla a guerra contro l’URSS, ma senza riuscirvi). La 3GM è la guerra della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e annessi, in alleanza e concorrenza tra loro, su diversi teatri in ognuno dei quali con ragioni ben precise [tra gli Stati imperialisti la forma principale che ha la 3GM è quella della guerra commerciale: la “guerra dei dazi” promossa su ampia scala dall’amministrazione USA dopo l’insediamento di Trump - ndr].
Media di regime ed esponenti borghesi agitano il rischio della guerra nucleare per distogliere l’attenzione delle masse dalla guerra che c’è già, dalla guerra in cui sono già coinvolte anche dove non sono bombardate o mandate a combattere. La società borghese ha oramai un carattere collettivo tale che, per criminali che siano i borghesi nella loro condotta nei confronti delle masse, ci vorrebbe un accordo troppo vasto nella classe dominante per adottare misure distruttive (omicide e suicide) universali quali comporterebbe l’uso di armi nucleari, che oramai sono disponibili oltre che a Stati imperialisti (USA, Gran Bretagna, Francia) anche alla Repubblica Popolare Cinese e alla Corea del Nord, con la Federazione Russa che ha un ruolo particolare [quindi possono usarle solo come deterrente: non a caso armi nucleari furono usate solo una volta, dagli imperialisti USA nel 1945 in Giappone (su Hiroshima e Nagasaki) come minaccia contro l’URSS - ndr].
2. Ci sono imperialisti guerrafondai e imperialisti non guerrafondai?
La tesi che ci sono imperialisti non guerrafondai prende spunto dalle iniziative di Trump per chiudere la guerra in Ucraina, mentre Macron, Merz e Starmer operano per continuarla anche con operazioni di “falsa bandiera” come quelle dei giorni scorsi in Polonia e nei paesi baltici. È una tesi che però non tiene conto
- delle contraddizioni di interessi tra gruppi imperialisti. Trump è il portavoce di quella parte degli imperialisti USA che dà ormai per persa la partita in Ucraina, quindi è per chiuderla e concentrare le mire nell’Indo-Pacifico; gli imperialisti UE sono per continuare la guerra in Ucraina perché l’allargamento a est è per essi di “interesse vitale”: dove potrebbero allargarsi in alternativa?
- della natura della crisi generale del capitalismo. La 3GM non è frutto della follia o dei calcoli sbagliati di uno o dell’altro dei membri della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti (USA, sionisti, europei e associati) e dei criminali che sono a capo dei governi dei loro paesi. La guerra è la soluzione di ultima istanza a cui la borghesia imperialista ricorre per far fronte alla crisi generale del suo sistema, crisi che ha la sua fonte nella sovrapproduzione assoluta di capitale.
Giusto cento anni fa Stalin - nel Rapporto politico del Comitato Centrale, 18 dicembre 1925 - affermava che quando gli operai dei paesi capitalisti avranno acquistato la fiducia nelle proprie forze e la coscienza di essere capaci di fare a meno della borghesia e non solo di demolire ciò che è vecchio, ma anche di edificare il nuovo (il socialismo), questo sarà l’inizio della fine del capitalismo e il segno più sicuro della vittoria della rivoluzione proletaria.
Questa fiducia e questa coscienza, tanto più dopo l’esaurimento della prima ondata della rivoluzione proletaria (1917-1976) e la dissoluzione dell’URSS e delle Democrazie Popolari dell’Europa orientale (1991), dobbiamo portarle noi comunisti nella classe operaia. Quindi il punto di partenza sono la coscienza, la fiducia e la volontà (dedizione alla causa) dei comunisti: la coscienza che la 3GM è il risultato del sistema di relazioni sociali vigente nei paesi imperialisti e del sistema di relazioni internazionali che essi hanno imposto nel mondo e che per porre fine alla 3GM bisogna porre fine a quel sistema, cioè instaurare il socialismo; la fiducia che fare la rivoluzione proletaria è possibile oltre che necessario perché il socialismo è il parto di cui la società attuale è gravida, la fiducia che dipende da noi comunisti che il parto avvenga; la volontà di combattere e vincere.
La nostra fiducia e volontà non sono né speranza né fede: nascono dalla conoscenza delle leggi di sviluppo della società umana, in particolare della società borghese, scoperte dai fondatori del movimento comunista cosciente e organizzato e dalla verifica che il corso delle cose segue tali leggi. Sono cioè fondate sulla scienza comunista.