La Voce 81 - novembre 2025
Sulla Terza guerra mondiale
La guerra in corso
Un quadro della Terza guerra mondiale
1. I conflitti armati nel mondo
Qui di seguito diamo una sommaria presentazione di conflitti - ad alta e bassa intensità, interstatali (tra due o più Stati) e intrastatali (tra più forze dello stesso paese: milizie ideologicamente orientate e no, bande criminali, ecc. che si contrappongono tra loro e a istituzioni statali) - che compongono il quadro della Terza guerra mondiale (3GM) prodotta dallo sconvolgimento economico, culturale, politico, diplomatico e militare in corso nel mondo ancora dominato dalla Comunità Internazionale (CI) dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati.(1)
Nell’articolo citiamo 42 conflitti in corso nel mondo, compresa la guerra civile in espansione negli USA. La maggior parte di essi sono intrastatali e coinvolgono circa un centinaio di paesi in tutti i continenti, tranne che in Oceania.(2)
I principali strumenti di partecipazione di paesi della CI nei conflitti sono:
- “operazioni antiterrorismo” all’interno dei confini nazionali e all’esterno;
- interventi militari di un paese contro un altro;
- missioni di “peacekeeping” (mantenimento della pace) propiziate e organizzate dalle Nazioni Unite;
- finanziamento e sostegno a gruppi militari e paramilitari oppure a governi fantoccio asserviti alla CI.
Il continente più colpito dai conflitti elencati è l’Africa (17), seguita da Asia (15), America (9) ed Europa (1, considerando Ucraina e Russia come paesi geograficamente in parte europei).
1. Il nostro elenco non comprende il Venezuela perché, dopo la vittoria sostanziale sulle bande delinquenziali interne e con collegamenti internazionali (Tren de Aragua su tutte) e la marginalizzazione politica della destra golpista, le Forze Armate Nazionali Bolivariane, le Forze dell’Ordine e la Milizia Popolare non si sono ancora scontrate militarmente con le Forze Armate USA - principale minaccia alla sovranità nazionale venezuelana - le quali stanno preparando il terreno per attaccare il paese militarizzando i Caraibi.
Non comprende neanche Cambogia e Thailandia perché gli scontri militari tra i due paesi asiatici sono durati pochi giorni nel luglio 2025 e sono terminati con un cessate il fuoco mediato anche dalla Repubblica Popolare Cinese. Attualmente, quindi, non sono in corso operazioni armate tra i due Stati, sebbene la disputa territoriale relativa alle aree frontaliere permanga e si traduca anche in sporadici scontri militari.
Ai lettori che vogliono allargare la loro conoscenza dei conflitti in corso segnaliamo Tutte le guerre del mondo di Sofia Cecinini edito nel 2025 da PaperFIRST, casa editrice legata a il Fatto Quotidiano.
2. Non trattiamo della Nuova Caledonia perché ufficialmente è territorio francese.
1. America
- USA
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra tutte le forze repressive statali (Forze Armate e riservisti della Guardia Nazionale, Forze dell’Ordine, magistratura, FBI, CIA, NSA, ICE, ecc.) e gruppi organizzati o singoli individui insofferenti per il corso delle cose imposto dalla classe dominante.
Lo scontro in crescendo sta assumendo le forme di una guerra civile sempre più dispiegata, una guerra che ha molti promotori con interessi antagonisti: essi non collaborano tra loro, ma tutti contribuiscono a minare il complesso militare-industriale-finanziario USA.
Le principali caratteristiche della guerra civile in corso negli USA sono: la più alta percentuale nel mondo della popolazione costituita da detenuti (1.9 milioni - dati 2025 del Dipartimento di Giustizia - su una popolazione totale di 340 milioni) e da vittime di altre forme della repressione statale; un’alta percentuale di tossicodipendenti e un alto numero di stragi (risultato dell’intossicazione delle menti e dei cuori delle masse popolari); una bilancia commerciale cronicamente deficitaria connessa allo sfruttamento intensivo da parte di capitalisti USA di lavoratori immigrati in territorio USA o nei rispettivi paesi; la disoccupazione e il lavoro precario ampiamente diffusi; le persecuzioni razziali e politiche; l’aumento della violenza contro le donne (le leggi contro il diritto all’assistenza sanitaria in caso di interruzione volontaria della gravidanza sono solo un esempio); le crescenti difficoltà degli studenti (tasse scolastiche e affitti) e dei giovani in generale; la diffusione incontrollata delle armi che è una tradizione USA e fonte di grandi profitti per produttori e commercianti; la devastazione dell’ambiente e l’inquinamento (estrazione di petrolio e gas da fonti non convenzionali).
Relazione che il conflitto ha con la crisi generale del capitalismo (CGC): lo scontro multiforme (non solo militare, ma anche economico, politico, culturale, ecologico) negli USA è legato da un lato alla promozione della 3GM da parte dei gruppi imperialisti locali, dall’altro allo sviluppo della rivoluzione socialista nel centro del sistema imperialista mondiale (il corso delle cose alimentato dalla borghesia imperialista USA promuove lo sviluppo di una crescente resistenza spontanea delle masse popolari e, quindi, di un terreno favorevole all’avanzamento della rivoluzione proletaria).
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: fazioni dei gruppi imperialisti USA che soffiano apertamente sulla mobilitazione reazionaria di massa.
- Messico
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e le Forze dell’Ordine da un lato e i cartelli di narcotrafficanti che si dedicano al terrorismo, caratterizzato da attività paramilitari contro la popolazione civile, traffico di armi, rapimenti finalizzati all’estorsione, gestione dei flussi migratori provenienti dal Messico stesso e dal resto del Sudamerica e diretti verso gli USA.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: sottomissione economica (tramite il dominio di monopoli USA in alcuni settori produttivi messicani, per esempio l’agroindustria) finalizzata alla dipendenza politica e all’esclusione del Messico dai rapporti multilaterali con il blocco BRICS+ (del quale il paese non fa parte) e, più specificamente, con la Repubblica Popolare Cinese, il Brasile e la Federazione Russa.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, i quali si servono della criminalità organizzata per alimentare la mobilitazione reazionaria di massa. L’attuale amministrazione Trump ha dichiarato i cartelli messicani “organizzazioni terroriste”, riservandosi il diritto di intervenire nel paese vicino come avvenuto in Afghanistan, Pakistan, Siria e Somalia per combattere i jihadisti. Il principale obiettivo dei gruppi imperialisti USA in questo paese è rendere inservibile la struttura statale locale, imponendole dipendenza dall’intervento estero: aiuti umanitari, linee di credito internazionale (Fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale) per il finanziamento del debito pubblico, consulenze “indipendenti” da parte di ONG in materia politica e culturale per rendere governi e istituzioni pubbliche locali succubi degli stessi gruppi imperialisti.
- Haiti
Tipo di scontro militare: attori non statali (bande) che rivaleggiano tra loro per il controllo territoriale (principalmente nella capitale Port-au-Prince) e contro lo Stato haitiano, di fatto ridotto al fallimento dall’ingerenza sistematica degli imperialisti USA ai quali si associano in posizione subordinata gli imperialisti europei e fazioni della borghesia compradora latinoamericana.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA. Ad Haiti essi favoriscono l’instabilità politica, economica e sociale attraverso il traffico di armi, di droga e di esseri umani che alimenta le bande locali. Tra 2022 e il 2025, il conflitto interno ha causato più di 5mila morti, qualche migliaia di feriti e di rapiti e circa 600mila sfollati.
- El Salvador
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze dell’Ordine e Forze Armate (in quest’ordine) da un lato e le bande (“pandillas”) storicamente dedite a estorsioni, narcotraffico, traffico di esseri umani. Tali bande hanno intessuto nel corso degli ultimi quarant’anni strette relazioni con gruppi criminali e imprenditoriali in territorio statunitense (il caso più eclatante è quella della Mara Salvatrucha). A oggi più di 84mila individui sono privati di libertà da parte del governo di Nayib Bukele (eletto nel 2019 e rieletto nel 2024, ammiratore di Trump e dei vari reazionari che hanno governato e che ancora parzialmente governano in America Latina) che ha fatto della lotta alle bande - cominciata ufficialmente nel 2022 - il suo cavallo di battaglia. Il governo USA sostiene l’imposizione dello stato d’eccezione da parte del governo salvadoregno, caratterizzato principalmente dalla “mano dura” contro la criminalità organizzata locale e contro il dissenso politico.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo tramite la stretta collaborazione (dipendenza) tra le autorità statali salvadoregne e quelle USA nella lotta al “terrorismo”.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, i quali hanno finanziato sotto banco varie delle bande in funzione anticomunista negli anni ‘70-‘90 (vedi la lotta contro il Fronte Farabundo Martí di Liberazione Nazionale e l’uso del territorio salvadoregno come retroterra per i gruppi controrivoluzionari nicaraguensi contro i sandinisti), seminando divisione politica e alimentando quella sociale.
- Colombia
Tipo di scontro militare: attori non statali (gruppi guerriglieri, quelli sorti dalla dissidenza delle FARC-EP dopo la firma degli Accordi di Pace del 2016, quelli già precedentemente attivi come l’ELN - Esercito di Liberazione Nazionale, organizzazioni narco-paramilitari) che combattono tra loro e contro lo Stato (Forze Armate, polizia, magistratura, servizi segreti interni). Almeno dagli anni ‘60 le organizzazioni narco-paramilitari hanno lavorato al servizio della borghesia locale contro la guerriglia rivoluzionaria impersonata principalmente dalle FARC-EP e da altri gruppi come ELN e M-19 (quello da cui proviene l’attuale presidente Gustavo Petro).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: destabilizzazione prolungata di un paese oppresso la cui struttura politico-economica e militare è stata dominata (e in larga parte continua a esserlo) dai gruppi imperialisti USA che si servono della classe dominante locale (borghesia compradora latinoamericana che si giova del narcotraffico, del traffico di armi ed esseri umani) per dividere il paese, a partire dai tentativi di ingerirsi nelle decisioni del governo Petro, eletto nel 2022.
Gruppi imperialisti prevalenti nello scontro: USA, europei (prendendo a pretesto “protezione ambientale” dell’area amazzonica, interscambio culturale, cooperazione commerciale) e sionisti (avvalendosi della vendita di armi e sistemi d’arma allo Stato colombiano e sistemi di spionaggio diretti a reprimere il dissenso) con i primi prevalenti.
- Ecuador
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e le Forze dell’Ordine da un lato e le organizzazioni narcotrafficanti insediate principalmente nell’area costiera di Guayaquil, la zona tradizionalmente più florida del paese sul piano economico-commerciale e finanziario.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo tramite sottomissione finanziaria (vedi il ruolo del Fondo Monetario Internazionale nella concessione di prestiti onerosi per far fronte a debito pubblico elevato e inflazione crescente) e devastazione ambientale (estensione di territori votati alle piantagioni di banane, ananas e altri frutti tropicali e installazione di stabilimenti chimici altamente inquinanti).
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, i quali tramite l’amministrazione Trump ufficialmente sostengono il governo attuale presieduto da Daniel Noboa (facilitatore del narcotraffico attraverso il suo impero bananiero) nella lotta al narco-paramilitarismo.
- Perù
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra Forze Armate e Forze dell’Ordine da un lato e dall’altro organizzazioni criminali dedite al narcotraffico e gruppi guerriglieri che si ispirano al marxismo-leninismo-maoismo-pensiero Gonzalo attivi nella selva amazzonica.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo.
Gruppi imperialisti prevalenti nello scontro: USA.
- Argentina/Cile
Tipo di scontro militare: attori non statali (gruppi politici, sindacali, culturali e organizzazioni armate mapuche) contro gli Stati argentino e cileno.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: oppressione nazionale di popoli indigeni, sottomissione politica di entrambi gli Stati finalizzata allo sfruttamento di risorse naturali (rame, litio, nichel, acqua dolce, ecc.) e devastazione ambientale (il caso della Patagonia è emblematico).
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, sionisti ed europei con i primi prevalenti.
2. Europa
- Ucraina/Russia
Tipo di scontro militare: interstatale, tra le Forze Armate e altri organismi statali russi e ucraini, con intervento sotto copertura di truppe NATO coadiuvate da mercenari provenienti da tutti i continenti, in particolare dall’America (USA, Colombia, Brasile, Perù, Messico) e dall’Europa (Regno Unito, Germania, Spagna, Slovenia, Italia).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: insieme all’intensificazione del genocidio e della pulizia etnica del popolo palestinese messa in campo dai sionisti nella Striscia di Gaza e in misura diversa in Cisgiordania, il conflitto in Ucraina rappresenta l’articolazione regionale più importante della 3GM.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA con quelli europei a supporto finanziario e militare.
3. Africa
- Marocco/Sahara occidentale
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate reali e il Fronte Polisario, organizzazione guerrigliera fondata nel 1973 che conduce la lotta di liberazione nazionale del popolo sahrawi ed è supportata politicamente, diplomaticamente ed economicamente dall’Algeria.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: colonialismo, incremento dell’ingovernabilità dell’area magrebina e aumento della conflittualità interna al continente africano.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei (francesi e spagnoli, in particolare) in posizione secondaria. Il coinvolgimento USA nella guerra nel Sahara Occidentale varia di intensità nel tempo. Gli USA forniscono alla monarchia marocchina sostegno in quattro campi fondamentali: politico, diplomatico, economico e militare.
- Libia
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra gli eserciti facenti capo a due governi che reclamano legittimità politica: uno installato a Tobruk-Bengasi (Cirenaica), espressione della volontà della gran massa della popolazione libica che l’ha votato nel 2014 e continua a supportarlo, e l’altro a Tripoli (Tripolitania), frutto della combinazione di milizie jihadiste di fatto sostenute dalla CI. Ai due eserciti si associano - in supporto a essi o in opposizione - gruppi tribali che si dedicano al contrabbando di armi, di droga ma soprattutto al traffico di esseri umani.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei. Gli USA sostengono il “Governo di Unità Nazionale” di Tripoli, riconosciuto anche dai governi italiani che si sono succeduti dal 2011 (anno della dissoluzione della Jamahirya guidata dal colonnello Muammar Gheddafi), responsabile della schiavitù di decine di migliaia di migranti subsahariani e del saccheggio di risorse energetiche e finanziarie del popolo libico.
- Niger, Mali e Burkina Faso (Alleanza degli Stati del Sahel), Ciad
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine di ciascun paese (con il supporto di milizie popolari autorganizzate, soprattutto in Burkina Faso) e gruppi jihadisti e secessionisti (Boko Haram, Stato Islamico, Fronte di Liberazione dell’Azawad e altri minori). Nei primi tre paesi governano giunte militari progressiste (il caso più esemplare è quello burkinabé), che tra il 2023 e il 2024 hanno cacciato le truppe francesi (installate in questi paesi dopo la proclamazione formale d’indipendenza sulla base di una rete di patti difensivi costruita da governi-clienti) e si sono ripetutamente espresse a favore della decolonizzazione dei propri paesi, rafforzando la cooperazione bilaterale con la Federazione Russa, la RPC, il Venezuela bolivariano, la Bielorussia e altri paesi non allineati agli interessi della CI. Invece in Ciad governa una giunta militare che non ha un chiaro carattere progressista e antimperialista, pur essendo tuttavia avanzata nella cacciata delle truppe francesi (l’accordo di cooperazione militare tra i due paesi è stato annullato nel 2024).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: il terrorismo fomentato dalla CI è funzionale alla frammentazione politico-economica e diplomatica dei tre paesi, che dal 2024 hanno costituito un’associazione interstatale. Inoltre, lo scontro si lega al conflitto in Ucraina, con l’addestramento di jihadisti locali (soprattutto in Mali) da parte delle Forze Armate ucraine per contrastare l’influenza russa nella regione.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei (francesi).
- Sudan
Tipo di scontro militare: intrastatale (nella forma della guerra civile), cominciato nel 2023 e avente come protagonisti l’esercito regolare sudanese - guidato dal generale Abdel Fattah Al-Burhan - e le Forze di Supporto Rapido (FSR), organizzazione paramilitare con a capo Mohamed Hamdan Dagalo. Prima di entrare in conflitto, le due parti si sono coalizzate nel 2019 per destituire il presidente Omar Al-Bashir, il quale ha cercato di bilanciare nel corso degli anni la forza dell’esercito regolare, attribuendo maggiori poteri alle FSR, creando un contrappeso che avrebbe impedito alle truppe di Al-Burhan di rovesciare il governo. La destituzione di Al-Bashir alimentò ulteriormente l’instabilità politica che già imperversava nel paese, frutto anche di pressioni esterne provenienti dai gruppi imperialisti USA, europei e sionisti. I due comandanti militari coalizzatisi diedero vita a un governo militare-civile di transizione che favorì la prima componente a discapito della seconda; nessuna delle due fazioni cedette, dando origine ad aprile del 2023 alla guerra civile.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA. A questi si aggiungono i governi e i gruppi affaristico-mafiosi di Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Turchia, Egitto, i quali supportano l’una o l’altra parte sulla base dei propri interessi: il controllo politico ed economico del Sudan permette ai vari attori stranieri in lotta di disporre di risorse come oro e petrolio.
- Nigeria
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra Forze Armate e Forze dell’Ordine da una parte e gruppi terroristi (ISIS, Boko Haram) dall’altra.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo e contrasto all’influenza del BRICS+, di cui la Nigeria è parte in qualità di “paese associato”.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
- Etiopia
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra Forze Armate e il Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè, organizzazione guerrigliera attiva nell’omonima regione etiope e supportata storicamente dal governo eritreo.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: indebolimento di un paese membro dei BRICS+, sovversione finalizzata alla disarticolazione della struttura statale, allontanamento dalla RPC.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
- Somalia
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate di Mogadiscio e Al-Shabab (organizzazione affiliata ad Al-Qaeda). A questo scontro si aggiunge quello “a bassa intensità” con le autorità autoproclamate del Puntland e Somaliland, regioni secessioniste non riconosciute a livello internazionale.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: sottomissione politica ed economica di un territorio strategico nel Corno d’Africa strettamente connesso ai traffici commerciali nel Mar Rosso.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, europei (britannici) e sionisti, in quest’ordine. Gli USA partecipano ancora oggi a missioni ONU nel paese tramite AFRICOM, ovvero il comando del Dipartimento di Guerra USA adibito agli interventi in tutto il continente africano.
- Repubblica Centrafricana
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine e gruppi terroristi di matrice islamista (Anti-balaka, ISIS, Boko Haram).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo e contrasto all’influenza militare della Federazione Russa, la quale prima (fino all’estate 2025) si è servita della compagnia militare privata “Gruppo Wagner” per combattere i gruppi terroristi e poi di truppe regolari.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: europei e USA.
- Camerun
Tipo di scontro militare: intrastatale (guerra civile) tra le Forze Armate e di polizia e gruppi indipendentisti (Forze di Difesa del Camerun meridionale e altri gruppi) nel nord-ovest (a maggioranza francofona) e nel sud-ovest (a maggioranza anglofona) del paese, fautori della Repubblica Federale di Ambazonia (entità statuale non riconosciuta).
Il conflitto è in corso dal 2017 ed è legato all’emarginazione politica, economica e culturale delle aree anglofone da parte del governo centrale.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo tramite l’inasprimento di contraddizioni socio-linguistiche, economiche e politiche di una parte delle masse popolari camerunensi (anglofone) contro un’altra parte (francofone).
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: europei (britannici e francesi).
- Repubblica Democratica del Congo (RDC)
Tipo di scontro militare: intrastatale, con il paese in preda attualmente a una “guerra a bassa intensità” che vede contrapporsi esercito regolare diretto dal governo di Kinshasa (con annesse truppe paramilitari regionali alleate) e il M-23, organizzazione ribelle supportata dal Ruanda. Nonostante il cessate il fuoco del febbraio 2025, le ostilità covano sotto traccia e potrebbero riprendere apertamente da un momento all’altro, in particolare nella regione orientale del Kivu.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo, sottrazione di risorse come nichel, cobalto, oro, terre rare.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei (francesi e belgi in testa).
- Kenya
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine e gruppi jihadisti. A questo si aggiungono ondate repressive da parte dell’attuale governo di William Ruto nei confronti del movimento popolare (lavoratori, studenti, disoccupati). Il Partito Comunista Marxista del Kenya è la forza politica maggiormente sottoposta a controllo poliziesco, attentati, chiusura di giornali e altre misure repressive.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
- Uganda
Tipo di scontro militare: intrastatale e interstatale. Nella prima forma, lo scontro riguarda Forze Armate e Forze dell’Ordine contrapposte all’Esercito di Resistenza del Signore - organizzazione guerrigliera di matrice cristiana attiva dal 1987, oltre che in Uganda anche nel Sudan del Sud e nella RDC - e alle Forze Democratiche Alleate, organizzazione islamista attiva dal 1995 principalmente nella RDC e affiliata allo Stato Islamico dal 2017.
Nella seconda forma, lo scontro riguarda l’intervento ugandese nella RDC per liquidare le Forze Democratiche Alleate, servendosi del M-23 ma anche delle truppe governative congolesi.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo, rovesciamento del regime al potere in rapporti altalenanti con gli imperialisti USA e in pessimi rapporti con le istituzioni politiche degli imperialisti europei.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
- Angola
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine e gruppi separatisti (principalmente il Fronte per la Liberazione dell’Enclave di Cabinda, supportato politicamente dal Movimento Nazionale di Cabinda) della regione settentrionale di Cabinda, ricca di risorse petrolifere.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: sfruttamento di risorse naturali tramite supporto economico e politico di comodo e più o meno dichiarato a progetti indipendentisti.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
- Mozambico
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine e gruppi jihadisti, principalmente nella regione di Cabo Delgado, ricca di petrolio e gas naturale dove, tra l’altro, sono attive TotalEnergies ed ENI.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo e frammentazione politica di paesi che hanno avviato percorsi indipendenti sul piano politico, economico e militare dai gruppi imperialisti USA, sionisti ed europei. Nel caso del Mozambico questo percorso è avvenuto grazie soprattutto al supporto sovietico negli anni ‘60-’70 e alla combinazione di quello russo e cinese nell’epoca attuale.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
4. Asia
Asia occidentale
- Turchia
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra Forze Armate e di polizia e formazioni guerrigliere d’ispirazione marxista-leninista (DHKP-C) e marxista-leninista-maoista (TKP M-L, MLKP, MKP).
Ufficialmente, la “lotta al terrorismo” dello Stato turco prosegue contro le organizzazioni sopra indicate, dato che il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) ha abbandonato la lotta armata e si è dissolto con il suo 12° Congresso straordinario tenuto a maggio 2025, a seguito dell’appello di Abdullah Öcalan, fondatore del partito ancora imprigionato, ad avviare trattative di pace con il governo turco.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: alimento dell’instabilità politica in un paese NATO, ma che svolge una politica estera contraddittoria e fondamentalmente autonoma, soprattutto rispetto ai rapporti con Federazione Russa, RPC e BRICS+, con relazioni altalenanti con l’UE e lo Stato sionista d’Israele. Tale instabilità, alimentata dal complesso militare-industriale-finanziario USA, dai sionisti e dagli europei, promuove sempre più la Turchia e il resto dell’Asia occidentale a teatro di primo livello della 3GM.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, a cui seguono europei e sionisti.
- Iraq
Tipo di scontro militare: intrastatale. Le Forze Armate e di polizia del governo centrale combattono gruppi jihadisti (Stato Islamico, praticamente sconfitto) e, in varie occasioni, si sono scontrate con le formazioni militari curde (Peshmerga) della Regione semi-autonoma del Kurdistan iracheno, le quali a loro volta combattono contro i gruppi jihadisti e supportano le Forze Democratiche Siriane attive nella Siria del Nord-Est.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: frammentazione del paese, rottura di rapporti bilaterali (principalmente in ambito energetico e militare) con la Repubblica Islamica dell’Iran (membro BRICS+ e fulcro dell’Asse della Resistenza).
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, sionisti ed europei.
- Siria
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra i jihadisti guidati da Al-Julani (attuale capo di Stato ad interim), organizzazioni e bande terroriste non ancora soggiogate militarmente e per certi versi in contrasto con il nuovo regime installato a Damasco, forze organizzate della resistenza popolare fedeli alla Repubblica Araba Siriana (quelle che hanno contestato il cambio avvenuto l’8 dicembre 2024 con lo sfondamento delle truppe jihadiste fino a Damasco e la fuga dell’ex presidente Bashar Al-Asad), forze curde (Amministrazione Autonoma del Nord-Est della Siria), gruppi di combattenti drusi (dei quali una parte è fedele alla Siria, mentre l’altra supporta l’interventismo sionista). Attualmente, la situazione politica e militare è tutt’altro che pacificata dopo 13 anni di guerra promossa dalla CI contro il governo di Al-Asad.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo, tramite la distruzione di uno dei più importanti corridoi economici, politici e militari per l’Asse della Resistenza e l’imposizione di un regime succube della CI.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, sionisti ed europei con i primi prevalenti. L’obiettivo di tutti e tre i gruppi imperialisti consiste nella frammentazione del paese, il quale diviso socialmente (etnicamente, spiritualmente), sottomesso politicamente e sfruttato economicamente può maggiormente servire gli interessi della CI.
- Libano
Tipo di scontro militare: interstatale e tra attori non statali, nel senso che
- da un lato, il paese è in guerra con lo Stato sionista d’Israele che ancora occupa ampie porzioni di territorio del Libano meridionale tramite postazioni militari e insediamenti coloniali, dopo aver smobilitato una parte delle sue truppe nel 2006,
- dall’altro, a combattere contro lo Stato sionista non sono le Forze Armate libanesi, che non dispone di mezzi militari necessari a fronteggiare occupazione e invasione sioniste, ma il Movimento di Resistenza Islamica (Hezbollah).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: lo scontro è parte della promozione della 3GM, unitamente al tentativo di sterminio e deportazione dei palestinesi da parte dei sionisti.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: sionisti, USA ed europei con i primi prevalenti e che si giovano del supporto politico, economico, militare, d’intelligence dei secondi.
- Palestina
Tipo di scontro militare: tra attori non statali (organizzazioni politico-militari della Resistenza) e le Forze Armate dello Stato sionista d’Israele.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: insieme al conflitto in Ucraina è il più importante teatro della 3GM.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, sionisti, europei e loro associati (giapponesi, australiani, sudcoreani, ecc.).
- Yemen
Tipo di scontro militare: intrastatale e interstatale, nel senso che
- da un lato si fronteggiano le Forze Armate dirette dal movimento popolare Ansarullah (legato all’Iran, a Hezbollah e alla Resistenza palestinese) - supportato da gruppi tribali e nazionalisti - e gruppi di secessionisti dello Yemen meridionale (insediati ad Aden e a Socotra),
- dall’altro, le Forze Armate dirette da Ansarullah lottano contro una coalizione internazionale capeggiata dagli USA, sostenuta da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Bahrein, Egitto, Sudan e Oman e alimentata di fatto dai sionisti che periodicamente bombardano i territori controllati dal governo espressione di Ansarullah, a maggioranza aree vitali per i civili (ospedali, scuole, abitazioni, infrastrutture energetiche).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo, distruzione del fianco meridionale dell’Asse della Resistenza, in particolare ai fini dell’indebolimento della Resistenza palestinese.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA e sionisti, con i primi prevalenti ma sostenuti militarmente dai secondi che si occupano del “lavoro corrente” (bombardamenti, pirateria, massacri, ecc.). Tra il 2015 e il 2025 il conflitto ha causato la morte di circa 15 mila persone, fame e malnutrizione diffuse, carestia, epidemie di colera e altre malattie infettive gravi soprattutto tra i bambini, distruzione di infrastrutture civili, saccheggio di petrolio e gas naturale da parte delle forze saudite e loro alleati, decine di migliaia di profughi e sfollati interni.
Asia centrale
- Iran
Tipo di scontro militare: intrastatale e interstatale, nel senso che
- da un lato, le Forze Armate e le Forze dell’Ordine combattono i gruppi terroristi (ISIS-K, Mujahedeen-e-Khalq - MEK). I principali scontri militari (imboscate) si verificano principalmente con gruppi islamisti ai confini con l’Afghanistan, il Pakistan e l’Azerbaijan,
- dall’altro, esse combattono le aggressioni di sionisti e imperialisti USA: vedi ad esempio l’attacco terroristico del giugno 2025 partito da Tel Aviv contro installazioni iraniane principalmente civili, sostenuto dagli USA e di fatto facilitato dai regimi reazionari arabi di Giordania, Arabia Saudita, monarchie del Golfo Persico.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: sottomissione politica, economica e militare; liquidazione dell’Asse della Resistenza e colonizzazione dell’Asia centrale con ripercussioni significative in Asia occidentale (Palestina, Libano, Siria, Yemen).
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA e sionisti. Essi puntano a disarticolare il sistema politico vigente nel paese, a denuclearizzarlo e, di fatto, a instaurare un regime politico a essi sottomesso.
- Afghanistan
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e le Forze dell’Ordine dirette dal movimento talebano e le organizzazioni jihadiste (ISIS-K).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: il controllo dell’Afghanistan da parte della CI è vitale per ostacolare la Nuova Via della Seta in Asia centrale e per alimentare il terrorismo contro la RPC (tramite la provincia autonoma dello Xinjiang), per avere la strada spianata nella destabilizzazione della Repubblica Islamica dell’Iran (uso del territorio afghano come base militare) e per favorire la sovversione in Pakistan.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei con i primi prevalenti.
Asia meridionale
- Pakistan
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine e organizzazioni di matrice jihadista (Tehrik-i-Taliban Pakistan) e separatista (gruppi, partiti e movimenti per l’indipendenza del Balochistan, area che comprende pezzi di territorio pakistano e iraniano). Occasionalmente il Pakistan fronteggia l’India tramite scaramucce in zone frontaliere (soprattutto nel Kashmir) e attacchi aerei.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: indebolimento dell’insieme di paesi coalizzati attorno alla linea multipolare promossa dai BRICS+ e del progetto cinese della Nuova Via della Seta.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA.
- India
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine e l’Esercito Guerrigliero per la Liberazione Popolare, braccio armato del Partito Comunista dell’India (maoista). Lo scontro va avanti dalla metà degli anni ‘60. Inoltre, lo Stato indiano ha dovuto fronteggiare nel corso degli anni il movimento indipendentista kashmiro (che attualmente sembra essere “dormiente” sul piano militare) e il Pakistan (per la disputa territoriale su territori come il Kashmir).
Relazione che il conflitto ha con la CGC: teatro di guerra ibrida che coinvolge un membro fondatore dei BRICS+ che 1. è spinto alla contrapposizione/concorrenza con la RPC da parte della CI e 2. allo stesso tempo mantiene buoni rapporti con gli imperialisti USA e sionisti.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA.
- Myanmar
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate (dirette dalla giunta militare sorta a seguito del colpo di Stato del febbraio 2021) e gruppi armati di matrice etnica, nazionalista e religiosa disseminati in varie aree del paese, alcuni fondati negli anni ‘80, altri tra il 2000 e il 2021.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: manovra di accerchiamento politico e militare della Repubblica Popolare Cinese, la quale intrattiene ottimi rapporti economico-commerciali e militari con il Myanmar, membro del progetto Nuova Via della Seta e richiedente l’integrazione nei BRICS+ (ottobre 2024) come “paese associato”.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
Asia orientale
- Repubblica Popolare Cinese
Tipo di scontro militare: intrastatale, nella forma della lotta al terrorismo promosso dal Partito Islamico del Turkestan nella provincia autonoma uigura dello Xinjiang.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: accerchiamento politico e militare della RPC.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei.
- Penisola coreana
Tipo di scontro militare: interstatale. La guerra è formalmente ancora in corso: tra la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) e la Repubblica di Corea (RdC) non è stato siglato alcun trattato di pace, ma solo un cessate il fuoco mediato dall’ONU (27 luglio 1953). Scontri militari veri e propri, a causa di sconfinamenti, tra la RPDC e la RdC si verificano seppur raramente nell’area della Zona Demilitarizzata che, all’altezza del 38° parallelo, divide la penisola coreana.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: la CI mira
- attraverso la denuclearizzazione, a sottomettere militarmente un paese socialista come la RPDC,
- attraverso manovre multiformi (guerra ibrida), fomentando malcontento sociale (crisi economica, carestia, interruzione di energia elettrica, seri problemi nella logistica, ecc.), a tagliare il sostegno delle masse popolari al Partito del Lavoro di Corea. A questo si aggiunge il tentativo di accerchiamento della RPC. Di fatto, la penisola coreana (nel quadro della regione Asia-Pacifico) costituisce il terzo teatro più importante della 3GM.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA ed europei. Gli USA realizzano tuttora provocazioni contro la RPDC attraverso esercitazioni militari congiunte con il governo della Repubblica di Corea (che ospita 23 basi USA con 28.500 militari - dati 2025 del Pentagono) e con il governo del Giappone (che ospita 15 basi militari con 52.800 militari - dati 2025 del Pentagono), con l’obiettivo di intimorire la RPDC e imporle di recedere rispetto al suo programma nucleare (militare e civile), sviluppato come deterrente contro attacchi provenienti da USA e alleati regionali.
- Filippine
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e di polizia contro il Partito Comunista delle Filippine (PCF). Dal 1969 il PCF conduce operazioni militari nell’ambito della guerra popolare rivoluzionaria di lunga durata tramite il suo braccio armato - il Nuovo Esercito del Popolo - e il suo braccio politico, il Fronte Democratico Nazionale delle Filippine, che raccoglie organizzazioni di massa generate o orientate dal PCF.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo e accerchiamento della RPC in Asia-Pacifico.
Gruppi imperialisti prevalenti nel conflitto: USA, le cui istituzioni pubbliche e private supportano le Forze Armate locali,
continuano a dare manforte ai loro regimi-clienti (caratterizzati dal predominio della borghesia compradora), succedutisi in particolare dagli anni ‘60 a oggi (vedi il supporto a Ferdinand Marcos Jr., presidente dal 30 giugno 2022) e partecipano alla guerra interna contro le masse popolari filippine e la guerriglia maoista.
- Indonesia
Tipo di scontro militare: intrastatale, tra le Forze Armate e Forze dell’Ordine da un lato e gruppi jihadisti (Jemaah Islamiyah, trasformatosi poi nel Partito Popolare Indonesiano Dawah dopo una stretta repressiva) e secessionisti (Movimento Aceh Libero e Organizzazione per una Papua Libera) dall’altro.
Relazione che il conflitto ha con la CGC: neocolonialismo e scardinamento in Asia orientale del BRICS+, di cui l’Indonesia è membro.
Gruppi imperialisti prevalenti nello scontro: USA.
2. Stati sottoposti a misure coercitive da parte di USA, UE e ONU
Fonti: www.home.treasury.gov/policy-issues/financial-sanctions/sanctions-programs-and-country-information (Dipartimento del Tesoro USA), www.sanctionsmap.eu/#/main, www.sanctionscanner.com/blog/list-of-sanctioned-countries-by-ofac-un-and-eu-2025-1103, www.globalsanctions.com/sanctions-regimes/, www.opensanctions.org/
Di seguito l’elenco aggiornato a giugno 2025 dei paesi sottoposti a misure coercitive economiche, commerciali e finanziarie (unilaterali e multilaterali) da parte degli USA, dell’UE (ed eventualmente del Regno Unito, che dopo la Brexit non fa più parte dell’UE) e dell’ONU.
1. Haiti (USA e UE)
2. Cuba (USA)
3. Guatemala (UE)
4. Nicaragua (USA e UE)
5. Venezuela (USA e UE)
6. Russia (USA e UE + ONU)
7. Bielorussia (USA e UE)
8. Serbia (UE + ONU)
9. Montenegro (UE + ONU)
10. Bosnia Erzegovina (USA e UE)
11. Moldavia (UE)
12. Libia (USA e UE + ONU)
13. Tunisia (UE)
14. Eritrea (USA)
15. Etiopia (USA)
16. Somalia (USA e UE + ONU)
17. Mali (USA e UE + ONU)
18. Sudan (USA e UE + ONU)
19. Repubblica Centrafricana (USA e UE + ONU)
20. Burundi (UE)
21. Repubblica Democratica del Congo (USA e UE + ONU)
22. Guinea (UE + Regno Unito)
23. Guinea Bissau (USA e UE + ONU)
24. Zimbabwe (USA e UE)
25. Sudan del Sud (USA e UE + ONU)
26. Sierra Leone (USA e UE + ONU)
27. Turchia (UE)
28. Palestina (USA)
29. Iraq (USA e UE + ONU)
30. Yemen (USA e UE + ONU)
31. Libano (USA e UE + ONU)
32. Siria (USA e UE: alcune delle misure coercitive permangono nonostante la “distensione” tra il regime jihadista di Al-Julani e le autorità dei gruppi imperialisti USA e UE)
33. Iran (USA e UE
34. Afghanistan (USA e UE + ONU)
35. Myanmar (UE)
36. Cambogia (USA)
37. Laos (USA)
38. Cina (USA e UE)
39. Corea del Nord (USA e UE + ONU)
3. Stati e territori in cui sono in corso tentativi di destabilizzazione aperti e/od occulti da parte della CI
Attraverso la NATO e l’attività dei servizi segreti dei paesi NATO e associati, la CI promuove iniziative cospirative (rivoluzioni colorate, infiltrazioni tramite organizzazioni non governative, condizionamento politico, ecc.) e di sabotaggio all’interno di quei paesi che reputa nemici o che non sono sottomessi alla sua volontà. In molti casi, le iniziative militari, le misure coercitive e le attività di destabilizzazione interna coincidono.
Per quanto riguarda l’America, queste attività riguardano principalmente Venezuela, Cuba, Nicaragua, Colombia, Brasile, Perù, Bolivia, Haiti, Panama.
Per quanto riguarda l’Africa, queste attività riguardano principalmente Libia, Eritrea, Burkina Faso, Mali, Niger, Repubblica Democratica del Congo, Sudan, Somalia.
Per quanto riguarda l’Europa, queste attività riguardano principalmente Serbia, Moldavia, Romania, Georgia, Federazione Russa, Armenia.
Per quanto riguarda l’Asia, queste attività riguardano principalmente Libano, Siria, Yemen, Nepal, Afghanistan, Pakistan, Indonesia, penisola coreana, Taiwan (provincia della RPC temporaneamente occupata dalla cricca reazionaria di Taipei), Xinjiang (provincia autonoma della RPC) e Hong Kong.
Luigi P.
Contro censura e propaganda di guerra
La Terza guerra mondiale vuol dire anche censura e propaganda di guerra, che approfondiscono l’opera di manipolazione e intossicazione delle menti e dei cuori delle masse popolari corrente nei media di regime (primo pilastro del regime di controrivoluzione preventiva illustrato nel cap. 1.3.3. del nostro Manifesto Programma), in particolare sugli avvenimenti internazionali.
Una misura per contrastarle è avvalersi dell’informazione fornita da governi di paesi socialisti e di paesi che si oppongono alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati o comunque resistono alle sue pretese. Qui di seguito forniamo una lista non esaustiva di canali televisivi, disponibili in varie lingue e realizzati da tali governi. Essi sono rivolti al pubblico straniero e portano il segno della politica estera di ciascun paese, stante il regime politico vigente in ognuno di essi.
Paesi socialisti
1. Repubblica Popolare Cinese
China Global Television Network:
- Inglese: www.cgtn.com/ (sito con info), www.cgtn.com/tv (diretta + singoli servizi registrati)
- Francese: www.francais.cgtn.com/home (sito con info), www.francais.cgtn.com/channel (diretta + singoli servizi registrati)
- Castigliano: www.espanol.cgtn.com (sito con info), www.espanol.cgtn.com/en-directo (diretta + singoli servizi registrati)
- Arabo: www.arabic.cgtn.com/home (sito con info), www.arabic.cgtn.com/channel (diretta + singoli servizi registrati)
- Russo: ww.russian.cgtn.com/home (sito con info), www.russian.cgtn.com/channel (diretta + singoli servizi registrati)
I link su indicati si riferiscono alle varie edizioni che dispongono anche del servizio televisivo. Il solo servizio informativo (senza televisione) è disponibile in più di venti lingue (compreso l’italiano: www.italian.cgtn.com).
China Central Television (inglese): www.english.cctv.com/ (sito con info), www.english.cctv.cn/live/ (diretta)
2. Repubblica di Cuba
Cubavisión Internacional (castigliano):www.teveo.cu/live/video/AKDdWvMTYzfsfnNJ
Al momento, fuori da Cuba non è possibile vedere le altre 4 televisioni della rete televisiva nazionale.
3. Repubblica Socialista del Vietnam
Vietnam Television (inglese): www.english.vtv.vn/ (sito con info).
Sul lato destro della prima pagina e in bella mostra si trova direttamente il lettore della diretta.
Paesi che si oppongono alla Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti USA, sionisti, europei e loro associati o comunque resistono alle sue pretese
1. Federazione Russa
RT International: www.rt.com (sito con info), www.rumble.com/c/RTNews e www.odysee.com/@RT:fd (diretta + singoli servizi registrati)
- Francese: www.francais.rt.com/ (sito con info), www.francais.rt.com/en-direct (usare il lettore di RT o quello della piattaforma Odysee)
- Castigliano: www.actualidad.rt.com/ (sito con info), www.actualidad.rt.com/en_vivo (diretta + singoli servizi registrati)
- Tedesco: www.de.rt.com/ (sito con info), www.de.rt.com/livetv/ (diretta + singoli servizi registrati)
- Serbocroato: www.rt.rs/ (sito con info), www.rt.rs/livetv/ (diretta + singoli servizi registrati)
- Arabo: www.arabic.rt.com/ (sito con info), www.arabic.rt.com/live/ (diretta + singoli servizi registrati)
- Russo: www.russian.rt.com/ (solo sito con info)
- Portoghese: www.rtbrasil.com (solo sito con info per il momento)
Entro la fine del 2025 sarà attivata RT India in hindi e inglese.
2. Repubblica Islamica dell’Iran
HispanTV (castigliano): www.hispantv.com (sito con info), www.hispantv.com/directo (diretta + singoli servizi registrati)
Press TV (inglese, francese):
- Inglese: www.presstv.ir (sito con info), www.presstv.ir/Live (diretta + singoli servizi registrati)
- Francese: www.french.presstv.ir (sito con info), www.french.presstv.ir/live (diretta + singoli servizi registrati).
3. Repubblica Bolivariana del Venezuela
Venezolana de Televisión (castigliano): www.vtv.gob.ve/ (sito con info), www.dailymotion.com/video/x930kre (diretta + singoli servizi registrati)
Telesur (castigliano): www.telesurtv.net (sito con info). Per accedere alla diretta basta cliccare il pulsante EN VIVO, posizionato in alto al centro della pagina.
4. Nicaragua
Canal 4 (castigliano): www.dailymotion.com/video/x7rwv8c (diretta).
5. Burkina Faso
Radiodiffusion Télévision du Burkina (francese): www.rtb.bf/television-en-direct/ (diretta).