11 giugno 2026
Perché le grandi mobilitazioni dell’autunno 2025 a sostegno della Flotilla contro il genocidio perpetrato dai sionisti e in solidarietà con il popolo palestinese non si sono ripetute a maggio di quest’anno a sostegno della nuova missione della Flotilla?
Perché i NO al referendum di marzo contro la riforma della magistratura non si sono tradotti in voti per le liste anti Larghe Intese alle elezioni comunali di maggio e giugno nelle città dove erano presenti?
Tra i promotori delle mobilitazioni dell’autunno 2025 e delle liste anti Larghe Intese e tra quanti si dichiarano comunisti si scontrano due risposte a queste domande.
- Da una parte chi attribuisce la responsabilità alle masse popolari e rispolvera la tesi della “arretratezza”, della “passività”, della “indifferenza”, della “scarsa combattività” di esse, pur declinandola con sfumature diverse: “la Palestina è passata di moda”, “non c’è più l’aspetto emotivo che aveva riempito le piazze l’anno scorso”, “ai lavoratori interessano più questioni come salario, posto di lavoro, ecc.”, “la gente è spaventata dalle multe, dalle inchieste, dai fogli di via e dal resto dell’armamentario repressivo messo in campo dal governo Meloni contro gli attivisti pro Pal”, “le masse popolari non capiscono chi le rappresenta veramente”.
- Dall’altra chi, come noi del (n)PCI, individua la causa nella linea seguita dai centri promotori delle grandi mobilitazioni popolari dell’autunno 2025 e del NO al referendum di marzo 2026, a partire dal sindacalismo di base e dalla sinistra della CGIL, dall’area di USB/Rete dei Comunisti/Potere al Popolo che, rilanciando la parola d’ordine di “bloccare tutto” lanciata dal CALP di Genova, aveva avuto un ruolo importante nelle mobilitazioni dell’autunno scorso: una linea non all’altezza degli obiettivi che proprio i risultati delle mobilitazioni dell’autunno 2025, della vittoria del NO al referendum e anche delle mobilitazioni per il 25 Aprile rendevano possibili e necessari, ponevano all’ordine del giorno. Questa seconda risposta è illustrata in modo chiaro e argomentato dal Partito dei CARC, nostro partito fratello, negli articoli Rivoluzionari, non apprendisti stregoni e Imparare a pensare come chi si vuole liberare pubblicati sul numero di giugno del suo mensile Resistenza: ad essi quindi rimandiamo.
La richiesta del governo Meloni di sanzioni UE contro il criminale nazisionista Ben-Gvir per le torture inflitte agli attivisti della Global Sumud Flotilla sequestrati in acque internazionali è una foglia di fico! Sono ben altre le misure che occorrono: le violenze contro gli attivisti delle Flotille sono un “effetto collaterale” del genocidio, della pulizia etnica e dell’apartheid che i sionisti praticano sistematicamente contro il popolo palestinese da quando hanno occupato la Palestina! Sono le misure contro lo Stato sionista e a sostegno della Resistenza palestinese che il Governo di Blocco Popolare adotterà una volta che le masse popolari organizzate lo avranno costituito, sono le misure con cui metteremo fine al sostegno e alla complicità di cui lo Stato sionista di Israele gode in Italia per il “lavoro sporco per conto di tutto l’Occidente” che svolge in Asia occidentale, in Africa e in altre parti del mondo ...
... Il governo Meloni è sempre più spaccato e screditato agli occhi delle masse popolari. Il polo PD condivide nei fatti le politiche guerrafondaie e repressive del governo Meloni, di cui è stato promotore e precursore. È una crisi a cui la classe dominante cerca di fare fronte con l’intossicazione dell’opinione pubblica, la propaganda reazionaria, le manovre eversive e la rappresaglia poliziesca. Di queste manovre eversive fa parte anche la putrida inchiesta per cui la Digos di Napoli, su mandato del governo Meloni, il 21 aprile ha perquisito le case di alcuni compagni del P.CARC e di un giovane del collettivo ASC, a cui esprimiamo tutta la nostra solidarietà e complicità. Un’operazione che da un lato ha mostrato una grande risposta di solidarietà e sostegno da parte di tutto il movimento popolare verso il P.CARC ...
Il Partito dei CARC è sotto attacco, il movimento in solidarietà con la Palestina è sotto attacco, i sindacati combattivi sono sotto attacco, chi si mobilita contro il governo Meloni è sotto attacco… vuol dire che il nemico ha paura, vuol dire che la mobilitazione popolare è un problema e il nemico ricorre al vecchio metodo: repressione, intossicazione e divisione!
Vuol dire che dobbiamo proseguire senza riserve nella lotta per cacciare subito il governo Meloni, il governo degli emuli dei fascisti del secolo scorso (dio, patria, famiglia e manganello), imporre un governo che attua realmente la Costituzione del 1948, avanzare nella rivoluzione socialista!
Vuole dire che dobbiamo andare fino in fondo anche nella lotta contro gli agenti sionisti infiltrati negli apparati dello Stato e che sono parte integrante del sistema di potere della Repubblica Pontificia: per esempio cacciare Marco Carrai dalla fondazione Meyer!
A pochi giorni dalla partenza della nuova Flotilla e dalle celebrazioni del 25 Aprile e del 1° Maggio, dobbiamo tornare a “bloccare tutto” per “cambiare tutto”!
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CdP Fratelli CerviLO SMANTELLAMENTO DELL’APPARATO PRODUTTIVO È UN ATTO DI GUERRA!Complici e solidali con i compagni della FIOM Emilia Romagna per le denunce, con i lavoratori Fedex in lotta a Modena e nel resto del paese e con tutti i lavoratori colpiti da censura e repressione! Ogni azione che la classe operaia decide di mettere in campo per difendere o riaprire le fabbriche è assolutamente legittima, giusta, anche se non rispetta le leggi imposte dai governi delle Larghe Intese.12 marzo 2026 |
CdP AuroraPer uscire dalla Terza guerra mondiale serve un’alternativa: il progetto della fabbrica socialmente recuperata e integrata del Collettivo di Fabbrica GKN è lo spiraglio da supportare, rafforzare, estendere!3 marzo 2026 |
CdP AuroraLe denunce e le multe a Massa sono l’ennesimo atto di guerra del Governo Meloni e dei suoi servi locali!Siamo in guerra. Rompere gli indugi, passare al contrattacco!
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CdP Antonio GramsciPassare al contrattacco per vincere!Sabato 31 gennaio la Torino partigiana scenderà in strada sostenuta da un ampio movimento nazionale di solidarietà. Che sia una risposta combattiva e determinata al tentativo (... Leggi il testo completo del comunicato)29 gennaio 2026 |
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