Con
il comunicato
diffuso il 25 luglio,
Rete dei Comunisti (RdC) annuncia la rottura di ogni relazione con
l’attuale dirigenza del Partito Socialista Unito del Venezuela
(PSUV) e con il governo venezuelano perché, dopo l’attacco
militare e il sequestro del presidente Nicolás
Maduro e di sua moglie Cilia Flores effettuati il 3 gennaio 2026 da
un commando d’élite dell’esercito USA, avrebbero avviato un
processo di liquidazione dell’esperienza
rivoluzionaria bolivariana
e di capitolazione su ogni terreno agli imperialisti USA. Nei giorni
successivi Rete dei Comunisti ha ribadito la sua posizione, in
particolare nella lunga intervista
in cui Luciano Vasapollo,
dirigente dell’organizzazione e principale promotore delle
relazioni di quest’ultima con istituzioni e organizzazioni
rivoluzionarie venezuelane, conclude che “da antimperialisti
coerenti denunciamo la capitolazione del Venezuela” ...
... con la sua presa di posizione RdC ha fatto un cattivo servizio alla lotta per instaurare il socialismo nel nostro paese. E in questo modo viene meno all’internazionalismo proletario di cui si fregia. Il cuore, il nocciolo dell’internazionalismo proletario praticato dal movimento comunista, infatti, consiste nel condurre con successo la rivoluzione socialista nel proprio paese, non principalmente e tanto meno solo nel far conoscere alle masse popolari italiane gli avanzamenti e le vittorie dei movimenti rivoluzionari in corso in altri paesi, nel denunciare la complicità della classe dominante del nostro paese (i vertici della Repubblica Pontificia) con le aggressioni e le manovre degli imperialisti USA e sionisti in combutta con le classi reazionarie locali dei paesi dove sono in corso movimenti rivoluzionari, nell’organizzare la raccolta e l’invio di aiuti alle popolazioni dei paesi che gli imperialisti USA e sionisti assediano. Questo vale in particolare per noi comunisti italiani e degli altri paesi imperialisti, perché l’instaurazione del socialismo nei paesi imperialisti è il passo determinante per il successo del socialismo in tutto il mondo ...
Per la classe dominante è violento e illegittimo tutto ciò che incrina e mette in pericolo il suo dominio. Al contrario per le masse popolari è legittimo tutto quanto è conforme ai loro interessi, anche se illegale cioè vietato dalle leggi e dalle regole della classe dominante. Questo principio deve vivere in ogni iniziativa che le masse promuovono e nella solidarietà contro la repressione!
Questo numero di La Voce è diverso dal solito. Sono molto pochi gli articoli che riguardano la situazione politica italiana e internazionale e le linee particolari, le iniziative e le parole d’ordine per sviluppare la mobilitazione delle masse popolari contro il governo Meloni, allargare la loro organizzazione e orientare gli organismi operai e popolari a formare un proprio governo d’emergenza, cioè la tattica. Ampio spazio è dedicato agli aspetti generali del corso delle cose e alla natura del partito comunista che serve per instaurare il socialismo, a quello cioè che guida e orienta l’azione dei comunisti, compresa la tattica. È dedicato quindi alla rinascita del movimento comunista cosciente e organizzato, a elevarne il ruolo ...
Il PM Francesco Cajani, sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Milano, sta portando avanti denunce per “istigazione all’odio razziale” contro nove compagni, tra cui sette del Partito dei CARC. Il pretesto è aver esposto cartelli che indicavano alcuni degli agenti sionisti inseriti nella denuncia nominativa promossa dal (n)PCI con l’Avviso ai Naviganti 145 del 22.08.2024. L’indagine è una delle tante operazioni repressive che, su indicazione dell’entità sionista in Italia, si sono scatenate contro l’ampio movimento di solidarietà verso il popolo palestinese e la sua eroica Resistenza nel tentativo di fiaccarlo, approfittando del suo periodo di reflusso.
Un’operazione che si inserisce in una fase in cui la lotta in solidarietà con il popolo palestinese si è tradotta, nella città di Milano, in una serie di iniziative, mobilitazioni e attività che hanno spinto alcuni esponenti del Consiglio comunale della città, capeggiati da Francesca Cucchiara (Verdi), a promuovere una mozione per la rottura del gemellaggio Milano-Tel Aviv. L’iniziativa e la lotta che l’ha accompagnata hanno alimentato una positiva mobilitazione popolare, che ha nei fatti spaccato la giunta Sala. Una spaccatura che tutti i solidali con la Resistenza palestinese devono alimentare, usando ogni appiglio per allargarla e alimentando le contraddizioni che la lotta in solidarietà con il popolo palestinese fa crescere nella società.
Tutti gli agenti sionisti e i loro complici devono essere smascherati e denunciati. Questo è un passo necessario ...
11 giugno 2026
Perché le grandi mobilitazioni dell’autunno 2025 a sostegno della Flotilla contro il genocidio perpetrato dai sionisti e in solidarietà con il popolo palestinese non si sono ripetute a maggio di quest’anno a sostegno della nuova missione della Flotilla?
Perché i NO al referendum di marzo contro la riforma della magistratura non si sono tradotti in voti per le liste anti Larghe Intese alle elezioni comunali di maggio e giugno nelle città dove erano presenti?
Tra i promotori delle mobilitazioni dell’autunno 2025 e delle liste anti Larghe Intese e tra quanti si dichiarano comunisti si scontrano due risposte a queste domande.
- Da una parte chi attribuisce la responsabilità alle masse popolari e rispolvera la tesi della “arretratezza”, della “passività”, della “indifferenza”, della “scarsa combattività” di esse, pur declinandola con sfumature diverse: “la Palestina è passata di moda”, “non c’è più l’aspetto emotivo che aveva riempito le piazze l’anno scorso”, “ai lavoratori interessano più questioni come salario, posto di lavoro, ecc.”, “la gente è spaventata dalle multe, dalle inchieste, dai fogli di via e dal resto dell’armamentario repressivo messo in campo dal governo Meloni contro gli attivisti pro Pal”, “le masse popolari non capiscono chi le rappresenta veramente”.
- Dall’altra chi, come noi del (n)PCI, individua la causa nella linea seguita dai centri promotori delle grandi mobilitazioni popolari dell’autunno 2025 e del NO al referendum di marzo 2026, a partire dal sindacalismo di base e dalla sinistra della CGIL, dall’area di USB/Rete dei Comunisti/Potere al Popolo che, rilanciando la parola d’ordine di “bloccare tutto” lanciata dal CALP di Genova, aveva avuto un ruolo importante nelle mobilitazioni dell’autunno scorso: una linea non all’altezza degli obiettivi che proprio i risultati delle mobilitazioni dell’autunno 2025, della vittoria del NO al referendum e anche delle mobilitazioni per il 25 Aprile rendevano possibili e necessari, ponevano all’ordine del giorno. Questa seconda risposta è illustrata in modo chiaro e argomentato dal Partito dei CARC, nostro partito fratello, negli articoli Rivoluzionari, non apprendisti stregoni e Imparare a pensare come chi si vuole liberare pubblicati sul numero di giugno del suo mensile Resistenza: ad essi quindi rimandiamo.
Comitati di Partito |
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CdP Fratelli CerviLO SMANTELLAMENTO DELL’APPARATO PRODUTTIVO È UN ATTO DI GUERRA!Complici e solidali con i compagni della FIOM Emilia Romagna per le denunce, con i lavoratori Fedex in lotta a Modena e nel resto del paese e con tutti i lavoratori colpiti da censura e repressione! Ogni azione che la classe operaia decide di mettere in campo per difendere o riaprire le fabbriche è assolutamente legittima, giusta, anche se non rispetta le leggi imposte dai governi delle Larghe Intese.12 marzo 2026 |
CdP AuroraPer uscire dalla Terza guerra mondiale serve un’alternativa: il progetto della fabbrica socialmente recuperata e integrata del Collettivo di Fabbrica GKN è lo spiraglio da supportare, rafforzare, estendere!3 marzo 2026 |
CdP AuroraLe denunce e le multe a Massa sono l’ennesimo atto di guerra del Governo Meloni e dei suoi servi locali!Siamo in guerra. Rompere gli indugi, passare al contrattacco!
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CdP Antonio GramsciPassare al contrattacco per vincere!Sabato 31 gennaio la Torino partigiana scenderà in strada sostenuta da un ampio movimento nazionale di solidarietà. Che sia una risposta combattiva e determinata al tentativo (... Leggi il testo completo del comunicato)29 gennaio 2026 |
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L’epoca imperialista
è l’epoca della rivoluzione socialista e
della decadenza della società borghese
Gli sviluppi della rivoluzione socialista nella Repubblica bolivariana del Venezuela
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